Marconi (CheBanca!): reclutamenti, ecco le regioni in cui cerchiamo. Assoreti, sapremo dir la nostra - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati gratuitamente per ricevere le nostre email con le ultime notizie, le analisi e i commenti da Citywire Italia. Per registrarsi basta un minuto.

Marconi (CheBanca!): reclutamenti, ecco le regioni in cui cerchiamo. Assoreti, sapremo dir la nostra

Marconi (CheBanca!): reclutamenti, ecco le regioni in cui cerchiamo. Assoreti, sapremo dir la nostra

In occasione della recente edizione di ConsulenTia a Napoli, abbiamo incontrato Duccio Marconi, responsabile dei consulenti finanziari di Chebanca!, rivolgendogli alcune domande sulla strategia della rete da lui guidata che, per diversi aspetti, rappresenta certamente la più rilevante nuova realtà nel comparto.

 

A 15 mesi dall’avvio della vostra rete quali sono i prossimi target in termini di strategia e reclutamenti?

La rete di consulenza finanziaria di CheBanca! vanta oggi una struttura di 240 consulenti finanziari, con masse superiori a 2,1 miliardi di euro. Molti colleghi sono entrati di recente e quindi stanno ancora sviluppando la clientela, possiamo quindi prevedere di stabilirci sui 10-11 milioni di euro di portafoglio medio.

Abbiamo aperto in un anno ben 50 punti vendita con sportelli bancomat evoluti e contiamo di vararne altri 30 nei prossimi 9-12 mesi. Ovviamente l’idea è di coprire, sia con questi presìdi sia con la struttura manageriale, tutto il territorio nazionale.

Oggi ci sono alcune aree dove dobbiamo rafforzare ancora la nostra presenza e su cui ci stiamo concentrando, come l’Abruzzo, la Sardegna, il Triveneto e l’Emilia Romagna e, allo stesso modo, vogliamo potenziarci in Liguria e Piemonte, dove possiamo fare di più. E a questo sarà dedicato il nostro secondo anno di vita, fino a giugno 2019.

Siete prossimi all’ingresso tra i membri di Assoreti: cosa significa questo passaggio e perché adesso?

Abbiamo scelto di entrare in Assoreti adesso perché abbiamo raggiunto un livello adeguato di consulenti che ci permette anche di partecipare attivamente ai tavoli di lavoro di una delle principali associazioni di riferimento. Ed essendo noi in un certo senso una novità in termini di modello, riteniamo di poter dire la nostra nella definizione delle linee guida del settore per i prossimi anni.

È per noi determinante poter avere momenti di confronto ufficiali con le altre realtà più importanti e storiche del mercato.

L’intera industria della distribuzione sta rimodulando i portafogli, riducendo la componente fondi a vantaggio di soluzioni assicurativo-previdenziali. Vale anche per voi?

In questi primi 15 mesi abbiamo sviluppato quella che è, sostanzialmente, la componente Vita: in particolare i prodotti a matrice finanziaria di Ramo III e i tradizionali di Ramo I, portando avanti accordi con Cnp, Aviva ed Eurovita.

Le soluzioni assicurative hanno oggi sul mercato una penetrazione importante – intorno al 25% - ed è a quel traguardo che stiamo puntando. Chiaramente sono prodotti con un orizzonte temporale più lungo e, a mio giudizio, devono essere dosati nei portafogli della nostra clientela.

Quello che stiamo facendo invece proprio in questi mesi è sviluppare la componente previdenziale. A novembre rilasceremo il piano individuale previdenziale (pip) con Aviva e nei prossimi mesi nuovi prodotti, come temporanee caso morte e fondi pensione.

Nei prossimi 3-6 mesi aumenteremo quindi la presenza di prodotti previdenziali che devono essere disponibili per i portafogli dei clienti che vogliamo fidelizzare.

Un’altra tendenza attuale del mercato della consulenza è lo sviluppo del corporate banking. Cosa prevedete in proposito?

Il corporate banking è un tema che ci interessa molto da vicino.

Per via della previsione della contrazione dei margini di contribuzione, l’indicazione immediata da parte di molti competitor è stata di aumentare i portafogli medi dei consulenti.

Noi vogliamo dare una risposta alternativa: di fatto mettiamo i nostri consulenti nella condizione didi gestire a 360 gradi la propria clientela, facendo leva sulle sinergie all’interno del Gruppo. Una soluzione che mette a disposizione della nostra clientela un network di funzioni, competenze e società, creando al contempo nuove fonti di reddito per i nostri consulenti.

In questo senso abbiamo siglato un accordo con la nostra capogruppo, Mediobanca, dove abbiamo stabilito che tutta una serie di servizi legati tipicamente alla clientela corporate o del wealth management potrà essere curata da un nostro consulente con il supporto di un loro specialista.

È una strategia applicata anche da alcuni competitor nel mercato ma la vera differenza, a mio avviso, è che noi la facciamo all’interno del nostro stesso gruppo: tale differenza ci permette di poter controllare l’intera catena del valore, offrendo un servizio all’altezza delle migliori aspettative dei nostri clienti. 

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.