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McCurdy (Goldman Sachs AM): “Consulenti, siate diversificati, strategici e prudenti”

Le decisioni di investimento dovrebbero essere basate su molto di più delle sole performance passate.

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McCurdy (Goldman Sachs AM): “Consulenti, siate diversificati, strategici e prudenti”

È molto difficile, se non impossibile, per la maggior parte degli investitori prevedere la sovraperformance di una determinata asset class in un dato anno. Soprattutto se ci si basa sui rendimenti passati.

"Le scelte di asset allocation nel lungo termine dovrebbero essere basate su qualcosa di più del passato recente, e la storia ci dice che gli investitori che si pongono questo limite possono perdere opportunità di investimento potenzialmente interessanti".

L'osservazione porta la firma di Brendan McCurdy, uno dei vicepresidenti di Goldman Sachs Asset Management (GSAM) e capo del team Portfolio Strategy in Europa e Medio Oriente, parte della divisione Strategic Advisory Solutions.

"L’azionario Usa, per esempio, sovraperformerà nel lungo periodo?", si chiede lo specialista azionario. "Negli ultimi anni è stato così. Ma, come mostrano le serie storiche, questa tendenza risulta essere diversa se prendiamo in esame un arco di tempo più lungo".

McCurdy è anche autore della rubrica di investimento "Better business". Nel suo ultimo editoriale, il manager ha analizzato l'efficacia di tre diversi criteri di costruzione del portafoglio, con riferimento alla performance di 14 tra i principali indici azionari globali nei quindici anni compresi tra il 2000 e il 2015.

"La performance storica delle principali asset class evidenzia l'importanza di tre principi di portfolio construction: diversificare; adottare un approccio strategico; essere prudenti", scrive McCurdy. Vediamoli nel dettaglio.

Diversificare 

"Spesso gli investitori si basano su ciò che sanno e/o che ha funzionato bene di recente. Quindi, non a caso, oggi c'è un bias sul mercato a favore dell’azionario large cap UK e USA. Ma storicamente, quante opportunità di rendimento interessanti gli investitori hanno perso, concentrandosi fortemente sulle azioni a larga capitalizzazione di qualsiasi tipo?", domanda il top manager di GSAM.

"Dall'inizio del 2000 fino alla fine del 2015, le azioni large-cap nel Regno Unito si sono posizionate tra i primi cinque titoli in termini di performance annuale solo tre volte – nel 2006, nel 2009 e nel 2013. Nel frattempo, sempre nel Regno Unito, le azioni large-cap si sono piazzate tra i cinque peggiori titoli per performance per ben sette volte dal 2000".

Diversificare e non puntare solo sui cavalli vincenti (fino all'ultima corsa) è fondamentale, quindi. Come suggeriscono dicono gli inglesi, "non mettere tutte le uova nello stesso paniere".

Adottare un approccio strategico

L'esame delle serie storiche di una qualsiasi asset class, spiega McCurdy, mostra che il principio-cardine da seguire per investire profittevolmente nell'azionario è adottare una visione di lungo – e possibilmente lunghissimo – periodo.

Di anno in anno, infatti, "il modello di rendimenti degli investimenti sembra virtualmente casuale. In media, circa quattro delle principali 14 asset class hanno registrato rendimenti negativi in ogni anno considerato. 

"Tre asset class, in media, hanno registrato rendimenti negativi in ciascun periodo di tre anni, comunque considerato, e due in media hanno registrato rendimenti negativi a cinque anni. Se si espande l'orizzonte temporale fino a 10 anni, la media scende ben al di sotto dell’uno".

Essere prudenti

La prudenza, come ricorda l'adagio, non è mai troppa. "Quando si considera una prospettiva a breve termine", sottolinea McCurdy, "bisogna considerare quanto possono essere diversi, da un anno all'altro, i rendimenti di azioni, obbligazioni e altre attività. Dal 2000 il gap medio tra le asset class con le performance più elevate e più basse è del 46%", ricorda l'esperto.

Nel periodo considerato dalla sua analisi (2000-2015), osserva McCurdy, "il gap ha raggiunto un massimo dell’81% e non è mai sceso al di sotto del 22%. Inoltre, in metà degli anni esaminati, almeno una asset class ha registrato una perdita a due cifre. Questi numeri sono un argomento potente a favore di un approccio cauto nel determinare il grado di rischio che si è disposti ad assumere in un’ottica di breve termine.

"Gli investitori", conclude, "devono inoltre tenere a mente la matematica nel calcolo delle perdite. Un calo del 20% in un portafoglio di 10,000 sterline richiede un rialzo del 25% solo per arrivare di nuovo al valore dell'investimento iniziale. Più netto è il calo, più difficile sarà la ripresa".

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