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Scolari (Ascofind), Bufi non deve dare giudizi sull’esiguità del numero dei soggetti autorizzati

Scolari (Ascofind), Bufi non deve dare giudizi sull’esiguità del numero dei soggetti autorizzati

Con l'avvio del nuovo Albo dei consulenti finanziari, Citywire ha parlato con Massimo Scolari, presidente di Ascofind, l'associazione che riunisce le società di consulenza finanziaria indipendente.

Cosa risponde a Bufi che sostiene che questo è, paradossalmente, anche l’inizio di un inevitabile periodo di abusivismo?

Il nuovo Albo dei consulenti finanziari è stato avviato sabato 1 dicembre. Il Dott. Bufi, a due giorni dalla nascita (uno dei quali era domenica) ha espresso giudizi in merito all’esiguità dei numeri dei soggetti autorizzati dal primo giorno. A me, sinceramente, pare una valutazione leggermente affrettata e prematura. Sarebbe come guardare un bimbo nato da due giorni e affermare “come sono piccoli i bambini”.

Il Dott. Bufi ci ha abituato ad affermazioni decisamente più brillanti.

Per quanto riguarda il rischio dell’attività abusiva è un tema serissimo e siamo tra i primi ad averlo sollevato. Un buon funzionamento dell’OCF è una delle migliori garanzie per mitigare questo rischio.

Ma, mi lasci dire, accusare gli automobilisti di guidare senza patente, dopo che per 11 anni l’ente che le rilascia è rimasto inoperoso, appare alquanto paradossale.

Quanti sono i cf autonomi in Italia secondo Ascofind?

E’ una domanda alla quale è impossibile rispondere tenuto conto che il settore è rimasto a lungo in una situazione normativa e regolamentare indefinita. Oggi, con la nascita del nuovo Albo, abbiamo finalmente uno strumento per misurare le effettive dimensioni del settore, ossia dei soggetti indipendenti che professionalmente svolgono l’attività di consulenza in materia di investimenti.

In realtà i cf autonomi intenzionati a iscriversi al nuovo albo non hanno avuto sei mesi di tempo, ma al massimo due o tre effettivi. Cosa si è inceppato nel meccanismo?

E’ assolutamente vero. Da parte nostra tuttavia ci siamo impegnati con le società associate, già a partire dal mese di luglio, per predisporre in tempi rapidi i documenti che l’OCF richiedeva. Lavorando anche nei mesi estivi, i nostri associati hanno presentato le domande nei tempi utili affinché potessero essere esaminate dagli uffici dell’OCF. E così, il primo dicembre, salvo alcune eccezioni, le società associate ad Ascofind hanno ottenuto l’iscrizione immediata all’Albo.

Ci dobbiamo attendere una valanga di nuove iscrizioni?

Personalmente non lo credo e penso che si avrà uno sviluppo moderato ma continuo nel tempo. I numeri e la dimensione del settore non sono ad oggi la nostra principale preoccupazione. Piuttosto vogliamo impegnarci per far sì che gli iscritti all’Albo crescano in modo “educato”, ossia nel  rispetto delle persone e delle regole, sia nei riguardi dei clienti, sia nei confronti dell’Autorità di Vigilanza. Vorremmo evitare che, diventando adulti e più grandi, finiscano per assomigliare a quei soggetti che delle buone maniere sembrano aver smarrito le coordinate.

Cosa succede ora per chi non è iscritto?

Con l’avvio dell’Albo unico l’attività di consulenza in materia di investimenti è riservata ai soggetti iscritti. E’ bene che tutti gli operatori non si illudano di poter perseguire strade diverse. E desidero precisare che il perimetro dell’attività di cosiddetta consulenza finanziaria “generica” e della prestazione di consulenza da parte di professionisti come servizio accessorio all’attività principale è stato ulteriormente ridotto dalla nuova Direttiva Mifid2. Quindi, per i soggetti non iscritti all’Albo, il rischio di incorrere nell’attività abusiva risulta oggi sensibilmente più elevato.

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