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Private banking, quando la tentazione di spennare i clienti è ancora forte

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Private banking, quando la tentazione di spennare i clienti è ancora forte

Una mail interna ha smascherato il funzionamento delle reti ancora incentrate sui budget.

L'articolo, a firma di Federica Pezzatti di Plus24 (il Sole 24 Ore), mette in luce come, nonostante la Mifid2, tentazione delle banche di piazzare i prodotti più remunerativi, più ricchi di commissioni up front, non si è ancora placata.

Il settimanale lo afferma dopo avere letto uno scambio di mail interne rivolte dalla struttura di una grande banca alla propria rete di “private banker”.

I due fogli in cui è contenuta l’essenza della “consulenza bancaria private” sono stati inviati per posta ordinaria alla redazione de Il Sole 24 Ore da un "malcapitato" cliente. Il lettore si è trovato il carteggio, per sbaglio, tra gli altri documenti relativi a delle operazioni effettuate con il suo private banker.

La mail, il cui oggetto è “agostone”, è datata 30 luglio 2018 ed è stata inviata da un coordinatore a tutti i direttori della zona per richiamarli a fare pressing sulla rete in quanto gli obiettivi di collocamento sono lontani e luglio è stato deludente.

Tra i prodotti oggetto del pressing ci sono i certificati, le obbligazioni subordinate, i fondi a cedola, le polizze unit e index linked

 

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