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Whistleblowing, sulla tutela ci sono ancora dei nodi da sciogliere

Whistleblowing, sulla tutela ci sono ancora dei nodi da sciogliere

A un anno dalla legge 179 del 2017 che ha introdotto anche in Italia la figura del whistleblower, cioè del dipendente pubblico o privato che segnala sotto tutela condotte illecite di cui è venuto a conoscenza per via del proprio rapporto di lavoro o delle funzioni svolte, i nodi da sciogliere sono ancora molti. Soprattutto per quantoe riguarda l'effettività della tutela.

E' quanto emerso dal panel moderato da Fabrizio Vedana (vice direttore generale di Unione Fiduciaria, in foto) nell'ambito del Whistleblowing Forum 2018, organizzato da Unione Fiduciaria e 24 Ore Eventi, con il supporto di Cagnola & Associati Studio Legale, Grimaldi Studio Legale e Mazars.

Il panel ha messo in luce come il whistleblower sia un potenziale testimone, motivo per cui ha un diritto all’anonimato solo relativo (in termini di un riserbo sulle sue generalità) e valido solo in sede di procedimento disciplinare, ma non in sede penale. Il diritto di difesa dell’incolpato prevale, infatti, sul diritto alla riservatezza del whistleblower. Quest’ultimo può quindi essere chiamato in tribunale a ribadire oralmente il contenuto della propria segnalazione.

La tutela dell'identità del segnalante non è garantita se viene accertata, anche con sentenza di primo grado, la responsabilità penale del segnalante per i reati di calunnia o diffamazione o comunque per reati commessi con la denuncia. Va tenuto conto anche della sua responsabilità civile, nei casi di dolo o colpa grave.

La tutela non si applica neanche nel caso in cui l'obbligo di segreto professionale gravi su chi sia venuto a conoscenza della notizia per via di un rapporto di consulenza professionale o di assistenza con l'ente, l'impresa o la persona fisica interessati e costituisce violazione dell'obbligo di segreto la rivelazione al di fuori del canale di comunicazione predisposto a questo fine. Il whistleblower, inoltre, non deve avere un interesse personale alla segnalazione e, se ce l'ha, deve indicarlo. 

Va ricordato, infine, che nessuna norma giuridica né nessun ordine legittimo dell’autorità prescrivono il whistleblowing come obbligatorio. 

 

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