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ConsulenTia, il tema del pricing secondo Fideuram, B.Mediolanum, Allianz B., Azimut, Bnl e Chebanca!

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ConsulenTia, il tema del pricing secondo Fideuram, B.Mediolanum, Allianz B., Azimut, Bnl e Chebanca!

Un'asset allocation strategica con una rilevante percentuale di soluzioni azionarie, total return, con focus sugli Stati Uniti. Sull'obbligazionario, destinato a una valutazione sempre più bassa, bisognerà concentrare la comunicazione coi clienti, ancora non abituati a registrare perdite su quel fronte.

Appare questa in sintesi la visione dei top manager di Fideuram, Banca Mediolanum, Allianz Bank, Azimut, Bnl Bnp Paribas e Chebanca! riuniti a Napoli, in una tavola rotonda, all'interno della due giorni di ConsulenTia.

"Bisogna prevedere portafogli con una componente residuale di titoli di Stato e qualcosa in più sul fronte dei corporate bond, ma è evidente che i prezzi delle obbligazioni andranno verso il basso" esordisce Massimo Donatoni (in foto, qui di seguito), co-amministratore delegato di Azimut CM e responsabile Wealth Management.

"Appare oggi opportuno spostare il cliente su orizzonti temporali più lunghi, con inserimenti di prodotti assicurativi tranquilli come le polizze di Ramo 1 e un buona componente in gestioni separate che pure, bisogna dire, il mercato ha cominciato a chiamare 'a capitale protetto' anzicché 'a capitale garantito' " aggiunge il direttore dei consulenti finanziari di Chebanca!, Duccio Marconi.

"Alla fine dell'anno non saranno pochi i portafogli con segno meno, in un Paese come il nostro ancora legato a un'asset allocation al 70-80% in bond. Bisogna modificare i portafogli. Noi per esempio in questi giorni stiamo aprendo una nuova gestione separata" si unisce Carlo Balzarini (in foto sopra), responsabile del wealth management di Allianz Bank F.A., cui fa seguito il direttore Sviluppo prodotti di Banca Mediolanum, Edoardo Fontana Rava (in foto sptto), ribadendo "la centralità oggi della tematica più difficile da affrontare col cliente: il giusto orizzonte temporale".

Il tema del pricing e delle contrazioni anche in ottica MiFID 2 è però il convitato di pietra dell'incontro e infatti puntualmente emerge: "La direttiva europea non è elemento scatenante di nulla; è soltanto una norma che si pone lungo una tendenza in atto, inserendosi in un trend di medio-lungo periodo" commenta il condirettore generale Fideuram, Fabio Cubelli (in foto, qui di seguito). "La contrazione dei margini è figlia di un momento in cui i rendimenti dei portafogli sono scarsi e, di conseguenza, risulta estremamente difficile proporre un pricing adeguato. Non solo dal punto di vista della quantità ma anche della composizione: le strutture di pricing applicate ai clienti vanno semplificate, al fine di essere più intellegibili per il cliente finale".

"Non bisogna comunque dimenticare che le masse in gestione delle reti stanno crescendo, così come i portafogli medi. Ci sono opportunità che i colleghi stanno sfruttando" aggiunge il manager Fideuram.

"E bisogna ribadire che non tutte le reti hanno oggi lo stesso pricing. Noi ad esempio non abbiamo le commissioni di performance" precisa Ferdinando Rebecchi (in foto, sotto), responsabile dei cf di Bnl Bnp Paribas L.B., concludendo che "è ormai inevitabile spostarsi sempre più sulla clientela upper affluent e private".

Con un'aggiunta da parte di Marconi (in foto, sotto): "Oggi le soluzioni sono due: o si allarga la gamma prodotti, accedendo anche a tematiche come il lending, o bisogna accentuare le soluzioni interne ai gruppi così da garantire al cliente costi finali più bassi".

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