Hasselmann (AAA, Deka): ricerca qualitativa, tlc e utility sono il segreto per i corporate bond EU - Citywire

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Hasselmann (AAA, Deka): ricerca qualitativa, tlc e utility sono il segreto per i corporate bond EU

Hasselmann (AAA, Deka): ricerca qualitativa, tlc e utility sono il segreto per i corporate bond EU

Il gestore Marcell Hasselmann (in foto), vice-responsabile dell'obbligazionario societario della tedesca Deka Investment, ha ottenuto in ottobre la AAA Citywire grazie alle performance del suo fondo Deka-CorporateBond Euro CF.

Il suo corporate bond (specializzato nell'Eurozona) è infatti risultato 12° su 99 fondi competitor per performance triennale con ritorni del 10,4%, contro una media del 7%.

Per questo lo abbiamo intervistato.

Qual è la principale differenza tecnica tra il suo Deka-CorporateBond Euro CF e i fondi concorrenti?

Il comparto è relativamente omogeneo, con la maggior parte dei fondi che ha scelto come benchmark l'Euro Corporate Bond Investment Grade Index. 

Le differenze che hanno generato i risultati sono piuttosto legate ai processi di investimento e alla gestione del rischio.

Ci spieghi meglio: quali sono dunque le peculiarità del suo processo di investimento?

Riteniamo che, indipendentemente dalla situazione di mercato, possiamo creare valore usando uno stile di gestione estremamente attivo. La nostra ricerca è soprattutto qualitativa e frutto di una combinazione di analisi top-down e bottom-up. 

Deka Investment è uno dei principali investitori in obbligazionario societario tedesco e per questo abbiamo accesso ai dati della gran parte degli emittenti europei; un elemento imprescindibile per la nostra analisi dei fondamentali.

Infine, forti di tutte queste informazioni, andiamo alla ricerca delle obbligazioni sottovalutate.

Quante posizioni avete oggi? Vi ponete dei limiti nella composizione del portafoglio?

In genere spaziamo dai 150 ai 200 emittenti, con un limite del 5% per ciascuno, per ovvie ragioni di diversificazione e gestione del rischio.

Il nostro emittente tipico è una compagnia singola e solitamente non superiamo il 3% per ogni esposizione.

Al momento favoriamo obbligazioni di società poco cicliche di settori come telecomunicazioni e utility, alla luce anche delle attuali tensioni commerciali globali e delle frizioni politiche europee. Due posizioni di rilievo sono la tlc francese Orange o il fornitore di energia danese Orsted.

Ha parlato di tensioni europee e internazionali. Quali sono stati i più importanti cambiamenti tattici applicati al fondo negli ultimi due anni?

I cambiamenti principali sono stati legati alle singole storie aziendali: nell'ultimo paio d'anni numerose aziende hanno debuttato nel mercato obbligazionario dell'Eurozona, offrendo interessanti opportunità di investimento. 

Diciamo che il nostro stile di gestione estremamente attivo ci ha aiutato negli ultimi anni a gestire le evoluzioni del mercato delle commodity o i cambiamenti epocali del comparto dell'automobile.

Quali sono le principali notizie alle quali un investitore italiano dovrebbe fare attenzione oggi?

Gli attuali utili stanno aumentando la profittabilità delle società nel nostro universo: i premi al rischio di molte obbligazioni societarie stanno aumentando, generando opportunità di investimenti selettivi.

Oltre questa notizia generale, punterei l'attenzione sul negoziato della Brexit, sui colloqui tra Italia ed Unione europea in tema di bilancio e, naturalmente, sulle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.

Chi è il suo cliente ideale?

Un cliente che non vuole assumersi i rischi dell'azionario ma che veda come in questa fase i corporate bond europei stiano offrendo rendimenti migliori rispetto alla gran parte dei titoli di Stato corrispondenti.

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