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I nuovi fondi Pir sono a rischio con la legge di Bilancio

I nuovi fondi Pir sono a rischio con la legge di Bilancio

La legge di Bilancio che regola i Piani Individuali di Risparmio di nuova generazione presenta alcune lacune che, se non vengono appianate al più presto, rischiano di ingessare il mercato di questi prodotti.

E questo perché, scrive Isabella Della Valle su Il Sole 24 Ore, chi oggi volesse sottoscrivere un piano individuale di risparmio non lo potrebbe fare, a meno che non lo abbia già acquistato nel 2018 (o nel 2017) e volesse alimentarlo. Diversamente deve aspettare: non c’è ancora un mercato con prodotti conformi alla nuova normativa.

Ora, con le modifiche previste nel testo della legge di Bilancio, i piani individuali avranno degli obblighi in più: investire il 3,5% del totale sull’Aim e il 3,5% su azioni o fondi di venture capital. Tutte novità che hanno generato opinioni discordanti tra gli operatori del settore, i quali restano comunque in attesa dei chiarimenti che dovranno arrivare con i decreti attuativi previsti entro 120 giorni.

Eurizon, per esempio, ha bloccato la sottoscrizione dei Pir e consente soltanto a chi è già titolare di alimentarli con investimenti aggiuntivi. Per il momento, quindi, chi si affacciasse per la prima volta sul segmento dei Pir, al limite potrebbe comprare quote dei vecchi Pir, ma in questo caso perderebbe i benefici fiscali, visto che i nuovi, come detto, non ci saranno ancora per un po’ di tempo.

Anche perché, per come è scritta la legge, al momento sembrerebbe impossibile istituire dei Pir con i relativi benefici fiscali, visto che il testo stesso ne subordina la creazione ai chiarimenti contenuti nei decreti attuativi che ancora non ci sono. 

 

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