Huber (AAA, T.Rowe Price): Global bond? Vince chi va controcorrente: puntare su Serbia e Sudafrica - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati gratuitamente per ricevere le nostre email con le ultime notizie, le analisi e i commenti da Citywire Italia. Per registrarsi basta un minuto.

Huber (AAA, T.Rowe Price): Global bond? Vince chi va controcorrente: puntare su Serbia e Sudafrica

Huber (AAA, T.Rowe Price): Global bond? Vince chi va controcorrente: puntare su Serbia e Sudafrica

Il gestore Steve C. Huber di T. Rowe Price ha ottenuto a novembre il rating AAA Citywire in virtù delle performance dei suoi fondi obbligazionari globali flessibili: il suo principale T Rowe Price Global Multi-Sector Bond (distribuito per ora soltanto negli Stati Uniti) e il più recente T Rowe Diversified Income Bond Fund In EUR, disponibile da tre mesi nel nostro Paese.

Per questo lo abbiamo intervistato.

Qual è la principale specificità tecnica del suo fondo obbligazionario globale rispetto ai competitor?

Il fondo T. Rowe Price Funds Sicav – Diversified Income Bond può investire in un ampio range che comprende 14 settori del fixed income, più di 80 Paesi tra economie sviluppate ed emergenti, e più di 40 valute.

A differenza di altri competitor, investiamo in tutto il mondo, modificando opportunisticamente le esposizioni per assumere più o meno rischio, e adottiamo misure di protezione per evitare una concentrazione settoriale eccessiva.

Abbiamo più di 70 analisti di fixed income in tutto il mondo, con expertise specifiche locali negli USA, in Europa e in Asia. Data la complessità dell’universo fixed income, l’ampiezza e la profondità delle nostre competenze costituisce un vantaggio significativo per i clienti.

Come funziona il suo processo di investimento?

Il fondo è progettato per generare alpha grazie a una combinazione di allocazione settoriale top-down, gestione dei tassi di interesse, posizionamento sulle valute e selezione di bond. La selezione è basata sulla rigorosa ricerca fondamentale dei nostri analisti, che usano un sistema proprietario per assegnare un rating a tutti i bond acquistati. L’inclusione nei portafogli e la portata dell’esposizione vengono decise in base ad una continua valutazione su rischio e rendimento.

Quante posizioni ha in portafoglio? Quali limiti si pone?

Il fondo comprendeva 217 posizioni al 30 settembre 2018; il range abituale varia tra 100 e 400.

Da un punto di vista pratico, puntiamo alla diversificazione: le esposizioni più rischiose, ad esempio il credito non IG, tendono ad essere più ridotte, mentre quelle meno rischiose possono essere più estese.

Una parte importante del suo fondo è investita in Fannie Maes, finanziaria che domina il mercato dei mutui americani. Due altre esposizioni rilevanti sono in titoli sovrani serbi e sudafricani. Come mai ha scelto questi investimenti?

I titoli emessi dalla FNMA sono Agency Mortgage-Backed Securities (MBS) molto liquide. Grazie alla tutela da parte del Governo, i pagamenti di queste MBS sono molto affidabili. Queste emissioni sono attraenti al momento perché offrono elevata qualità del credito, liquidità e un rendimento maggiore rispetto ai Treasury.

I titoli di Stato sudafricani e serbi sono interessanti per ragioni differenti.

Il Governo della Serbia ha fatto grandi passi avanti ottenendo una crescita economica solida, riducendo il deficit e arginando l’inflazione, nella prospettiva di un possibile ingresso nell’UE nel 2020. Le valutazioni in Serbia sono più attraenti rispetto ad altri Paesi dell’Europa centrale e orientale e la curva dei rendimenti è più ripida.

Il Sudafrica ha di recente eletto un nuovo Governo che si propone di ridurre la corruzione, riformare il mercato del lavoro e le società a controllo statale. Le valutazioni in Sudafrica sono attraenti dopo il sell-off di questa estate e offrono rendimenti reali aggiustati all’inflazione elevati.

Negli ultimi due anni quali sono stati i più significativi cambiamenti nel suo portafoglio titoli?

Uno dei cambiamenti più significativi è avvenuto tra fine 2016 e inizio 2017. Dopo l’elezione del Presidente Trump a novembre 2016, molte obbligazioni locali emergenti sono state vendute per timore di una guerra commerciale: un’opportunità d’acquisto interessante che abbiamo colto, portando il peso in portafoglio ad un massimo storico, attorno al 25%. Nel corso del 2017 questi titoli hanno avuto la performance migliore di tutto il fixed income.

Cosa si aspetta invece per il 2019?

Nel 2019 ci aspettiamo di rimanere cauti sul rischio. La combinazione di rendimenti reali in aumento, rallentamento della crescita negli Usa e crescita debole in Cina ed Europa probabilmente peserà sugli asset rischiosi nel breve termine. A un certo punto si verificherà uno di questi due scenari: o in Cina ed Europa la crescita accelererà gradualmente, generando un’espansione economica globale più bilanciata, oppure i tassi più elevati e il rafforzamento del dollaro forzeranno la Fed ad interrompere o terminare i rialzi.

Per proteggerci dal secondo scenario, nel breve abbiamo ridotto il rischio di credito nei portafogli. Qualunque sia l’esito, il dollaro USA si indebolirà: per questo lo sottopesiamo rispetto alle altre valute dei Mercati Sviluppati ed Emergenti.

Una crescita globale più irregolare, politiche divergenti da parte delle banche centrali e i timori per la guerra commerciale sembrano spianare la strada per un 2019 all’insegna della volatilità. Questo contesto potrebbe generare alcune opportunità di investimento interessanti che siamo pronti a cogliere.

Cosa considera imprescindibile nella gestione di un fondo obbligazionario globale?

L’aspetto più importante è costruire un portafoglio che catturi le opportunità di rendimento, gestendo però i rischi per difendersi dai periodi avversi.

Qual è il cliente ideale per il suo fondo?

L’investitore tipo cerca un income stabile e moderatamente alto, come componente centrale della propria esposizione obbligazionaria. Alcuni usano il fondo come complemento ad altri portafogli fixed income concentrati su asset cartolarizzati. Altri clienti decidono di delegare completamente la gestione della propria esposizione fixed income a chi come noi monitora e valuta costantemente i rischi e le opportunità sui mercati globali.

Perchè ha scelto l'obbligazionario per la sua carriera?

La decisione di dedicare la mia carriera alle obbligazioni deriva dal mio interesse per gli investimenti e dai miei studi matematici. I mercati obbligazionari si prestano ad una analisi quantitativa, di conseguenza sono stati una soluzione a me idonea.

L’aspetto che trovo più interessante è la componente psicologica dei mercati. La herd mentality (“mentalità del gregge”) è reale: capire quando è il momento di andare controcorrente è ciò che permette agli investitori di avere successo a lungo termine.

La ricerca di questi punti di svolta o opportunità nei mercati rende il mio lavoro stimolante e gratificante, permettendomi di creare valore a beneficio degli investitori finali.

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.