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Consob ufficializza i requisiti di conoscenza e competenza dei consulenti finanziari. In 19 risposte

Per rendere più fruibile la normativa abbiamo rispettato la spiegazione a domande e risposte offerta dalla Commissione nazionale per le società e la Borsa

La disciplina in materia di conoscenze e competenze di cui al nuovo Regolamento Intermediari si applica nei confronti del personale delle imprese di investimento UE (autorizzate ad operare in Italia sia con succursale che in libera prestazione di servizi) che sia temporaneamente presente sul territorio nazionale al fine di prestare servizi di investimento in regime di libera prestazione a favore di clientela italiana?

In caso di impresa di investimento UE autorizzata ad operare in Italia sia con succursale che in libera prestazione di servizi, la disciplina in materia di conoscenze e competenze di cui al nuovo Regolamento Intermediari, trova applicazione nei confronti del personale della casa madre, qualora lo svolgimento del servizio in libera prestazione avvenga secondo una cadenza temporale regolare e predefinita.

La stessa disciplina trova applicazione anche nei confronti dei dipendenti della succursale che partecipano ad eventuali incontri tra clienti e personale della casa madre.

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La disciplina in materia di conoscenze e competenze di cui al nuovo Regolamento Intermediari si applica nei confronti del personale delle imprese di investimento UE (autorizzate ad operare in Italia sia con succursale che in libera prestazione di servizi) che sia temporaneamente presente sul territorio nazionale al fine di prestare servizi di investimento in regime di libera prestazione a favore di clientela italiana?

In caso di impresa di investimento UE autorizzata ad operare in Italia sia con succursale che in libera prestazione di servizi, la disciplina in materia di conoscenze e competenze di cui al nuovo Regolamento Intermediari, trova applicazione nei confronti del personale della casa madre, qualora lo svolgimento del servizio in libera prestazione avvenga secondo una cadenza temporale regolare e predefinita.

La stessa disciplina trova applicazione anche nei confronti dei dipendenti della succursale che partecipano ad eventuali incontri tra clienti e personale della casa madre.

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La disciplina in materia di conoscenze e competenze di cui al nuovo Regolamento Intermediari trova applicazione anche con riferimento al personale di una SGR che fornisce le informazioni riguardanti strumenti finanziari ai clienti che abbiano manifestato, di propria iniziativa, alla SGR l’interesse ad investire in quote di fondi gestiti dalla società?

Fermo restando che i rapporti con controparti qualificate sono esonerati dal rispetto della disciplina relativa ai requisiti di conoscenze e competenze (cfr. art. 107, comma 3), si rileva che l’iniziativa del cliente, che segnali alla SGR l’interesse all’acquisto di un fondo in relazione al quale sia instaurato un rapporto diretto tra sottoscrittore ed SGR, non esonera dall’applicazione delle regole di condotta, ivi incluse quelle in tema di K&C per il caso in cui venga fornita consulenza o informazioni all’investitore.

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Le certificazioni espressamente riconosciute in altri Stati membri UE come valide ai fini del soddisfacimento di quanto richiesto dalle linee Guida dell’Esma in materia di conoscenze e competenze, possono essere considerate rientranti nell’ambito delle certificazioni “di conoscenza acquisite in ambito conomicofinanziario riconosciute “per finalità di tipo regolatorio in una giurisdizione
dell’Unione Europea”?

Le certificazioni espressamente riconosciute in altri Stati membri UE come valide ai fini del soddisfacimento di quanto richiesto dalle linee Guida dell’Esma in materia di conoscenze e competenze, possono essere considerate rientranti nell’ambito delle certificazioni “di conoscenza acquisite in ambito economico-finanziario”, riconosciute “per finalità di tipo regolatorio in una giurisdizione dell’Unione Europea”.

A titolo di esempio, le certificazioni incluse nella lista pubblicata dalla CNMV ai sensi dell’art. 8 della “Technical Guide 4/2017 for the assesment of the knowledge and competence of staff giving information and advice”, proprio in quanto riconosciute dall’Autorità spagnola, quindi in un'altra giurisdizione dell’UE e per finalità di tipo regolatorio (in quanto riconosciute ai fini della disciplina MiFID II dei requisiti di conoscenza e competenza), sono idonee ad integrare i presupposti di cui agli artt. 79 e 80 del
Regolamento Intermediari.

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Può la formazione professionale acquisita in materia assicurativa o antiriciclaggio, considerarsi quale formazione professionale utile a dimezzare il requisito dell’esperienza professionale, ai sensi dell’art. 79, comma 4 e 80, comma 3?

La formazione professionale utile a dimezzare il requisito dell’esperienza professionale deve essere svolta in ambiti attinenti alle materie individuate dai punti 17 e 18 degli Orientamenti dell’Esma sulla valutazione delle conoscenze e competenze
(AESFEM/2015/1886). 

Pertanto, la formazione professionale, ivi inclusa quella prevista in materia assicurativa o antiriciclaggio, è rilevante ai sensi della disciplina de qua, indipendentemente dalla finalità per la quale viene svolta, purché risulti pertinente rispetto alle materie sopra citate.

 

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In quali casi il test di verifica delle conoscenze acquisite al termine dei corsi di formazione e di aggiornamento professionale deve essere effettuato obbligatoriamente in aula?

Dev’essere svolto in aula il test di verifica effettuato al termine dei corsi di formazione e di aggiornamento professionale tenuti in aula. Nel caso, invece, di corsi di formazione ed aggiornamento professionale svolti con modalità equivalenti all’aula, il test di verifica può essere effettuato anche a distanza (ad esempio, con modalità online e/o audiovisive).

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Qualora il test di verifica si componga di quesiti con differente pesatura dei punteggi, come va valutato il risultato finale?

Qualora il test di verifica preveda quesiti cui sono attribuiti diversi pesi/punteggi, è rimessa alla valutazione e responsabilità dell’intermediario o del soggetto che eroga il test la distribuzione dei pesi in maniera proporzionata alla natura dei quesiti.

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I membri del personale abilitati a prestare consulenza e fornire informazioni di cui all’art. 82 (ovvero in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado) possono svolgere l’attività di supervisione?

L’articolo 82 equipara, ai fini della prestazione della consulenza o della fornitura di informazioni, i soggetti in possesso dei requisiti indicati nel medesimo articolo ai soggetti indicati negli articoli 79 o 80, richiamati espressamente dall’art. 81, comma 1, lett. d).

Tale equiparazione è rilevante anche ai fini dello svolgimento dell’attività di supervisione. Pertanto, anche i soggetti che si trovano nelle situazioni di cui all’art. 82 possono svolgere l’attività di supervisione, nel rispetto, comunque, di quanto previsto dall’articolo 81.

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Nei 3 anni necessari a maturare l’esperienza per assumere l’incarico di supervisore possono essere computati anche i periodi di esperienza richiesti per l’ottenimento dei requisiti di conoscenza e competenza?

Al fine del raggiungimento dei 3 anni di esperienza richiesti per poter svolgere l’attività di supervisore possono computarsi i periodi di esperienza necessari ad integrare i requisiti richiesti dagli articoli 79, 80 e 82

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E’ necessario detenere le conoscenze e le competenze idonee da almeno 3 anni anche al fine di svolgere la supervisione di membri del personale che si limitano a fornire informazioni?

Si ritiene congruo il periodo di tre anni previsto dalla normativa affinché un soggetto sia considerato in possesso delle abilità necessarie per fungere da supervisore e ciò indipendentemente dalla circostanza che l’attività oggetto di supervisione si limiti alla mera fornitura di informazioni oppure sfoci nella consulenza.

Il tipo di attività svolta dal supervisionato potrà, invece, rilevare ai fini:

  • della determinazione del diverso grado di pervasività della supervisione
  • della scelta del supervisore, in quanto potrà trattarsi, nel caso di fornitura di informazioni, di un soggetto che abbia svolto solo tale attività e non anche quella di consulenza

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I provvedimenti disciplinari o sanzionatori che ostano all’assunzione dell’incarico di supervisore sono esclusivamente quelli adottati in ragione della violazione delle disposizioni relative alla fornitura di informazioni e alla prestazione di consulenza?

Ai fini della disposizione rilevano i provvedimenti disciplinari o sanzionatori eventualmente adottati nei confronti del supervisore nell’esercizio della complessiva attività svolta in ambito finanziario-creditizio e non solo quelli relativi alla violazione di disposizioni concernenti la fornitura di informazioni e la prestazione della consulenza.

La finalità della norma è, infatti, quella di garantire l’integrità e la correttezza del supervisore, tenuto, altresì, conto delle delicate responsabilità che quest’ultimo assume nei confronti dei clienti.

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Attraverso quale modalità l’intermediario deve ottemperare all’obbligo di informare adeguatamente i clienti nel caso in cui il dipendente operi sotto supervisione?

Per,il caso in cui i membri del personale che prestano la consulenza finanziaria o forniscono informazioni agiscano sotto supervisione, si precisa che, pur dovendo l’informativa da rendere ai clienti includere almeno le informazioni di cui all’articolo 81, comma 1, lett. f) , la stessa pùo essere resa nelle forme individuate dall’intermediario, purché ne venga assicurata la conoscenza da parte del cliente.

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Per effettuare la revisione annuale delle esigenze di sviluppo e formazione, l’intermediario è obbligato ad effettuare un test, articolato in quesiti, avente valenza di pre-assessment delle conoscenze esistenti?

Le modalità attraverso cui si esplica la revisione annuale sono rimesse all’intermediario.

Pertanto, la revisione annuale può esplicarsi attraverso la
somministrazione di un test ma non vi è, nelle disposizioni, un obbligo in tal senso.

Tale revisione potrebbe anche essere svolta da un soggetto esterno, sulla base di tutte le informazioni in possesso o messe a disposizione dall’intermediario stesso.

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La durata giornaliera minima (3 ore) e massima (8 ore) dei corsi, deve intendersi riferita solo ai corsi svolti in aula?

La durata giornaliera minima e massima deve intendersi riferita sia alla formazione svolta in aula che alla formazione svolta attraverso videoconferenza, webinar e elearning.

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Come devono computarsi le 30 ore di corso richieste per la formazione nel continuo (art. 81, comma 1, lett. h) rispetto alle 30 ore di formazione previste per i casi specifici di cambiamenti o modifiche del ruolo del personale addetto alla prestazione dei servizi pertinenti, dei modelli di servizio o della normativa di riferimento (art. 81, comma 1, lett. i)?

In particolare, qualora nel corso dell’anno si verifichino più eventi specifici tra quelli indicati nella lettera i), deve essere svolto per ciascuno di tali eventi un minimo di 30 ore di formazione con la conseguenza che le ore di formazione obbligatoria diventerebbero multipli di 30?

Le disposizioni di cui all’art. 81, comma 1, lett. h) e lett lett. i) vanno lette in maniera sistematica.

In tale ottica, deve ritenersi che la specifica formazione richiesta in caso di cambiamenti e modifiche del ruolo del personale addetto alla prestazione dei servizi pertinenti o dei modelli di servizio o della normativa di riferimento (art. 81, comma 1, lett. i) rientri nell’ambito del “percorso continuo di formazione” previsto
dall’art. 81, comma 1, lett. h) e che la stessa non debba, al contrario, considerarsi un impegno formativo aggiuntivo.

Di conseguenza, nel caso in cui non si verifichi alcuna delle ipotesi previste dalla lett. i), gli intermediari saranno comunque tenuti ad assicurare al personale un percorso formativo pari ad “almeno” 30 ore annue ai sensi della lett. h); nel caso in cui, invece, si
verifichi una (o più) delle ipotesi previste dalla lett. i), l’impegno formativo di cui alla lett. h) è da intendersi assorbito e ricompreso in quello previsto dalla lett. i) e, pertanto, la formazione dovrà rientrare, complessivamente, nell’ambito delle 30 ore annue. Sarà
sufficiente, in altri termini, raggiungere nell’arco di dodici mesi almeno 30 ore.

Resta, in ogni caso, ferma in capo all’intermediario la responsabilità di assicurare che il periodo di “almeno” 30 ore annue copra tutte le esigenze formative del personale.

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La previsione di cui all’art. 81, comma 1, lett. l) deve considerarsi come un impegno formativo che concorre al computo del percorso di formazione indicato nell’art. 81, comma 1, lett. h) (aggiornamento continuo) o deve considerarsi come un obbligo aggiuntivo?

L’obbligo di formazione in previsione dell’offerta di nuovi prodotti di investimento può considerarsi rientrante nel percorso continuo di formazione di cui all’art. 81, comma 1, lett h), alla stessa stregua delle ipotesi identificate dalla lett. i) del medesimo comma (cfr., sullo stesso tema, la domanda precedente).

Anche in questo caso resta ferma, in capo all’intermediario, la responsabilità di erogare una formazione adeguata e commisurata al grado di innovazione e complessità dei prodotti.

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E’ obbligatorio il test di verifica a conclusione della formazione sui nuovi prodotti di cui all’articolo 81, comma 1, lett. l)?

La disposizione richiamata non prevede l’obbligatorietà di un test di verifica a conclusione della formazione sui nuovi prodotti.

Le modalità attraverso cui è verificata tale formazione sono rimesse all’intermediario, che se ne assume la responsabilità.

Nei casi in cui la formazione sui nuovi prodotti concorra al raggiungimento del monte annuale delle 30 ore, è rimessa all’intermediario la valutazione circa l’opportunità di prevedere il test di verifica su tutti gli ambiti che hanno costituito oggetto della formazione, ivi inclusa, quindi, la specifica formazione su nuovi prodotti di investimento.

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I soggetti non appartenenti al medesimo gruppo di un intermediario possono erogare al personale di quest’ultimo la formazione di cui alle lettere h) e i) dell’articolo 81 del Nuovo Regolamento Intermediari?

L’art. 81, lettera g), rimette alle determinazioni dei singoli intermediari la scelta di avvalersi di “soggetti esterni” ai quali delegare la totalità o una parte delle attività ai fini del riparto degli obblighi ivi previsti.

Le successive lettere h) e i) dell’articolo 81 individuano, poi, alcune disposizioni di dettaglio relativamente alle “modalità” e alla “tempistica” di aggiornamento del personale, richiamando i commi 8 e 9 dell’art. 79, e non anche il comma 10 che, per
quanto concerne la formazione necessaria per il dimezzamento del periodo di esperienza professionale richiesto, “tipizza” gli intermediari e/o gli enti deputati ad erogarla.

Ne discende che l’erogazione di un percorso continuo di formazione o sviluppo (lettera h) o di una specifica formazione (lettera i) del personale, potrà essere effettuata direttamente
dall’intermediario o avvalendosi di un soggetto esterno, anche diverso da quelli “tipizzati” di cui al comma 10 dell’art. 79 (per esempio, una SGR non appartenente al medesimo gruppo dell’intermediario), purché tale soggetto abbia un’esperienza formativa comprovata e pertinente.

Si segnala relativamente all’ipotesi di offerta di eventuali nuovi prodotti di cui alla lett. l) dell’art. 81, che, tenuto conto della specificità dell’oggetto della formazione, il Nuovo Regolamento Intermediari prevede, espressamente, che la specifica formazione ivi richiesta possa essere svolta oltre che dall’intermediario anche dagli intermediari produttori ovvero dai gestori.

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Ai fini del raggiungimento delle 30 ore di formazione annuale richieste ai sensi dell’art. 81, comma 1, lett. h) e i), è possibile computare le ore di formazione in materia antiriciclaggio?

Ai fini del raggiungimento delle 30 ore di formazione annuale, sarà possibile computare le ore di formazione relative alla normativa antiriciclaggio quando - in esito all’assessment annuale delle esigenze di sviluppo - per tale materia l’intermediario abbia ravvisato un’esigenza di formazione del proprio personale

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Quali sono gli obblighi di aggiornamento professionale previsti in capo ai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede e secondo quali modalità vanno adempiuti?

La disciplina in tema di conoscenze e competenze trova applicazione nei confronti dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, i quali sono dunque tenuti all’obbligo di aggiornamento professionale sotto la responsabilità dell’intermediario mandante e secondo i requisiti richiesti agli intermediari.

Si ritiene che il consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede che abbia ricevuto la formazione professionale ai sensi dell’art. 81 (delibera Consob n. 20307), abbia assolto anche agli obblighi formativi previsti dall’art. 156 (della stessa delibera).

In ogni caso, nell’ipotesi in cui l’intermediario mandante non provveda ad erogare la formazione, ferma la responsabilità di quest’ultimo, permane in capo al consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede l’obbligo di partecipare, ai sensi dell’art. 156, a corsi di aggiornamento professionale – che devono essere svolti secondo le specifiche modalità indicate nell’art. 81 – pena la sospensione dall’attività, ai sensi dell’art. 180 

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