Come orientarsi nell’universo dei certificati? La classificazione Acepi e la mappa dei certificati - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati gratuitamente per ricevere le nostre email con le ultime notizie, le analisi e i commenti da Citywire Italia. Per registrarsi basta un minuto.

Come orientarsi nell’universo dei certificati? La classificazione Acepi e la mappa dei certificati

Come orientarsi nell’universo dei certificati? La classificazione Acepi e la mappa dei certificati

di Giovanna Zanotti - Professore Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università degli Studi di Bergamo e Direttore Scientifico ACEPI 

Nel precedente articolo è stata illustrato come, a più alto livello, l’universo dei certificati possa essere suddiviso in due macro tipologie di certificati a seconda della finalità principale dell’investimento, Investment Certificate e Leverage Certificate.

La classificazione adottata per i mercati italiani, SeDeX e EuroTLX, consente di distinguere, ad un secondo livello, all’interno della macro tipologia Investment Certificate, tre macro categorie, ciascuna rappresentante un diverso grado di protezione del capitale investito alla scadenza:

  • Certificati a capitale protetto: prodotti finanziari caratterizzati dalla tutela del capitale investito (se sottoscritti durante la fase di collocamento e detenuti fino alla loro scadenza). Per questa tipologia, l’importo di liquidazione a scadenza non sarà mai inferiore al livello di protezione del valore nominale del certificato, che, predefinito in fase di emissione, può essere totale (100%) o parziale (ad esempio 90%).
  • Certificati a capitale condizionatamente protetto: prodotti finanziari la cui protezione del capitale a scadenza è subordinata al non verificarsi (o al verificarsi) di determinati eventi prestabiliti in fase di emissione. Tali eventi, spesso coincidenti con il superamento di una determinata soglia di prezzo (c.d. barriera) da parte dell’attività sottostante, fungono da spartiacque tra due possibili scenari: la restituzione integrale del capitale a scadenza con eventuale corresponsione di rendimenti aggiuntivi o una restituzione del capitale ancorata all’andamento della stessa attività sottostante, comprensiva di eventuali rendimenti aggiuntivi.
  • Certificati a capitale non protetto: prodotti finanziari che replicano l’andamento dell’attività sottostante, esponendo l’investitore, in misura proporzionale o più che proporzionale, ai rialzi o ribassi dell’attività sottostante.

Per ciascuna di queste tre macro categorie, ad un terzo livello, un’ulteriore suddivisione in sottocategorie, ciascuna delle quali consente di raggruppare certificati simili secondo principio di funzionamento e le principali caratteristiche finanziarie:

  • Certificati a capitale protetto: si distinguono gli Equity Protection, Digitali e Express Protection.
  • Certificati a capitale condizionatamente protetto: la categoria più numerosa e dove si possono individuare Airbag, Bonus, Bonus Cap, Cash Collect, Express, Outperformance con capitale condizionatamente protetto e Twin Win.
  • Certificati a capitale non protetto: categoria costituita principalmente da Benchmark e Outperformance.

Allo stesso modo, la macro tipologia di Leverage Certificate, sempre a terzo livello, è suddivisa in tre sottocategorie che raggruppano i certificati in base al tipo di leva offerta e del meccanismo finanziario: Covered Warrant, Leva Fissa e Leva Variabile.

Tale classificazione a tre livelli è stata formalizzata da ACEPI nel 2007 attraverso la Mappa dei Certificati, uno strumento che cataloga l’universo investibile attraverso i principi sopra indicati, riconducendo tutti i certificati disponibili sul mercato italiano in poche macro famiglie e categorie, ciascuna delle quali individua una specifica esigenza di investimento e le principali caratteristiche finanziarie.

La Mappa ACEPI, posta a disposizione del mercato e consultabile, in formato pdf, al link http://mappa.acepi.it, è stata adottata sin dal 2007 da Borsa Italiana come riferimento di mercato e fornisce un’utile bussola per orientarsi nel vasto universo dei certificati per poter ricondurre qualsiasi strumento all’interno di una precisa famiglia, così da poterne meglio apprezzare caratteristiche e profili di rischio e rendimento. Inoltre essa non si limita solo alla classificazione indicata secondo il primo, secondo e terzo livelli illustrati in precedenza, ma in una seconda sezione della mappa si associa il nome commerciale di ciascun certificato (scelto dagli emittenti associati ACEPI) all’interno di una delle sottocategorie sopra identificate, consentendo all’investitore di individuare immediatamente la tipologia di certificato e le caratteristiche principali.

ACEPI aggiorna con frequenza semestrale i contenuti della mappa sia per includere i nuovi nomi commerciali di certificati emessi nel periodo di riferimento, sia per eventuali aggiornamenti delle sottocategorie, a seguito di nuovi trend di mercato e per un allineamento con la prassi vigente in altri mercati europei.

Per approfondimenti circa l’approccio misto adottato a livello europeo è possibile fare riferimento ad EUSIPA l'associazione paneuropea delle associazioni nazionali delle emittenti di prodotti strutturati cui ACEPI è membro fondatore, nella sezione EUSIPA Derivatives Map https://eusipa.org/governance/#EusipaDMap.

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.