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Consob chiarisce quali sono i requisiti di conoscenza e competenza dei consulenti

Consob chiarisce quali sono i requisiti di conoscenza e competenza dei consulenti

a cura di Fabrizio Cascinelli, avvocato presso PwC TLS Avvocati e Commercialisti

A distanza di circa otto mesi dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento Intermediari la Consob è tornata sul tema conoscenze e competenze fornendo, mediante la pubblicazione delle Questions and Answer n. 1 del 5 ottobre 2018, una serie di orientamenti applicativi in materia.

Si forniscono di seguito i primi commenti alle risposte fornite dall’Autorità e relativi alle materie ed alle modalità di svolgimento dei corsi di formazione professionale e dei relativi test di verifica ai quali i consulenti (e i soggetti abilitati al rilascio di informazioni in materia di strumenti finanziari) saranno chiamati a partecipare, nonché ai requisiti e caratteristiche della supervisione a cui i soggetti sprovvisti di idonee qualifiche ed esperienze devono essere sottoposti sino al loro ottenimento.

 Formazione in materia assicurativa e antiriciclaggio

In primo luogo, la Consob ha evidenziato, da un lato, come la formazione professionale (utile per poter applicare meno onerosi requisiti in tema di esperienza professionale) possa anche attenere alle materie assicurativa o antiriciclaggio e, dall’altro, come ai fini del raggiungimento delle trenta ore di formazione annuale (nel continuo ed in occasione di cambiamenti e modifiche del ruolo del personale), sia possibile computare le ore di formazione relative alla normativa antiriciclaggio. I citati chiarimenti rivestono un ruolo centrale ai fini della pianificazione dei corsi di formazione e aggiornamento professionale, a fronte, in particolare, delle correlazioni tra tale disciplina e gli obblighi di formazione previsti dal Regolamento IVASS n. 40 del 2018 nei confronti dei soggetti che svolgano anche l’attività di intermediazione assicurativa.

 Modalità dei test di verifica

La Consob, a fronte delle istanze prevenute dalle Associazioni di categoria, ha evidenziato come i test di verifica ai quali consulenti dovranno essere sottoposti potranno essere effettuati anche a distanza, qualora la formazione si sia svolta con modalità equivalenti all’aula. Ai diversi quesiti proposti all’interno di tali test potranno, inoltre, essere attribuiti diversi punteggi.

 A quali soggetti si applica la normativa

Con specifico riferimento all’ambito di applicazione della disciplina in esame, ai sensi delle Q&A, le disposizioni in materia di conoscenze e competenze devono trovare applicazione anche nei confronti del personale delle imprese di investimento UE che operano in Italia mediante succursale o in regime di libera prestazione di servizi (e, più in particolare, ai dipendenti della succursale insediata in Italia che partecipano ad eventuali incontri tra clienti e personale della casa madre nonché al personale della casa madre, qualora lo svolgimento del servizio in libera prestazione avvenga secondo una cadenza temporale regolare e predefinita) oltre che al personale delle SGR che fornisca consulenza in merito a quote di fondi gestiti dalla stessa società, anche su iniziativa del cliente.

 Il valore delle certificazioni UE

Quanto, inoltre, alle certificazioni “di conoscenza acquisite in ambito economico-finanziario, riconosciute per finalità di tipo regolatorio in una giurisdizione dell’Unione Europea” delle quali i consulenti possono avvalersi al fine di pervenire al dimezzamento dell’esperienza professionale loro richiesta, la Consob ha evidenziato come le stesse siano quelle specificamente ritenute idonee a tali fine dalle altre Autorità di Vigilanza europee. In merito ai connotati della supervisione, le Q&A evidenziano come il tipo di attività svolta dal supervisionato ai fini del raggiungimento dei tre anni di esperienza possa rilevare ai fini della determinazione del diverso grado di pervasività della supervisione nonché della scelta del supervisore (in quanto potrà trattarsi, nel caso di fornitura di informazioni, di un soggetto che abbia svolto solo tale attività e non anche quella di consulenza) e, ancora, che i provvedimenti disciplinari o sanzionatori ostativi all’assunzione dell’incarico di supervisore sono tutti quelli eventualmente adottati nei confronti dello stesso supervisore nell’esercizio della complessiva attività svolta in ambito finanziario-creditizio e non solo quelli relativi alla violazione di disposizioni concernenti la fornitura di informazioni e la prestazione della consulenza.

 

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