Iorp 2, un ponte tra passato e futuro - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati gratuitamente per ricevere le nostre email con le ultime notizie, le analisi e i commenti da Citywire Italia. Per registrarsi basta un minuto.

Iorp 2, un ponte tra passato e futuro

Iorp 2, un ponte tra passato e futuro

con la  collaborazione di Antonello Motroni Mefop SpA 

La nuova governance dei fondi pensione “negoziali” è pronta a decollare con il recepimento della direttiva Iorp 2 attesa entro il 13 gennaio 2019.

Siamo pronti a cambiare passo? Il nuovo modello di governance introdotto dalla direttiva si inserisce in un contesto normativo già strutturato. Il legislatore italiano, infatti, a differenza di altri paesi europei, ha già messo mano alle regole di governance con la delibera Covip del 12 marzo 2012 che, tra l’altro, ha richiesto ai fondi pensione di dotarsi di una funzione di finanza – interna o esterna in mancanza di risorse – in grado di programmare e controllare la gestione finanziaria.

Oggi, il legislatore europeo richiede ai fondi negoziali di dotarsi di una funzione di gestione del rischio, di audit interno e, ove previsto, anche di una funzione attuariale.

In verità, in Italia, alcuni dei fondi pensione preesistenti per i dipendenti di gruppi bancari già dispongono di funzioni interne di analisi del rischio. Come conciliare, allora, il nuovo modello di governance con i sistemi di gestione interna preesistenti? Ne abbiamo parlato con Antonello Motroni, area economia e finanza Mefop, per capire se le regole già esistenti possano rappresentare un vantaggio per i fondi pensione italiani.

Per Motroni la risposta è un sì deciso, e la ragione risiede nel fatto che “negli anni scorsi la Covip ha emanato alcune delibere che hanno portato all’istituzione di presidi che potrebbero rappresentare la base su cui ridisegnare l’organizzazione dei fondi pensione. L’istituzione delle funzioni chiave (art. 24 direttiva Iorp 2, gestione del rischio, audit interno e attuariale) ben rappresenta quindi una situazione favorevole”.

Secondo Motroni, per sfruttare, in concreto, il vantaggio offerto dalla funzione finanza già esistente, bisogna considerare che “questo potrebbe rappresentare il punto di partenza per la costituzione della funzione di gestione del rischio (art. 25); alcune attribuzioni di quest’ultima, piuttosto generiche, appaiono coerenti con i compiti assegnati alla funzione finanza”.

Rispetto al disegno comunitario, la funzione finanza manca però della competenza sulla gestione dei rischi operativi. Sul punto, Motroni precisa come “molti operatori prevedano nei propri organigrammi specifiche unità per il controllo di tali rischi. Inoltre, il recepimento della funzione di gestione del rischio potrebbe essere ipotizzato con la creazione di un presidio unitario di controllo del rischio (finanziario e operativo). La sua strutturazione, però, dovrebbe essere rimessa agli operatori sulla base della complessità del processo di investimento.”

In pratica spetterebbe quindi al fondo pensione il compito di articolare internamente la funzione di gestione del rischio. Ci si chiede, allora, se la creazione di un unico presidio potrebbe comportare difficoltà operative. In realtà, spiega Motroni, “si potrebbe prevedere la centralizzazione in un unico presidio, oppure l’articolazione della funzione di risk management in specifiche sotto-unità. Tale soluzione potrebbe essere coerente con strutture organizzative più complesse, che prevedono al loro interno specifiche unità per la gestione dei rischi finanziari e operativi.

Considerazioni analoghe potrebbero essere svolte anche per la funzione chiave di audit interno (art. 26) che dovrebbe poter valutare adeguatezza ed efficacia del sistema di controllo interno e altri elementi della governance, comprese le attività esternalizzate. Per Motroni vale lo stesso ragionamento: “La delibera Covip citata ha stabilito che i fondi pensione negoziali si dotino di una funzione di controllo interno autonoma rispetto alle strutture operative del fondo pensione”. Anche questa funzione di controllo, quindi, potrebbe rappresentare un punto di partenza? “Sicuramente”, conclude Motroni, “tale funzione potrebbe costituire un valido embrione della nascente funzione di controllo interno. Da notare che anche il collegio sindacale è titolare di attribuzioni in materia di controlli sull’organizzazione del fondo pensione”.

 Questo articolo è stato pubblicato sul numero 2 della rivista Citywire Italia. Per leggere tutti gli altri contenuti clicca qui e potrai accedere alla versione digitale della rivista 

 

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.