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L'angolo del consulente - Gli Italiani odiano il rischio

L'angolo del consulente - Gli Italiani odiano il rischio

Ho letto il report appena uscito sulle scelte degli Italiani in materia di investimenti finanziari, senza dubbio gli eventi traumatici degli ultimi tempi hanno influito parecchio, prova ne è il -15% nell’acquisto di Btp e -31% per le obbligazioni bancarie.

Come non essere d’accordo? Bruciano sull’opinione pubblica le fiammate dello spread che fa tentennare la atavica fiducia dei nostri connazionali nei titoli di stato, e le recenti tristi vicende di banche in default e conseguenti risparmi andati in fumo fanno crollare l’acquisto di bond consigliati allo sportello.

Quali sono i nuovi orientamenti degli investitori? Se da un lato si assiste ad un aumento della fiducia nei fondi di investimento, strumento economico alla portata di tutti, in grado di dare maggiore sicurezza derivante dalla diversificazione estrema che consentono, direi che le vere vincitrici nella classifica delle scelte sono senza dubbio le polizze, di ogni tipologia: gestioni separate a capitale garantito, multiramo e unit linked.

Mi sembra evidente che i nuovi appassionati del capitale garantito – prima disprezzato per i bassi rendimenti di lungo periodo – cerchino sicurezza a scapito di prospettive di guadagni interessanti. Nella stessa direzione vanno anche le altre scelte, e la sana volatilità di un portafoglio ben diversificato in fondi di ogni tipologia e localizzazione viene finalmente preferita alla dubbia sicurezza di obbligazioni di un solo emittente.

Altra rivoluzione copernicana nel mondo finanziario italiano: non piace più il tradizionale mix mattone, Btp e per i più coraggiosi qualche azione del Mib, un nome a caso ... le Generali! Tutto rigorosamente made in Italy.

Sconvolti da cali a due cifre che hanno abbattuto la loro certezza che il valore degli immobili salga sempre, delusi dai titoli di stato “che non sono più quelli di una volta”, gli investitori italiani “fatelo da voi” si sono finalmente resi conto che è meglio piegarsi che spezzarsi, e che un investimento estremamente diversificato e soprattutto anche al di fuori del ristretto orizzonte nazionale dà molte più garanzie contro default di emittenti e rischio paese.

Ben accetta quindi la volatilità delle quotazioni come prezzo da pagare in cambio di tranquillità, e a chi vorrebbe vendere sui minimi, chiedete se venderebbero adesso un immobile se non avessero bisogno di liquidità. Vi risponderanno che a questi prezzi è assurdo: risposta esatta, la regola vale per ogni tipo di investimento, dato che non esiste un solo bene su cui investire che non abbia oscillazioni di prezzo..

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