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Gentili spiega la cessione di Nextam a Banca Generali, tra MiFID 2 e industria bancocentrica

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Gentili spiega la cessione di Nextam a Banca Generali, tra MiFID 2 e industria bancocentrica

Vendere Nextam a Banca Generali è stata “una scelta inevitabile alla luce della complessità dei costi e dell’impatto di Mifid2, che ha reso più complessa l’attività di gestione aumentando la parte burocratica e soprattutto riducendo i margini”

Secondo Carlo Gentili (in foto), il fondatore della boutique di private banking di recente entrata a far parte della banca-rete guidata da Gian Maria Mossa, “l’asset management è diventato sempre di più un gioco di numeri grandi, grandissimi. Gli operatori considerati medio-piccoli in America hanno dimensioni comunque pari a qualche decina di miliardi, mentre Nextam gestisce 1,35 miliardi. Credo che questo business non si possa fare sotto i 5 o miliardi”, come ha risposto a Jole Saggese di Class Cnbc.

“Nextam Partners dopo 18 anni ha raggiunto 5,5 miliardi di euro di gestito per meno di 30 clienti. (...) Era arrivato il momento di crescere approdando in un approdo più grande. (...) In Italia il risparmio gestito resta un’industria ad appannaggio delle banche” ha aggiunto, evidenziando che lui e i suoi soci continueranno con “lo stock picking che abbiamo fatto per quasi 30 anni. (...) Banca Generali mi lascia la possibilità di rimanere azionista della sim di advisory, consulenza e family office”. 

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