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L'estate del consulente - Come investire nei prossimi mesi?

L'estate del consulente - Come investire nei prossimi mesi?

 di Stefano Sanna, consulente finanziario indipendente

Intuitivamente potremmo definire il rischio finanziario come il prezzo che un investitore si trova a dover pagare a fronte dell’opportunità di ottenere un maggior guadagno dai propri investimenti.

Rischi e rendimenti attesi crescono insieme: ma mentre il rendimento è una grandezza facilmente misurabile, il rischio presenta anche una componente soggettiva che risulta essere influenzata da diversi fattori. Potremmo definire la componente soggettiva come la “tolleranza al rischio”, ovvero la capacità emotiva di affrontare situazioni di incertezza.

Alla luce di quanto scritto nei precedenti articoli, occorre osservare come la tradizionale diversificazione tra comparto azionario e obbligazionario trovi oramai poco senso: le due asset class tendono purtroppo a muoversi insieme e non in maniera opposta come “da manuale”.

La diretta conseguenza è testimoniata dal fatto di come la semplice e intuitiva diversificazione 50/50 tra azionario mondiale e obbligazionario mondiale non paghi (e allo stesso tempo non protegga). Inoltre va preso atto di come l’epoca del risk-free sia finita per sempre: le obbligazioni di Stato non sono più considerabili un porto sicuro ad ogni costo (o prezzo).

Da qui in poi molto dipenderà, oltre dal profilo di rischio di ogni persona, dall’atteggiamento che si deciderà di adottare verso gli investimenti, e non solo quelli finanziari.

Occorre chiaramente dire che i mercati hanno corso tanto e in taluni casi troppo, ma rimane comunque assolutamente inutile alla fine di un bull market, come potrebbe essere questo, cercare di capire se il reale punto di inversione sarà tra un anno o tra 6 mesi.

Ciò che invece potrebbe essere conveniente detenere è una parte di liquidità sempre presente in portafoglio.

Tecnologia, automazione, sicurezza informatica, alimentazione e acqua per una popolazione mondiale sempre più numerosa, cure sanitarie per un mondo che invecchia sempre più, sono alcuni dei trends di lunghissimo periodo che offriranno valore, a patto di vedere l’investimento come tale e non un trading di breve periodo.

Il decennio alle spalle ci ha insegnato che i ritorni sull’investimento possono essere elevati, ma a fronte di una volatilità che oggi il risparmiatore medio potrebbe non avere ancora compreso.

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Appassionato di economia e finanza sin da ragazzino, Stefano Sanna si è laureato in Management degli Intermediari Finanziari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, concludendo il suo percorso con una tesi in tema di asset allocation e, nello specifico, riguardante gli effetti che l’evoluzione delle politiche macroeconomiche e i trends demografici producono sui mercati finanziari.

Terminati gli studi universitari e successivamente a un’esperienza lavorativa svolta presso una primaria banca italiana, è entrato nel Gruppo I-Dika e a inizio 2017 ha contribuito a fondare Hexis Investment Advisory, diventando così imprenditore. Un’opportunità che non avrebbe mai pensato che gli si sarebbe prospettata a 26 anni. Ha così modo di occuparmi sia di tematiche di natura aziendale che di mercati finanziari, un’opportunità che raramente si verifica nel corso del proprio percorso professionale.

Ha a molto a cuore la sua città e il suo territorio, Biella e il biellese, e con altri amici ha dato vita a BI young, un’associazione che si propone di rendere protagonisti i giovani alla vita civica del territorio trasmettendo passione e voglia di fare.  È alpinista e amante dell’arte.

 

 

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