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Quanto sono colpevoli le istituzioni nella crisi delle venete? Un cf lo chiede ai risparmiatori/2

Quanto sono colpevoli le istituzioni nella crisi delle venete? Un cf lo chiede ai risparmiatori/2

Riprendiamo il discorso da dove lo avevamo lasciato (qui la prima puntata), con le autorità politiche e finanziarie che sembrano voler escludere un epilogo tragico per i risparmiatori che hanno investito nelle obbligazioni delle banche venete.

Non sono stato in grado di verificare se da Consob e Bankitalia siano arrivate delle dichiarazioni, sono persuaso che, ammesso ci siano state, non sono arrivate correttamente al mercato.

Lo stesso Ministro Padoan durante il Question Time tenutosi il 14 giugno 2017 si pronuncia sulla vicenda di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza affermando nell’Aula di Montecitorio che si sta valutando il piano descritto nella precedente puntata e che si ipotizza il coinvolgimento delle principali banche nazionali.

Tutte queste dichiarazioni rafforzano ulteriormente le convinzioni dei risparmiatori nella riuscita dell’operazione e nella esclusione di un Bail-in, come avrebbero previsto le regole europee.

Si arriva ai giorni nostri.

L’avventura delle due banche finisce in modo molto diverso da quanto i risparmiatori hanno ipotizzato ascoltando e leggendo le dichiarazioni sulla stampa.

Il quadro che si presenta con il decreto emanato fra mille perplessità è questo:

-          Obbligazionisti  senior e correntisti salvati dall’ intervento pubblico che il Ministro Padoan ha giustificato qui: http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/article.html?v=/ufficio-stampa/articoli/2014_2018-Pier_Carlo_Padoan/article_0196.html)

-          Gli obbligazionisti subordinati non ricevono nulla (fatta eccezione per alcune categorie molto particolari di cui parleremo in futuro)

-          La BadBank in mano allo stato e la GoodBank acquistata da Intesa per la cifra di euro UNO.

 

I retroscena grotteschi non sono finiti, infatti la macchina rassicuratrice prosegue sfornando questi dati falsati:

Compare un servizio sulla Rai al TG 1, dove viene affermato che gli obbligazionisti subordinati verranno rimborsati al 100% con tanto di Infografica dove la percentuale viene evidenziata con un bel giallo atteso, e messa in evidenza.

Anche il canale Youtube DEPUTATIPD pubblica il 13 luglio 2017 un video dove si afferma, nelle fasi finali (dal minuto 2:45) che gli obbligazionisti subordinati verranno rimborsati

Il messaggio diffuso è estremamente fuorviante dato che una piccolissima parte degli obbligazionisti subordinati è interessato dall’operazione di ristoro.

Si stima che l’operazione riguardi circa il 10% dei sottoscrittori.

L’operazione di ristoro riguarda infatti soltanto coloro che hanno acquistato i bonds nelle filiali delle due banche e ci sono restrizioni di reddito e patrimonio oltre le quali non si ha diritto al rimborso.

Nel frattempo il modulo per richiedere il ristoro non è ancora stato pubblicato sul sito del Fondo Italiano di Tutela dei depositi (verificare)

Per riuscire a mettere in scena questa commedia viene infatti coniata anche una definizione ad hoc di risparmiatore retail, molto più restrittiva di quella comunemente utilizzata per definire qualunque investitore che non si trovi classificato come controparte professionale qualificata.

Ma questo che c’entra? Ormai la frittata è fatta…

In realtà, ad un attento esame, queste operazioni “postume” (fatto salvo che siano state messe in piedi per pura ignoranza, che riterrei grave comunque) si inscrivono in quella che io chiamo l’operazione di blindatura.

Ovvero, lo scopo primario del sistema pare essere quello di rassicurare i mercati e i risparmiatori – prima – dicendo che il sistema è sicuro, dopo dicendo che è andato tutto liscio; NON quello di tutelare i risparmiatori stessi.

Dove si trova il punto in cui l’esigenza di evitare il bankrun deve cedere il passo al dovere morale di fornire informazioni corrette tramite dichiarazioni pubbliche?

Lascio valutare a voi l’impatto che questo atteggiamento ha avuto sull’opinione pubblica e sulle finanze dei risparmiatori.

Prosegue nella puntata successiva

 

Fabrizio Monge, consulente finanziario





 

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