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Il punto sui fondi pensione - la Iorp II detta i compiti per la nuova governance

Il punto sui fondi pensione - la Iorp II  detta i compiti per la nuova  governance

La sezione curata da Mauro Bichelli, direttore Fondapi, analizza, approfondisce e offre spunti di riflessione su aspetti di natura finanziaria, normativa, e organizzativa che impattano l’universo dei fondi pensione in Italia.

 Con la nuova normativa europea che entrerà in vigore nel prossimo gennaio il sistema dei Fondi Pensione cambia pelle.  La normativa europea individua alcune figure cardine dell’organizzazione di un ente a presidio dell’attività di gestione finanziaria e dell’attività di audit. In ragione del criterio di proporzionalità più volte richiamato, nella gestione del rischio di portafoglio si potranno assumere gradi maggiori di rischio solo a fronte di una proporzionale migliore qualità del controllo di questo. Il principio, certamente condivisibile, apre la porta all’ingresso del risk manager nello staff dei fondi pensione.

La normativa, finalmente direi, pone fine a sotterfugi e ipocrisie legate a misure di temperamento delle normative regolamentari: in passato si diceva che dovesse essere la soglia del gestito (1 mld di euro) o la platea di iscritti (almeno 50.000 iscritti), o entrambi, a segnare il confine tra l’essere o non essere di un ente pensionistico.  La scelta europea invece si focalizza sulla sostanza: se un fondo pensione è nato ed è operativo ha il compito di gestire parte della pensione in accumulazione in età da lavoro di coorti crescenti di lavoratori. Per farlo non può sottrarsi al controllo puntuale e profondo delle procedure interne (audit) e delle prassi di gestione finanziaria (risk management). Laddove necessario, in caso di rischi biometrici, è necessaria anche la supervisione di un attuario.

Per farlo in modo efficace e concreto è necessario che questi ruoli assumano una responsabilità diretta per l’attività esercitata e quindi siano sanzionabili.

Come è evidente, l’impianto della normativa pone precisi paletti alla definizione di una governance salda e duratura e, induce una semplificazione ai protagonisti del settore che per essere all’altezza del ruolo che si sono dati dovranno necessariamente fare i passi obbligati che la IORP II impone.

I quesiti che affollano in queste ore la scrivania mai sgombra dei direttori dei Fondi Pensione sono numerosi e pressanti, proviamo a indicarli:

Innanzitutto: quanto tempo ho? Alla vigilanza l’ardua sentenza… si tratta di attendere pochi mesi.

E poi a seguire:

·        In che cosa si sostanzia l’attività di risk management?

·        Quali sono gli ambiti in cui va suddivisa l’attività caratteristica del fondo pensione per effettuare una efficace azione di monitoraggio del rischio operativo nel complesso?

·        Quale sarà l’effetto sul bilancio dei prossimi anni se i nuovi protagonisti a difesa della macchina operativa del Fondo avranno questo peso?

·        Quali saranno i costi legati alla selezione e individuazione delle figure di risk management per l’inserimento in organico? E quelli di rinegoziazione di partnership con l’audit e l’attuario, laddove necessario?

La parte più difficile di questi passaggi sarà legata ai protagonisti delle decisioni di governo del Fondo: dovranno essere capaci di definire correttamente il piano industriale di evoluzione dell’Ente che sappia bilanciare gli oneri indotti di controllo con un sapiente accrescimento di professionalità in-house che si sganci definitivamente dalle logiche di selezione del personale “solo junior in modo che non gravi sui costi”. Il passaggio più critico saranno le forti aspirazioni di molti di questi enti ad investire in economia reale del Paese.

Molti Fondi sono ormai pronti all’avvio della fase selettiva ma la IORP II imporrà una battuta d’arresto almeno fino a che l’officina del risk management e dell’audit non avranno disegnato le linee guida di ri-assesment della macchina.

Infine credo che anche una riflessione sui compensi complessivi del ruolo del consigliere dovrà essere fatta per motivi di equilibrio ma soprattutto perché le responsabilità del ruolo sono già scritte nel codice civile da tempo, solo che fino ad oggi il settore non se ne è preoccupato.

Non si farà tutto in un giorno.

 “Se non pensi alla pensione, ripensaci”.

Mauro Bichelli

 

 

 

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