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IFRS9, come stimare le perdite attese sulle attività finanziarie

IFRS9, come stimare le perdite attese sulle attività finanziarie

L'autore dell'intervento è Matteo Ogliari, Partner Deloitte

 Il principio contabile IFRS 9 è stato sviluppato per sostituire lo IAS 39 e costituire un nuovo modello di classificazione e misurazione degli strumenti finanziari in vigore dal 1° gennaio 2018.  Questo nuovo modello è destinato ad avere  un impatto rilevante sui bilanci delle società operanti nel settore finanziario ed in particolare sulle banche andando a modificare  radicalmente le regole di contabilizzazione degli strumenti finanziari.

Le principali novità riguardano: a) la classificazione e misurazione delle attività finanziarie; b) le modalità di determinazione delle perdite sui crediti (c.d. modello di impairment); c) le regole designazione degli strumenti finanziari derivati di copertura; e d) la contabilizzazione delle rinegoziazioni dei debiti.

L’incidenza più rilevante sui bilanci delle istituzioni finanziarie è data dalle nuove regole di svalutazione dei crediti. Il nuovo modello di impairment delle attività finanziarie introduce due importanti novità: un unico modello di svalutazione applicabile a tutte le attività finanziarie e un nuovo criterio di svalutazione, che passa da un concetto di “perdite occorse ” ad uno di “perdite attese”.

Le novità introdotte si pongono diversi obiettivi. Da un lato, introdurre un unico modello di impairment che ne semplifica l’applicazione rispetto ai diversi modelli di impairment previsti dallo IAS 39, dall’altro, le società, già al momento della prima iscrizione, devono stimare le perdite attese sulle attività finanziarie. Quindi la finalità è quella di recepire con maggiore tempestività le perdite attese, che devono essere stimate per tutta la vita dello strumento finanziario.  

L’approccio generale da applicare nella determinazione delle svalutazioni delle attività finanziarie, con l’eccezione dei crediti deteriorati sin dalla iscrizione iniziale, prevede che per ogni attività finanziaria venga iscritto un fondo a copertura perdite relativo allo strumento finanziario a un importo pari alle perdite attese determinate come:

i)  perdite attese sull’attività nei 12 mesi successivi (perdite attese risultanti dagli eventi di default che potrebbero accadere nei 12 mesi successivi); o

ii) perdite attese lungo tutta la vita del credito (perdite attese risultanti da tutti gli eventi di default lungo tutta la vita dello strumento finanziario).

Il fondo a copertura delle perdite è pari alle perdite attese lungo tutta la vita del credito, se il rischio di credito dello strumento finanziario è significativamente aumentato dopo la rilevazione iniziale. In altri termini, al momento della rilevazione iniziale tutti i crediti dovranno essere svalutati per un ammontare pari alle perdite attese nei successivi 12 mesi.

Se, successivamente alla rilevazione iniziale, il credito ha subito un significativo deterioramento rispetto all’iscrizione iniziale, tale credito sarà svalutato per l’ammontare di perdite attese lungo l’intera vita del credito. Ciò comporta che, ad ogni data di riferimento del bilancio, le società devono valutare se il rischio di credito relativo allo strumento finanziario sia significativamente aumentato dopo la rilevazione iniziale.

L’obiettivo del nuovo modello di svalutazione è di anticipare il riconoscimento delle perdite, così da “linearizzare” l’iscrizione delle perdite nel conto economico. 

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