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I fondi di Davide Serra non sono tutti un successo, ma per lui 84 milioni di commissioni

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I fondi di Davide Serra non sono tutti un successo, ma per lui 84 milioni di commissioni

"Di lui, come fosse una rockstar, si conosce quasi tutto. Le gesta, le dichiarazioni roboanti sulla politica economica, le idee per traghettare la vecchia sinistra verso i lidi del grande liberismo anglosassone. Di Davide Serra il finanziere (“italiano nel cuore ma britannico nella testa” come si è definito di recente in un’intervista al Financial Times) appassionato Renziano e vulcanico protagonista delle cronache non solo finanziarie di questi anni quasi tutto è noto".

Inizia così un articolo a firma di Fabio Pavesi, storica firma del Sole 24 Ore (da poco uscito dal quotidiano di Confindustria) che ieri ha pubblicato un articolo per Dagospia su Davide Serra.

"Ora di Serra sappiamo anche che ha ceduto alle lusinghe della flat tax dei ricchi", scive Pavesi. "Come ha rivelato nei giorni scorsi Il Sole 24Ore anche Serra, come Cristiano Ronaldo e altri vip, ha riportato domicilio in Italia, dopo un ventennio trascorso sotto il Big Ben, per approfittare dell’imposta agevolata (100 mila euro all’anno) a chi dall’estero dopo nove anni riporti residenza fiscale in Italia, godendo della maxi-agevolazione sui redditi prodotti oltre confine".

Pavesi, nel suo articolo ha cercato di ricostruire il patrimonio del fondatore di Algebris.

84 MILIONI TRA COMMISSIONI DI GESTIONE E PERFORMANCE

"La sua Algebris, la creatura costituita più di un decennio fa, gestisce dei fondi multicomparto. Sono sei fondi che investono soprattutto in obbligazioni bancarie e strumenti ibridi di capitale del settore finanziario. Ebbene l’ultimo resoconto, quello del 2017, che Dagospia ha potuto consultare dice che a fronte di 6 miliardi di attivo gestito tra tutti e sei i fondi, il fondo multicomparto ha girato ad Algebris (uk) limited la bellezza di 84 milioni di euro tra commissioni di gestione e commissioni di performance", rivela il giornalista su Dagospia.

"È la remunerazione", continua, "che Serra si riconosce per gestire i soldi che i clienti gli affidano. In fondo si potrebbe obiettare che è la normale remunerazione di una società di gestione del risparmio. Quegli 84 milioni su patrimoni investiti per 6 miliardi sono l’1,4%. In linea con il mercato. Ma a differenza delle normali società di gestione del risparmio quei soldi non vengono in buona parte retrocessi alla banca di riferimento. Serra è il fondatore a padrone di Algebris e non deve girare i guadagni a nessuno".

"In più ha una struttura snella", si legge nell'articolo. "I costi del personale sono solo 2,4 milioni di sterline da suddividere su 39 collaboratori. Il 2017 è stato un anno formidabile per l’enfant prodige della finanza. Solo l’anno prima i suoi 6 fondi gestivano non più di 3,7 miliardi di euro e la sua Algebris Limited ha incassato “solo” 39 milioni per il servizio d’investimento. Davide Serra quindi in grande spolvero con i clienti che affluiscono a frotte per comprare quote dei suoi sei fondi d’investimento".

IL PERCORSO DI SERRA

Pavesi, nel suo pezzo, descrive il percorso di Serra. "Merito forse anche della sovraesposizione mediatica del personaggio che sa abilmente sfruttare il palcoscenico che i media gli offrono. Del resto a Davide Renato Ugo Serra (questo il suo nome per esteso) il talento non manca. Laurea alla Bocconi, classe ’71, subito andato a cercare fortuna oltrefrontiera. A Londra. Prima semplice analista di banche e assicurazioni per Ubs, poi in Morgan Stanley capo europeo della ricerca su istituzioni finanziarie.Qui impara il mestiere e capisce che è ora di mettersi in proprio. Fonda la sua Algebris e si fa subito conoscere per gli attacchi alla vecchia finanza. Molti ricordano i suoi attacchi da fondo attivista, quello che cerca la creazione di valore per gli azionisti, all’anziano Antoine Bernheim allora presidente delle Generali giudicate una macchina lenta e farraginosa. E poi l’exploit da ragazzo geniale della finanza: l’appoggio a Renzi, la spinta verso un profondo rinnovamento riformista della sinistra. I finanziamenti a Renzi e alla sua Leopolda con il suo storico intervento. Il golden boy della finanza moderna ha conquistato la scena mediatica e in parallelo i suoi successi come gestore di fondi. E la ricchezza. Della sua scuderia di fondi il cavallo di battaglia è uno dei più antichi".

QUANTO RENDONO AI CLIENTI I FONDI DI SERRA?

Ecco spiega Pavesi, quanto rendono i prodotti di Algebris. "È il fondo Financial Credit Fund che da solo nel 2017 ha raccolto e investito 4,75 miliardi sui 6 miliardi di attivo della sua Algebris funds. E’ il fondo che gli ha dato finora più soddisfazioni. Soprattutto al suo portafoglio, dato che sugli 84 milioni di euro di commissioni totali ben 34 milioni sono le commissioni di performance legate al solo fondo Financial Credit Fund. Le tanto vituperate commissioni di performance sono un quid in più che il gestore (Algebris in questo caso) si riconosce per l’extra rendimento che il fondo ottiene. Parametro discutibile e discusso nelle sedi delle Autorità che sorvegliano il mercato dei fondi. Tant’è. Ma quanto ha reso ai suoi sottoscrittori il fondo migliore di Serra? Partito a gennaio del 2013 a quota 100 oggi valorizza 134. Il 34% in poco più di 5 anni. Per un fondo che investe in bond e strumenti ibridi delle banche significa un ritorno del 6% annualizzato. Non male. Un investimento in un normale fondo obbligazionario o in un semplice Btp rende in media il 3-4% annuo. Serra ha fatto meglio. Ma così tanto di più da meritarsi 34 milioni di commissioni di extrarendimento in un solo anno?".

IL FLOP DEI NUOVI FONDI

C'è poi il capitolo che riguarda i nuovi prodotti della casa di Serra. "Il resto della sua scuderia brilla meno", scrive Pavesi. "Il Macro-credit fund avviato nell’estate del 2016 vede la quota passare da 100 a solo 102,5. L’Equity Fund ha una performance del 6% su un orizzonte di due anni e mezzo. Poco. Il fondo Asset allocation in poco meno di due anni ha portato a casa zero rendimento e il fondo Core Italy che investe su piazza Affari in poco meno di un anno ha lasciato sul campo un -3%. Si difende invece l’altro fondo principe il Financial Income Fund che in 5 anni ha prodotto una performance del 31%. Rendimenti in alcuni casi buoni, in altri così così. Nel frattempo però Davide Serra e la sua Algebris (Uk) limited incassano i loro sonanti milioni per la gestione. Comunque vada".

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