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Promotori, prevale la prudenza in uno scenario ancora deflativo

Promotori, prevale la prudenza in uno scenario ancora deflativo

Tra i temi affrontati nella tappa di Torino del roadshow autunnale 2014 di Pictet, tenutasi il 27 Novembre allo Starhotel Majestic, resta di scottante attualità la situazione azionaria e obbligazionaria europea, da inizio anno il vero grattacapo degli operatori e dei clienti italiani.

La ripresa economica rimane fragile anche a livello globale, nonostante le misure straordinarie di QE negli Usa e, ultimamente, in Giappone.

Commenta Alberto Macchi, Finanza & Futuro: “Stiamo probabilmente entrando in una fase di bassa crescita. La Cina sta rallentando e in Europa prevale uno scenario deflativo. I mercati oggi probabilmente sottovalutano i rischi macroeconomici e la probabilità di un aumento dei tassi nei breve-medio termine”.

In questo scenario, l’atteggiamento dei clienti è prevalentemente prudenziale. "Obiettivo: conservazione del patrimonio con un rendimento pari almeno al 3%", osserva Lorenzo Bono di Banca Intermobiliare.

Per Pietro Calì di Copernico Sim, la scelta "è principalmente orientata verso strumenti obbligazionari, anche se attualmente gli sviluppi di questa asset class devono essere rivisti e aggiornati alla situazione attuale di tassi ai minimi”.

La bassa propensione al rischio è confermata dall’esigenza, sempre piu’ avvertita da parte della clientela, di integrare il reddito con flussi cedolari, che inducono a optare per portafogli bilanciati con una componente di fondi flessibili, aggiunge Alberto Macchi.

Orientamento confermato dal particolare interesse, tra le soluzioni di investimento presentate, verso il fondo flessibile MAGO, presto disponibile anche con cedola.

Come osserva Silvana Alluvione di Banca Generali: “in questo momento ritengo sia una buona opportunità comporre la parte core del portafoglio con fondi bilanciati e obbligazionari flessibili, come MAGO, e completarlo con alcune scelte strategiche come il fondo Pictet Global Mega Trend e altri fondi specifici, come il Japanaese Equity”.

Merita uno sguardo attento, infine, l’impatto derivante dalla Mifid 2, la cui attuazione pare, ancora, destinata ad essere graduale. Per Silvana Alluvione “L’impatto  piu’ rilevante si avra’ a partire dal 2017, quando sia gli operatori che i clienti saranno chiamati a fare una scelta circa il regime commissionale per il quale intenderanno optare”. 

"Francamente", aggiunge, "la consulenza finanziaria a parcella pare essere ancora percepita come una meta lontana".

Si avverte quindi l’importanza del passaggio, ma come in ogni fase di transizione il cambiamento sarà destinato a comportare un’evoluzione culturale che potrà scontrarsi con difficoltà attitudinali e operative.

Ben ne coglie l’apparente contraddittorietà Pietro Calì, che parla di “impatto apparentemente negativo, ma sostanzialmente positivo. Nella fase attuale, la Mifid 2 potrà complicare il lavoro dei consulenti, ma nel medio periodo potrà sicuramente aumentare la trasparenza degli operatori, apportando così benefici all’intero mercato del risparmio gestito”.

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