Thapar (AAA, AllianceBernstein): ecco cosa guardare quando si valuta un fondo farmaceutico - Citywire

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Thapar (AAA, AllianceBernstein): ecco cosa guardare quando si valuta un fondo farmaceutico

Thapar (AAA, AllianceBernstein): ecco cosa guardare quando si valuta un fondo farmaceutico

Il gestore Vinay Thapar (in foto), punta di diamante dei fund manager di Alliance Bernstein, ha confermato a novembre il suo rating AAA Citywire in virtù delle performance dei suoi fondi azionari AB  American Growth Portfolio e AB International Health Care.

Il primo è oggi per performance triennale l'8° fondo su 201 strategie di azionario americano (l'asset class principe del 2018) con ritorni del 41,1% contro il 23% medio.

Il secondo è al momento 2° su 19 fondi azionari specializzati in ambito farma-sanitario, con guadagni triennali del 29,2% contro l'8,1% medio. 

Poichè entrambe le strategie rappresentano un'eccellenza ma il secondo offre una visione su un tema meno battuto, intervistando Thapar, abbiamo scelto di focalizzarci su questo.

Qual è la principale differenza tra il suo AB International Health Care Portfolio e altri fondi similari?

Mentre molti investitori di questo comparto si focalizzano nel predire il successo di test clinici, la crescita degli utili e l’evoluzione di breve termine dei multipli prezzo/utile, noi preferiamo concentrarci sul ritorno sul capitale investito (Roic, ndr) e sul tasso di reinvestimento.

Notoriamente, crediamo che il Roic sia una metrica sottovalutata nella valutazione dei fondamentali di business: continuiamo a identificare società con la capacità di migliorare il proprio Roic e rafforzare il loro livello di reinvestimento oltre ciò che il mercato sta scontando.

Crediamo inoltre sia importante avere una visione olistica del comparto sanitario piuttosto che adottare focus specifici (come le biotecnologie, i dispositivi medici, ecc). Standardizzando quindi il processo di investimento per poterci concentrare di più sui fondamentali economici del business a prescindere dal settore di appartenenza, riteniamo possibile individuare i migliori investimenti nell’healthcare nel suo complesso.

Potrebbe spiegare il suo processo di investimento, dall’universo investibile alla selezione del portafoglio?

Siamo convinti che le società in grado di innovare e di abbassare i propri costi siano le meglio posizionate per una sovraperformance di lungo periodo, dato che sarà sempre più importante per i player del comparto giustificare il valore aggiunto che i loro prodotti sono in grado di dare all’intero sistema. Al contrario, continuiamo a credere che le aziende che ricorrono a una maggiore leva finanziaria e/o a operazioni M&A per spingere la crescita degli utili, a scapito del Roic, siano in una posizione svantaggiosa.

Rimaniamo positivi su selezionati medicinali, dispositivi medici e su alcuni organismi sanitari, mentre ci stiamo focalizzando sempre di più sull’innovazione in aree come le procedure mediche minimamente invasive, la sanità della popolazione e la diagnostica.

Quanti titoli compongono attualmente il portafoglio? Qual è il range?

Attualmente il portafoglio si compone di 43 titoli. Le esposizioni variano in un range tra i 40 e i 60 titoli.

Quali sono stati i cambiamenti più importanti negli ultimi due anni?

Abbiamo preso profitto su alcuni produttori di dispositivi sanitari e aggiunto nuove posizioni nel ramo delle biotecnologie sulla base di una deviazione di rischio/rendimento. Stiamo inoltre guardando sempre di più a piazze diverse da quella statunitense (sia in mercati sviluppati che in via di sviluppo), trovando modelli di business interessanti ma che non hanno raggiunto ancora un punto di prezzo tale da spingerci a investire.

Quali sono le prime 3 posizioni in termini percentuali?

Pfeizer, che è la prima società farmaceutica mondiale e opera all’interno di un’industria redditizia e a basso rischio, generando forti flussi di cassa e scambiando a valutazioni interessanti.

UnitedHealth Group che è il primo fornitore di soluzioni managed care, considerate le grandi opportunità di crescita nel lungo termine delle aree di Madicare e Medicaid negli Stati Uniti. Riteniamo, inoltre, che l’offerta di tecnologia sanitaria della società sia convincente per trainare il miglioramento della redditività.

Roche, che è tra le maggiori società di ricerca e sviluppo per i trattamenti oncologici e tra le prime al mondo per i dispositivi medici. Ha un business con ampi margini e un bilancio solido.

Avete limiti sulle posizioni in termini percentuali?

Il 10%

Chi è il cliente ideale per questo fondo?

Crediamo che questo fondo trovi un’ideale collocamento all’interno di un portafoglio bilanciato, dato che la sua caratteristica di fondo tematico permette un approccio più concentrato sul settore sanitario. Il comparto ha registrato buone performance negli ultimi anni: un fondo che vi si concentra permette quindi di avere accesso a tutti gli upside che il settore offre, mentre la natura attiva della selezione offre una protezione da possibili ribassi.  

Perché ha deciso di focalizzarsi sull’azionario?

Sono sempre stato interessato alla biologia. Sono stato una matricola di medicina al college con il piano di proseguire i miei studi nel ramo medico, ma poi ho avuto l’opportunità di lavorare come stagista in una boutique di investimento focalizzata nel ramo sanitario durante il secondo semestre del mio primo anno universitario.

Presto è diventato un affascinante viaggio di apprendimento senza fine, sia dal punto di vista scientifico (la mole di ricerca e innovazione è sbalorditiva) sia da quello di analisi finanziaria. Da lì mi sono innamorato del ramo di investimento e non mi sono più guardato indietro.

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