La lettera di un consulente disilluso a Padoan, "lo Stato non salverà le banche per sempre" - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati gratuitamente per ricevere le nostre email con le ultime notizie, le analisi e i commenti da Citywire Italia. Per registrarsi basta un minuto.

La lettera di un consulente disilluso a Padoan, "lo Stato non salverà le banche per sempre"

La lettera di un consulente disilluso a Padoan, "lo Stato non salverà le banche per sempre"

Citywire ha ricevuto da un consulente, Fabrizio Monge, la lettera che il 12 luglio scorso ha spedito al ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan. Il professionista di Monasterolo di Savigliano (Cuneo).

"Sappiamo bene", scrive Monge, che le condizioni attuali non consentiranno allo Stato di venire in soccorso ai risparmiatori in eterno (e viene detto spesso), ma soprattutto sappiamo anche che la maggior parte dei portafogli dei nostri connazionali non è in grado di affrontare questo nuovo paradigma senza soccomberecon conseguenti situazioni di miseria e instabilità sociale (e questo NON ha, a mio avviso, il giusto risalto)".

Si tratta di dire esplicitamente: “Ragazzi cari, avete dei portafogli pericolosamente concentrati sugli  strumenti di debito emessi dai vostri istituti bancari di fiducia e non potete permettervelo perché il mondo sta diventando difficile e quei soldi vi servono per mandare avanti le vostre famiglie. Stanno finendo i tempi in cui lo Stato salvava tutti e provvedeva a mantenervi quando si diventava anziani. Dovete diversificare, dovete spezzattare il rischio il più possibile, dovete iniziare a pensare che quando le cose vanno storte il vostro patrimonio deve stare in piedi da solo, perché non possiamo continuare a caricare di debiti i vostri figli per salvarvi dalla vostra imperizia. Non ci sono più fiches da giocare. Ora si fa sul serio, è il momento di evolverci, come risparmiatori, nessuno può farlo per noi.”

"Sono convinto che saprebbe interpretare questa parte in modo consono alla sua posizione, probabilmente sarà costretto a rendere il discorso meno ruvido, ma il senso penso sia abbastanza chiaro.
Ritengo che non possano farlo altri con lo stesso impatto, e che non ci sia nulla che possa fare di più utile per il Paese.
So bene che poter contare su cittadini che dispongono di un patrimonio solido e diversificato non risolverebbe alla radice tutte le implicazioni di una crisi bancaria incontrollata.
Potremmo però evitare di subire il ricatto psicologico di un sistema che utilizza denaro dei contribuenti per sanare posizioni create dal malaffare, nascondendosi dietro l’alibi di dover venire incontro alle esigenze dei risparmiatori".

La lettera integrale

 

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.