Citywire Top 50 - I consulenti finanziari d'eccellenza del 2020

Come ogni anno, in questo periodo, Citywire propone alcune rassegne di professionisti del risparmio gestito che hanno particolarmente brillato negli ultimi 12 mesi. Ecco alcuni specialisti della consulenza dai solidi risultati.

 

SETTORE IN CRESCITA:

Più clienti e più cf abilitati

 

Di Camilla Conti

La maggioranza delle reti ha visto crescere I propri numeri, a testimonianza del fatto che la figura del cf diviene sempre più indispensabile per affrontare I momenti di crisi

Crescono i clienti e cresce anche il numero di consulenti finanziari, che si stanno dimostrando dei compagni di viaggio indispensabili per affrontare la tempesta da Covid-19. È quanto emerge dall’ultima relazione trimestrale di Assoreti che, come sempre, scatta una fotografia del settore della financial advisory in Italia. A fine giugno, i risparmiatori e gli investitori serviti dai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede erano complessivamente 4,56 milioni di unità, in crescita su base trimestrale (+0,6%) e anche su base annua (+3,6%). Sempre a metà del 2020, il numero di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (con mandato da parte delle società rientranti nella rilevazione di Assoreti) è salito a 23.187 unità di cui 22.953 professionisti risultano realmente operativi (con portafoglio maggiore di zero). Anche per il numero dei consulenti, sottolinea il report di Assoreti, il trend di crescita nei primi sei mesi dell’anno è costante, seppur contenuto: a fine marzo i consulenti finanziari realmente attivi erano infatti 22.912 (41 in meno di giugno).

La crisi economica scatenata dal coronavirus ha visto nel settore uno dei pochi casi di immunità: la stragrande maggioranza delle reti ha visto crescere il numero dei propri consulenti operativi.

Nel 2019, sei reti su undici possedevano un bilancio netto negativo tra entrate e uscite (31 dicembre 2018 – 31 dicembre 2019), mentre nel 2020 sono solo 3 su 13 a vedere diminuire il proprio organico. Non solo. Tra il 31 gennaio e il 31 aprile, ovvero nel periodo del lockdown, il numero di società che hanno registrato una diminuzione del proprio numero di consulenti rimane fermo a tre, mentre le 10 realtà residue hanno saputo portare nuovi professionisti nella loro squadra.

Ripartizione del numero dei consulenti finanziari attivi *

Fonte: Elaborazione su dati OCF e Assoreti. I dati di Assoreti si riferiscono all’intera compagine associativa. Dati al 31 dicembre 2019. *Consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede sede e con mandato.

Un’indagine dell’Ocf (l’Organismo di vigilanza dei consulenti finanziari) contenuta nella relazione annuale sul 2019 mostra inoltre come i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede continuino a distinguersi “per correttezza del loro operato oltre che per qualità della consulenza erogata ai loro clienti anche nei momenti più difficili e discontinui”. I provvedimenti di vigilanza adottati nei confronti dei consulenti abilitati all’offerta fuori sede sono limitati allo 0,2%-0,3% degli iscritti anche includendo i richiami scritti e le misure cautelari. Percentuali che, oltre a risultare fisiologicamente molto contenute, pongono i consulenti con mandato da un intermediario ai vertici delle statistiche di correttezza professionale. Anche per questo la relazione dell’Ocf stigmatizza le fake-news che colpiscono il settore, dove 2 casi su 3 di cronaca risultano erroneamente attribuiti a consulenti finanziari iscritti all’albo anziché a un falso consulente che esercita abusivamente l’attività. Dalla relazione annuale di Ocf, emerge anche una fotografia del settore. Gli iscritti alla sezione dell’albo alla fine dell’anno risultano in ulteriore diminuzione. Nello specifico, gli iscritti sono pari a 53.299 con una riduzione rispetto al 2018 del 3,7%. Rallenta ancora, inoltre, l’attivazione di nuovi mandati con un decremento di circa il 32 per cento. La popolazione della sezione dell’albo si assesta intorno al livello raggiunto nel 2014. Da un lato il processo di consolidamento della categoria, già in atto negli anni precedenti come peraltro l’opera di razionalizzazione portata avanti dagli intermediari, è proseguito anche nel 2019. Dall’altro lato, il maggiore interesse degli istituti di credito verso il collocamento di prodotti e servizi tramite l’offerta fuori sede osservato negli ultimi anni, fermo restando un approccio distributivo multicanale, appare in ulteriore rallentamento.

Indicatori di produttività

  2019 2018 Var. %
Clienti per consulente finanziario (#) 197 192 +2,6
Raccolta netta per consulente finanziario (mln) 1,53 1,35 +12,9
Patrimonio per consulente finanziario (mln) 27,2 23,3 +16,6
Raccolta netta/patrimonio medio (%) 5,88 5,75 +2,3

 

Per il settore sono, intanto, arrivate grosse novità dal fronte normativo. Per anni l’auspicio dei consulenti finanziari è stato chiedere l’uscita dall’Enasarco, per versare i propri contributi esclusivamente all’Inps. Meglio abbandonare l’iscrizione all’ente previdenziale degli agenti di commercio, gestito spesso con poca trasparenza e nel quale non era possibile avere una propria rappresentanza perché non si poteva votare per eleggere i vertici, era la riflessione dei consulenti finanziari. Ora i consulenti sono riusciti a salire fino al vertice dell’ente: con 25 delegati su 60, la lista unitaria «Fare presto!» sostenuta da Anasf, l’associazione dei consulenti, Federagenti, Fiarc e Confesercenti è risultata la prima in entrambe le consultazioni, sia lato agenti che lato società mandanti.

Sezione a cura di Francesco Colamartino

 

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SETTORE IN CRESCITA:

Più clienti e più cf abilitati

 

Di Camilla Conti

La maggioranza delle reti ha visto crescere I propri numeri, a testimonianza del fatto che la figura del cf diviene sempre più indispensabile per affrontare I momenti di crisi

Crescono i clienti e cresce anche il numero di consulenti finanziari, che si stanno dimostrando dei compagni di viaggio indispensabili per affrontare la tempesta da Covid-19. È quanto emerge dall’ultima relazione trimestrale di Assoreti che, come sempre, scatta una fotografia del settore della financial advisory in Italia. A fine giugno, i risparmiatori e gli investitori serviti dai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede erano complessivamente 4,56 milioni di unità, in crescita su base trimestrale (+0,6%) e anche su base annua (+3,6%). Sempre a metà del 2020, il numero di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (con mandato da parte delle società rientranti nella rilevazione di Assoreti) è salito a 23.187 unità di cui 22.953 professionisti risultano realmente operativi (con portafoglio maggiore di zero). Anche per il numero dei consulenti, sottolinea il report di Assoreti, il trend di crescita nei primi sei mesi dell’anno è costante, seppur contenuto: a fine marzo i consulenti finanziari realmente attivi erano infatti 22.912 (41 in meno di giugno).

La crisi economica scatenata dal coronavirus ha visto nel settore uno dei pochi casi di immunità: la stragrande maggioranza delle reti ha visto crescere il numero dei propri consulenti operativi.

Nel 2019, sei reti su undici possedevano un bilancio netto negativo tra entrate e uscite (31 dicembre 2018 – 31 dicembre 2019), mentre nel 2020 sono solo 3 su 13 a vedere diminuire il proprio organico. Non solo. Tra il 31 gennaio e il 31 aprile, ovvero nel periodo del lockdown, il numero di società che hanno registrato una diminuzione del proprio numero di consulenti rimane fermo a tre, mentre le 10 realtà residue hanno saputo portare nuovi professionisti nella loro squadra.

Ripartizione del numero dei consulenti finanziari attivi *

Fonte: Elaborazione su dati OCF e Assoreti. I dati di Assoreti si riferiscono all’intera compagine associativa. Dati al 31 dicembre 2019. *Consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede sede e con mandato.

Un’indagine dell’Ocf (l’Organismo di vigilanza dei consulenti finanziari) contenuta nella relazione annuale sul 2019 mostra inoltre come i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede continuino a distinguersi “per correttezza del loro operato oltre che per qualità della consulenza erogata ai loro clienti anche nei momenti più difficili e discontinui”. I provvedimenti di vigilanza adottati nei confronti dei consulenti abilitati all’offerta fuori sede sono limitati allo 0,2%-0,3% degli iscritti anche includendo i richiami scritti e le misure cautelari. Percentuali che, oltre a risultare fisiologicamente molto contenute, pongono i consulenti con mandato da un intermediario ai vertici delle statistiche di correttezza professionale. Anche per questo la relazione dell’Ocf stigmatizza le fake-news che colpiscono il settore, dove 2 casi su 3 di cronaca risultano erroneamente attribuiti a consulenti finanziari iscritti all’albo anziché a un falso consulente che esercita abusivamente l’attività. Dalla relazione annuale di Ocf, emerge anche una fotografia del settore. Gli iscritti alla sezione dell’albo alla fine dell’anno risultano in ulteriore diminuzione. Nello specifico, gli iscritti sono pari a 53.299 con una riduzione rispetto al 2018 del 3,7%. Rallenta ancora, inoltre, l’attivazione di nuovi mandati con un decremento di circa il 32 per cento. La popolazione della sezione dell’albo si assesta intorno al livello raggiunto nel 2014. Da un lato il processo di consolidamento della categoria, già in atto negli anni precedenti come peraltro l’opera di razionalizzazione portata avanti dagli intermediari, è proseguito anche nel 2019. Dall’altro lato, il maggiore interesse degli istituti di credito verso il collocamento di prodotti e servizi tramite l’offerta fuori sede osservato negli ultimi anni, fermo restando un approccio distributivo multicanale, appare in ulteriore rallentamento.

Indicatori di produttività

  2019 2018 Var. %
Clienti per consulente finanziario (#) 197 192 +2,6
Raccolta netta per consulente finanziario (mln) 1,53 1,35 +12,9
Patrimonio per consulente finanziario (mln) 27,2 23,3 +16,6
Raccolta netta/patrimonio medio (%) 5,88 5,75 +2,3

 

Per il settore sono, intanto, arrivate grosse novità dal fronte normativo. Per anni l’auspicio dei consulenti finanziari è stato chiedere l’uscita dall’Enasarco, per versare i propri contributi esclusivamente all’Inps. Meglio abbandonare l’iscrizione all’ente previdenziale degli agenti di commercio, gestito spesso con poca trasparenza e nel quale non era possibile avere una propria rappresentanza perché non si poteva votare per eleggere i vertici, era la riflessione dei consulenti finanziari. Ora i consulenti sono riusciti a salire fino al vertice dell’ente: con 25 delegati su 60, la lista unitaria «Fare presto!» sostenuta da Anasf, l’associazione dei consulenti, Federagenti, Fiarc e Confesercenti è risultata la prima in entrambe le consultazioni, sia lato agenti che lato società mandanti.

Sezione a cura di Francesco Colamartino

 

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STEFANO

Ascareggi

 

DEUTSCHE BANK FINANCIAL ADVISORS

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

La componente umana rimarrà sempre alla base della relazione con il cliente, ma con la pandemia il processo di digitalizzazione è stato amplificato e questo ci consentirà di ottimizzare i tempi di interazione con i clienti. Sempre di più si andrà nella direzione di una consulenza olistica, magari con il supporto di altre figure professionali, rivolta a soggetti con ingenti risorse, che avranno bisogno di elevate competenze per gestire patrimonio, famiglia e impresa. Importanti saranno le sinergie con le varie aree di business, in particolar modo con il corporate banking.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

Ritengo adeguato in questo momento un portafoglio così composto: 40% strumenti assicurativi ramo I/multiramo, apprezzati dai clienti private per l’efficienza patrimoniale, successoria e di protezione; 20% strumenti bilanciati/obbligazionari flessibili/etf di qualità grazie all’architettura aperta; 10% di investimenti decorrelati; 10% certificates phoenix per la loro efficienza fiscale, 20% fondi azionari internazionali/tematici dei settori healthcare e technology, mediante Pac, per abbattere la volatilità. Di fondamentale importanza è poi il tema Esg. I clienti sono consapevoli dell’importanza di salvaguardare il pianeta e, quindi, anche gli investimenti diventano un mezzo di persuasione per le aziende che ancora non si sono adeguate.

Anni di esperienza da CF

25

Attività preferite nel tempo libero

Viaggi, auto sportive e d’epoca, calcetto

Stefano Ascareggi nasce da una famiglia di ristoratori, fin da ragazzo si occupa di gestire i rapporti con le banche, riuscendo a trasformare questo interesse in attività professionale. Nel 1995 entra in Finanza & Futuro, ora Deutsche Bank Financial Advisors, e con la successiva apertura, nel 2002, dell’agenzia di Santa Croce sull’Arno (provincia di Pisa), ha rivestito sia l’attività di consulente sia l’attività manageriale, per poi dedicarsi esclusivamente alla consulenza finanziaria e patrimoniale. Nel 2007 consegue la certificazione Efpa. Dal 2018 entra a far parte della private advisory, un team di consulenti di elevato standing chiamato a rispondere a esigenze diversificate e complesse per la gestione di grandi patrimoni. Il lavoro gli ha consentito il confronto con realtà socio-culturali ed economiche molto diverse tra loro. Sposato con Michela, avvocato, ha 2 figlie, Ludovica e Carlotta, di 17 e 11 anni.

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GIANLUCA

Bangrazi

 

BANCA MEDIOLANUM

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

Credo che la consulenza stia già cambiando e con essa anche la dinamica di relazione con la clientela. Il lockdown ha messo ancora più in luce il forte divario tra una consulenza classica, erogata allo sportello, e una più agile, basata sul concetto di prossimità con il cliente. Io l’ho vissuta acquisendo clienti che non sapevano come confrontarsi con il loro istituto tradizionale, nel corso di una fase dei mercati molto delicata. Ho colto fin da subito la loro sorpresa nel poter utilizzare tutta la nostra tecnologia. Se volessimo vedere qualcosa di positivo in questa situazione, per certi aspetti surreale, possiamo cogliere un’indubbia accelerazione nell’adozione dei canali digitali, anche da parte di noi consulenti.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

In questa fase emerge il vero ruolo del consulente finanziario: guidare il cliente verso scelte consapevoli. Sono due i piani sui quali deve muoversi un bravo professionista. Il primo riguarda la gestione dell’aspetto emotivo: occorre aiutare il cliente ad alzare lo sguardo dalla contingenza e inserire il contesto di oggi in una panoramica di più ampio respiro. Riacquisito il controllo, si passa a una gestione strategica dei mercati attraverso servizi con automatismi che incrementano l’acquisto sui mercati, proporzionalmente al calo degli stessi. Queste strategie di investimento, non il tipo di portafoglio, mi consentono di far guardare il cliente lontano, di farlo navigare anche in acque complesse. La vicinanza al cliente, anche in una condizione del genere, ha permesso di generare il 90% della performance ottenuta.

Anni di esperienza da CF

19

Attività preferite nel tempo libero

Montagna, sci e tennis

Nato a Roma nel 1974, Gianluca Bangrazi è entrato in Banca Mediolanum nel luglio del 2001, dopo una precedente e saltuaria esperienza lavorativa in una catena alberghiera durante gli studi universitari. Dal 2007 al 2012 ha svolto l’attività di supervisore per poi scegliere di dedicarsi solo ed esclusivamente alla gestione dei clienti. Nel 2016 ha acquisito la qualifica di private banker e dal 2012 è relatore alla Mediolanum Corporate University, la facoltà interna dedicata alla formazione e alla condivisione dei valori di Banca Mediolanum. Si è occupato dei corsi sul risparmio amministrato, di quelli sulla fiscalità finanziaria e del banking & innovation management executive master, un percorso formativo di alto livello per i manager della struttura commerciale, che Banca Mediolanum organizza con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

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MAURIZIO

Brusoni

 

ALLIANZ BANK FINANCIAL ADVISORS

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

La relazione continua a essere un elemento centrale: il rapporto personale è il fulcro della professione, in quanto prima si conosce il cliente e poi si costruisce il portafoglio che meglio si adatta alle sue esigenze, garantendo un approccio in grado di coprire i suoi bisogni a 360°. Implementare strutture e processi più veloci e dinamici consente, però, di offrire un ottimo servizio anche a distanza, in quanto è innegabile che il contatto via video inibisca parzialmente l’elemento umano. Avere più tempo per curare la relazione con il cliente porta a un maggiore livello di soddisfazione sia del risparmiatore sia del consulente.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

Nel periodo successivo alla fine del lockdown è aumentato esponenzialmente l’interesse verso gli investimenti in tecnologia, anche grazie all’andamento del comparto che, staccatosi dal resto degli asset, ha portato a termine una buona accelerata. Anche l’healthcare sta assumendo un crescente interesse da parte del mercato e dei clienti in generale. Il mio approccio - prevalentemente orientato su scelte prudenti - continua, anche alla luce della buona tenuta durante il picco della pandemia. A livello macro credo che gli Stati Uniti, grazie all’intervento della Fed, abbiano dimostrato un’ottima capacità di reazione rispetto ai mercati europei che, nonostante l’intervento della Bce, non hanno ancora recuperato la flessione dovuta all’emergenza.

Anni di esperienza da CF

22

Attività preferite nel tempo libero

Viaggiare e conoscere le culture dei luoghi che visita

Nel dicembre del 1997, al terzo anno di università, Maurizio Brusoni incontra il consulente finanziario di famiglia e, rimanendo affascinato dalla professione, decide di avvicinarsi al mondo della consulenza. Entra da subito in Dival Sim e, dopo sei mesi, porta a casa con successo l’esame che lo abilita alla professione. Parte dalle persone a lui più vicine, le sue frequentazioni storiche basate essenzialmente tra Milano e dintorni, per sviluppare il proprio network, che vede allargarsi man mano negli anni, anche grazie al passaparola positivo dei già clienti. Membro della rete storica di Allianz Bank, ancor prima che portasse questo nome, ha saputo realizzare un percorso di crescita che l’ha portato a entrare dapprima nel mondo private e, successivamente, a diventare un wealth advisor, la categoria di consulenti finanziari dedicati alla clientela a più alta patrimonializzazione della banca del gruppo Allianz.

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FABIO

Castellaneta

 

IWBANK

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

Indipendentemente dagli effetti dell’emergenza sanitaria, si aprirà presto davanti a noi uno scenario assolutamente nuovo, perché ci attende un grande passaggio di ricchezza dalle generazioni più mature a quelle più giovani. A noi consulenti il compito più delicato, quello di saper dialogare con tutti gli interlocutori, basandoci sull‘ascolto, l‘empatia, la capacità di cogliere le esigenze reali. Credibilità significa ascoltare e assistere il cliente anche se sei in vacanza, perché se tutto questo lo fai con passione non puoi chiamarlo lavoro. Come insegna Confucio: “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita”.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

Se penso all‘etimologia della parola crisi e alla derivazione dal verbo greco krino - separare, in senso lato discernere, valutare - penso al momento della riflessione, presupposto essenziale per la rinascita, il miglioramento. È questa la lettura che mi piace dare a questo momento storico: è ora di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e superare definitivamente uno dei periodi più bui che abbiamo attraversato. Ed è questo il momento di puntare su ambiti che rilanciano, penso per esempio ai fondi tecnologici, alla global disruption, all‘healthcare, alla nutrizione. Sono queste, secondo me, le scelte migliori per rispondere con determinazione al contesto attuale e guardare con fiducia e ottimismo al futuro.

Anni di esperienza da CF

35

Attività preferite nel tempo libero

Volontariato, letteratura e filosofia, nuoto, sci di fondo e nordic walking

Il percorso di Fabio Castellaneta nel mondo della finanza inizia nel 1985 quando, come bancario, comincia a muovere i primi passi nella filiale del Banco di Sicilia, maturando le prime esperienze a contatto con la clientela. Dopo appena 5 anni gli vengono affidati i grossi clienti depositanti. Nel 2000 sente l’esigenza di affrontare nuove sfide: approda prima in Citybank e, poi, nel 2005, in Ubi Banca Private Investment. Dal 2015 opera con IWBank ed esercita a Milano la professione che ha scelto per la vita e che, tutti i giorni, continua a dargli grandi soddisfazioni.

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ALESSANDRO

Glisoni

 

BNL-BNP PARIBAS LIFE BANKER

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

Il futuro della consulenza durante questa pandemia e il suo prossimo conseguente passaggio sarà sempre più quello di offrire soluzioni e competenze che aiutino i nostri clienti non solo a far crescere e tutelare i loro patrimoni, ma anche che vadano a individuare le necessità future per famiglie e aziende.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

Per quanto riguarda gli asset di portafoglio, la pandemia ha intensificato dei cambiamenti che erano già in atto e servirà sempre più una gestione attiva capace di cogliere le opportunità che ne conseguiranno. I settori che maggiormente possono aiutare in questo saranno sicuramente la tecnologia e tutto ciò che riguarderà la sostenibilità Esg, senza trascurare la componente del portafoglio in prodotti conservativi.

Anni di esperienza da CF

7

Attività preferite nel tempo libero

Viaggi, sport al mare e in montagna, buona cucina

Classe 1967, maturità classica, master in economia e mercati finanziari a cui si sono aggiunte varie esperienze in primari gruppi bancari dal 1989 fino al 2013, anno in cui è passato alla consulenza con iscrizione all’albo Ocf. Alessandro Glisoni è dal 2015 in Bnl Bnp-Paribas, azienda che gli ha permesso di approfondire quella che è sempre stata la sua vera aspirazione, portandolo a diventare consulente patrimoniale e a poter sviluppare costantemente competenze a 360 gradi.

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ANNA

Iacuvelle

 

CREDEM

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

Quando questa pandemia si concluderà, la consulenza finanziaria cambierà diminuendo l’eccessiva attenzione agli aspetti relativi al portafoglio fondi e titoli dei clienti, a mio avviso sopravvalutati in termini di relazione con il cliente, dando vita a una maggior cura degli aspetti assicurativi della persona e della famiglia, nella cui “zona di comfort” dovrà rientrare necessariamente la protezione da eventi inaspettati, come ad esempio il Coronavirus.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

L’impossibilità di determinare con precisione l’impatto economico dell’epidemia contribuisce a un incremento della volatilità su tutti i mercati, per tale ragione credo che un investimento graduale, flessibile e diversificato possa ridurre la volatilità dei portafogli. In poche parole lo strumento finanziario potrebbe rispecchiarsi in un Piano di Accumulo in fondi comuni o Sicav. Fondamentale è stabilire con il cliente l’orizzonte temporale, la propensione al rischio e le aspettative di rendimento.

Anni di esperienza da CF

22

Attività preferite nel tempo libero

Lettura, tennis, viaggiare

Dopo il conseguimento del diploma di laurea, Anna Iacuvelle ha partecipato allo sviluppo nel 1992 di una rete di promotori finanziari, allora Prudential Sim. Nel 1998 si è iscritta all’albo dei consulenti finanziari e nel 2002 ha conseguito un master in consulenza per gli investimenti alla facoltà di scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha iniziato a esercitare l’attività di consulente finanziario in Banca Popolare di Lodi e dal 2007 in Banca Credem con la qualifica di wealth planner, dedicandosi alla clientela sia corporate sia private.

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ROSSANA

Russi

 

COPERNICO SIM

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

Oggi più che mai si sta assistendo a una grande rivoluzione della consulenza in tema di asset non solo finanziari, ma anche di know how fornito al cliente. Il consulente deve assistere il cliente in tante problematiche di vita, di famiglia, di protezione e di opportunità. Il virus ha accelerato il processo di evoluzione e, chi ne rimarrà fuori, perderà fette di mercato. Oggi dobbiamo essere smart per evitare rischi contagi e aggiornati più di prima su tematiche interdisciplinari.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

Il consiglio che mi sento di dare è di non tralasciare la valutazione di asset d’investimento innovativi tematici, concentrati sulla robotica, l’healthcare, l’e-commerce, la bio e la geo-sostenibilità. Questi temi ci permetteranno di rendere gli investimenti meno esposti al cambiamento delle decisioni di politica monetaria, ma di seguire di più la domanda del mercato nonché i bisogni di noi tutti nell’affrontare la vita di ogni giorno.

Anni di esperienza da CF

OLTRE 25

Attività preferite nel tempo libero

Lunghe passeggiate all’aria aperta

Dopo la laurea, Rossana Russi sognava di muovere le fila dell’economia e, a distanza di oltre 25 anni di esperienza, le ha viste muovere. Ha assistito all’evoluzione/involuzione del sistema bancario e al cambio di pelle della consulenza. Da consulente finanziario a responsabile della formazione per una primaria banca e poi responsabile commerciale di aree sempre più grandi, fino al controllo di tutto il nord est, è approdata in una “boutique di consulenza”, Copernico Sim, che ha avviato i suoi passi agli albori del 2000 nel multibrand e oggi si ritrova quotata sul segmento Aim di Borsa Italiana. All’interno di questa realtà all’avanguardia, prima in consiglio di amministrazione e successivamente in uno studio professionale privato, ha contribuito a indirizzare l’attività verso la consulenza patrimoniale con un approccio olistico e multidisciplinare. Entrare in questo mondo le ha permesso un confronto continuo e diretto con nuove professionalità, come notai, fiscalisti e avvocati.

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CLAIRE

Sciortino

 

FIDEURAM ISPB

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

L’emergenza sanitaria ha creato molti elementi di difficoltà a livello economico e sociale, ma allo stesso tempo ha aperto nuovi scenari lavorativi come lo smart working. La difficoltà di non poter vedere di persona il proprio cliente ha modificato il rapporto tra consulente e cliente stesso, ma non sempre in un’accezione negativa. Superata la pandemia ci sarà, a mio parere, una maggiore facilità nel comunicare con i propri clienti, in quanto questo periodo di grande difficoltà nell’avere rapporti “vis a vis” ha fatto sì che si siano sviluppati nuovi modi di tele-lavoro e tele-conferenza. E quindi avremo imparato a comunicare anche a distanza in maniera assolutamente profittevole e vantaggiosa.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

In un momento come l’attuale l’importante è mantenere una buona diversificazione del portafoglio, rivedere con il cliente i suoi bisogni e valutare il corretto orizzonte temporale. All’interno di un portafoglio con orizzonte di medio lungo periodo ritengo possa essere opportuno introdurre investimenti su alcuni trend che in questo momento risultano interessanti, come ad esempio biotech, green, salute high tech, economia digitale. Ritengo, comunque, che in questa particolare situazione sia rilevante la consapevolezza e conoscenza da parte del cliente degli strumenti sui quali si investe e la trasparenza di approccio da parte del consulente.

Anni di esperienza da CF

3

Attività preferite nel tempo libero

Tennis e cinema

Claire Sciortino, nata a Milano nel 1974, ha conseguito la maturità classica all’Istituto Orsoline della sua città e la laurea in giurisprudenza all’Università statale di Milano nel 2001. Ha collaborato per 10 anni con una società di organizzazione eventi e marketing, dove ha sviluppato una grande esperienza nelle relazioni con i clienti. Si occupavo principalmente di cercare nuovi clienti e organizzare attività di marketing. Nel 2017, dopo un anno di esperienza al fianco di suo padre, Francesco Sciortino (consulente Finanziario dal 2012 e proveniente da un’esperienza dirigenziale trentennale in banca), ha deciso di prendere l’abilitazione per esercitare la professione di consulente finanziario. Ha esercitato per tre anni in Banca Leonardo e, dal 2020, in Sanpaolo Invest.

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GIUSEPPINA

Serio

 

BANCA WIDIBA

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

Questa pandemia ha reso i clienti molto preoccupati e incerti. Personalmente prediligo l’incontro in presenza, tuttavia il Covid-19 ha abituato il cliente anche al contatto in remoto che non abbandonerò. Ritengo che la nostra professione nel medio-lungo periodo debba cambiare profondamente. Dobbiamo continuare ad acquisire competenze sempre più “avanzate” per erogare una consulenza patrimoniale più personalizzata e specializzata, volta a soddisfare anche i bisogni non finanziari. Servirà, inoltre, un’accuratissima progettazione dell’attività, un utilizzo sistematico di adeguate piattaforme che, analizzando i livelli di utilizzo dei vari servizi, ci aiutino a interpretare meglio i comportamenti dei clienti e a trovare soluzioni più mirate e personalizzate. Indispensabile sarà anche l’organizzazione periodica di incontri di educazione finanziaria, per rendere i nostri clienti sempre più consapevoli.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

Sto operando un riassetto dei portafogli aumentando sensibilmente il numero delle Sicav (non trascurando i “prodotti megatrend”) per migliorare sensibilmente la diversificazione. Un’altra strategia che sto utilizzando con successo è quella di promuovere i Pac in modo sistematico, tema affrontato in più incontri con i clienti. La chiamo “strategia Multipac” e prevede la sottoscrizione di più piani di accumulo su comparti diversi. Pac e volatilità dei mercati in questo 2020 hanno dato tante soddisfazioni in termini di performance, gratificando sia i clienti che noi.

Anni di esperienza da CF

21

Attività preferite nel tempo libero

Azienda agricola di famiglia

Giuseppina Serio, di Gioia del Colle in provincia di Bari, svolge la professione di consulente finanziario dal 1999 e fa parte del Top Private di Banca Widiba dal 2009. Laureata in Economia all’Università di Bari, con master biennale in financial planning all’Università di Siena. Consulente certificato Efpa dal 2002 e dal 2017 certificata Iso Wis. Ha due figli: Vito e Francesco. “Con gli anni è cresciuto il numero di i clienti di elevato standing che, ovviamente, hanno bisogno di una frequente reportistica semplificata, di una consulenza seriamente personalizzata e non limitata solo agli investimenti finanziari”, racconta. Si descrive “carica di energia, capace di trasferire entusiasmo e grinta in ogni circostanza. E nel mio ruolo di opinion leader all’interno della banca ho contribuito e continuo a contribuire allo sviluppo delle idee e degli ambiziosi progetti di Banca Widiba”.

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GIANCARLO

Simionato

 

AZIMUT CAPITAL MANAGEMENT

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

Sono convinto che l’essenza del nostro lavoro non cambierà, continueremo a essere al fianco dei clienti per aiutarli a pianificare gli investimenti e a gestire il loro patrimonio personale, famigliare e aziendale. Quello che, invece, la pandemia ha accelerato in modo irreversibile è l’uso della tecnologia per comunicare con la clientela e queste modalità di interazione digitali continueranno ad essere utilizzate anche una volta superata questa fase.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

Oggi bisogna tener conto del perdurare dei tassi bassi e della ricerca di rendimenti, che portano a dover ampliare l’orizzonte temporale degli investimenti e a suddividere la componente liquida da quella illiquida. Per la parte liquida del portafoglio il suggerimento è di aumentare, anche gradualmente, la parte azionaria privilegiando i mercati asiatici. La componente illiquida (tra il 15-30% del portafoglio) va investita nei private markets attraverso fondi di private equity, private debt, venture capital. In Azimut abbiamo a disposizione su questo segmento più soluzioni e con il nuovo servizio Pir Box la possibilità anche di estendere le agevolazioni fiscali previste dai Pir (esenzione da tassazione sui capital gain e dalle imposte di successione) a tutto il contenitore fiscale massimizzando le opportunità offerte dagli investimenti in economia reale.

Anni di esperienza da CF

33

Attività preferite nel tempo libero

Numismatica e filatelia, passeggiate all’aria aperta, viaggi

Giancarlo Simionato, 66 anni, ha iniziato la sua carriera nel settore all’istituto bancario Sanpaolo di Torino dove ha trascorso due anni. Successivamente ha lavorato nell’allora Banca Popolare di Padova e Treviso e poi, per 7 anni, in Sanpaolo Invest. Nel 1994 è entrato in Azimut, vivendo e partecipando a tutte le fasi di crescita del gruppo (è stato anche consigliere nel cda prima della sim locale, Azimut Triveneto Sim, e poi nel 2015 per un anno nel cda di Azimut Holding). Abita a Piombino Dese, in provincia di Padova, insieme alla moglie Giorgia e a due figli, Marco e Massimo. A quest’ultimo ha trasmesso la passione per la professione e dal 2008 è anche lui consulente finanziario di Azimut Capital Management.

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ANDREA

Tenti

 

CHEBANCA!

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

Il Covid-19 ha stravolto per molti le abitudini, lavorative e relazionali. Ho la fortuna di far parte di un’azienda nata digitale e questo ha rappresentato un vantaggio competitivo importante durante il lockdown: poter già operare da remoto, non solo nell’operatività di base, ma anche nell’attività di consulenza, ha ridotto i disagi al minimo, per noi e per i nostri clienti. Credo fermamente nella consulenza di valore, quella basata sulla relazione e sulla fiducia volta al raggiungimento degli obiettivi di lungo periodo dei clienti, della loro famiglia e della loro azienda. In questo prolungato periodo di emergenza i consulenti preparati e altamente specializzati avranno nuove opportunità di farsi apprezzare e valere, pur in assenza di contatto diretto. Da qui anche l’importanza di poter contare su un’infrastruttura evoluta.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

Nella prima parte dell’anno i mercati finanziari s ono s tati contraddistinti da una elevata volatilità. Nei momenti di forte incertezza si rafforza l’importanza di mantenere il focus su una corretta pianificazione f inanziaria, nel rispetto della regola aurea di perseguire gli obiettivi di investimento del cliente attraverso una asset allocation diversificata. I l consiglio complementare che ci sentiamo di dare è quello di introdurre nel p ortafoglio strategie di investimento sostenibili, tendenzialmente più resilienti nel lungo periodo rispetto alle soluzioni tradizionali.

Anni di esperienza da CF

24

Attività preferite nel tempo libero

Arte e archeologia

Andrea Tenti, 52 anni, è entrato nella rete dei consulenti finanziari di CheBanca! nell’ottobre 2018 come private financial advisor, ruolo dedicato ai professionisti con portafogli in gestione superiori a 50 milioni di euro. Proviene da Azimut Global Advisory, realtà nella quale è approdato nel 2014. Ha iniziato il suo percorso professionale nel 1996 in San Paolo Invest, scegliendo nel 2004 di aderire al progetto di Banca Sara Private di cui è stato partner chiave, per poi rientrare in San Paolo Invest nel 2011, dopo l’acquisizione di Banca Sara da parte di Fideuram. In circa 25 anni di esercizio della professione, Tenti ha acquisito una significativa esperienza nella consulenza evoluta dedicata alla clientela più sofisticata.

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ENRICO

Vaccari

 

CONSULTINVEST INVESTIMENTI SIM

Come cambierà il futuro della consulenza quando questa pandemia sarà conclusa?

La p rofessione del consulente finanziario in questa p andemia si è fortemente rafforzata. I c lienti si sono potuti rivolgere direttamente ai consulenti e trovare supporto e risposte, senza dover prendere appuntamento o senza dover far lunghe code a u no sportello. Il p rofessionista deve fornire un’approfondita v iew dei mercati, riuscire a trasmetterla anche con una semplice ma densa sintesi, portare a conoscenza della clientela le diverse strategie di investimento e, nello specifico, le diverse composizioni dei p ortafogli di investimento. I l consulente f inanziario deve a vere sempre più accesso a u na formazione professionale e p oter lavorare in stretto contatto con la propria società.

Su quali tipi di portafoglio puntare in questo momento?

L’approccio ottimale per la costruzione del portafoglio deve essere un solido mix di diverse strategie di investimento. Un approccio equity protected per i mercati azionari e un’attenta selezione e diversificazione per i mercati obbligazionari globali permettono oggi alla clientela di poter beneficiare di solide performance. Una visione di lungo periodo, un’attenta analisi delle dinamiche macroeconomiche e del prevalente ruolo delle banche centrali devono fortemente influenzare le scelte decisionali per affrontare la decisa volatilità dei mercati, scegliere gestori di forte convinzione, ma che siano sempre trasparenti nelle metodologie di controllo degli innumerevoli fattori di rischio.

Anni di esperienza da CF

OLTRE 30

Attività preferite nel tempo libero

Montagna, vita all’aria aperta, vini della Borgogna

Nato a Modena, dove vive con la moglie e i due figli di 14 e 18 anni, è appassionato di bici e vita all’aria aperta. Dopo un master in negoziazione sui mercati internazionali conseguito in Borsa Italiana, Enrico Vaccari ha ricoperto negli anni incarichi di crescente responsabilità in banche, sim e sgr. È da diciotto anni tra le figure apicali del gruppo Consultinvest, dove oggi ricopre l’incarico strategico per lo sviluppo della clientela private e istituzionale, oltre a essere membro del consiglio di amministrazione. Dal 2018 si dedica allo sviluppo della clientela istituzionale del gruppo, con un approccio che lui stesso descrive così: “La filosofia della consulenza offerta agli istituzionali si basa infatti sull’elevata competenza nell’analisi delle soluzioni di investimento proposte e sulla capacità di interpretare i meccanismi dei mercati finanziari e prevederne l’evoluzione, caratteristica che deriva dalla trentennale esperienza come gestore, dietro agli schermi operativi”.

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