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Fatturazione elettronica per i cf: ecco come evitare i problemi

Fatturazione elettronica per i cf: ecco come evitare i problemi

Anche i consulenti finanziari, in quanto titolari di partita Iva, dovranno avere a che fare con la fatturazione elettronica, il cui obbligo è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 a partire dal 1° gennaio di quest'anno (qui il link all'articolo). Ecco tutte le istruzioni che i cf (e i consorzi di cf) dovranno seguire.

La predisposizione della fattura

Come messo in evidenza dalla Circolare numero 9 dell'Anasf, l'associazione nazionale dei consulenti finanziari, i cf potranno predisporre ed emettere le fatture elettroniche mediante tre diversi servizi resi disponibili gratuitamente dalla Agenzia delle Entrate

Potranno scegliere, infatti, tra una procedura web utilizzabile accedendo, sul sito dell'Agenzia delle Entrate, al portale "Fatture e Corrispettivi", un'app per dispositivi mobili denominata FatturAE o un software da installare sul pc.

E qui si delinea il primo nodo. I consulenti finanziari già oggi, con la fattura cartacea, si trovano in una situazione peculiare, dal momento che è prassi comune che sia la banca mandante a emettere la fattura per conto e su delega del cf stesso. Con la nuova procedura elettronica si dovrà capire chi è il soggetto emittente che genera il file .XML.

L'Agenzia delle Entrate, con la Circolare numero 18 del 2014, aveva chiarito che, per individuare il soggetto emittente, occorre tenere conto degli accordi intervenuti tra le parti (in questo caso cf e banca mandante) a seconda del soggetto che provvede a generare e aggregare i dati per la creazione del file. Nella quasi totalità dei casi sarà la banca a generare e aggregare i dati e sarà quest'ultima a trasmettere la fattura elettronica al sistema di interscambio

Nella fattura elettronica dovrà esservi l'annotazione del fatto che è stata emessa dalla banca mandate per conto del cf. In questi casi la banca dovrà valorizzare un apposito campo con l'indicazione del codice "CC" per mettere in evidenza che si tratta di una fattura emessa dal committente stesso.

Considerato il fatto che il soggetto che trasmette la fattura al sistema sarà lo stesso a cui è diretta, il cf e la banca dovranno concordare le modalità con le quali la banca stessa renderà disponibile la fattura in formato .XML e la ricevuta di consegna al cf. Inoltre, le parti dovranno concordare un sistema che consenta al cf di mantenere la progressività della numerazione delle fatture attive. 

La trasmissione

Per quanto riguarda la trasmissione delle fatture al cliente, sarà necessario utilizzare il utilizzare di interscambio, altrimenti le fatture si considerano non emesse. La trasmissione potrà essere inoltrata sia dal cf (o banca mandante) sia da un intermediario delegato dal cf stesso (un commercialista, ad esempio). Entrambi dovranno utilizzare o la Pec, o i servizi informatici dell'Agenzia delle Entrate (portale "Fatture e Corrispettivi"), la procedura web o l'app FatturAE.

Per inviare la fattura elettronica attraverso il sistema di interscambio al cliente sarà necessario indicare in un apposito campo l'indirizzo telematico del cliente (codice alfanumerico di 7 cifre) o l'indirizzo di posta elettronica (nel campo "Codice destinatario" andrà indicato il valore "sette volte zero" e nel campo "Pec Destinatario" la Pec del cliente). Nel caso in cui il cliente non fornisca un indirizzo telematico oppore sia un soggetto non titolare di partita Iva o, comunque, esonerato dall'obbligo di fatturazione elettronica, nel campo "Codice Destinatario" andrà inserito il valore "0000000" e la fattura elettronica sarà messa a disposizione del cliente nella propria area riservata sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Nonostante questo, il cf dovrà inviare comnque al cliente una copia cartacea o anche una e-mail (non Pec), con una copia telematica della fattura a titolo informativo. 

Le fatture elettroniche andranno sempre inviate per mezzo del sistema, che rilascerà al cf una ricevuta ed effettuerà i controlli sulla regolarità formale del file trasmesso. Il cf dovrà subito comunicare al cliente che l'originale della fattura elettronica è a sua dispozione nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate, nel caso in cui il recapito non fosse stato possibile per cause tecniche.  

La data di emissione sarà quella indicata all'interno della fattura, mentre quella di ricezione dipenderà dalle modalità utilizzate per il recapito. Nel caso di invio a mezzo Pec, la ricevuta di avvenuta consegna rilasciata al sistema attesterà il deposito nella casella del cliente. Nel caso in cui la fattura venga messa a disposizione del ricevente nel sito dell'Agenzia delle Entrate, si considererà come data di ricezione quella in cui il cliente prenderà visione della fattura.

La conservazione

La conservazione delle fatture elettroniche dovrà rispettare i criteri tecnici previsti dal Codice dell'Amministrazione Digitale e non potrà consistere nella semplice memorizzazione sul proprio pc. L'Aenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei contribuenti un servizio gratuito di conservazione a cui si potrà accedere sempre dal portale "Fatture e Corrispettivi". 

Dal 1° gennaio, solo i cf in regime forfettario o dei minimi potranno ancora emettere fattura cartacea

 

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