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Chiandetti (Fidelity Int.): Risparmio gestito, crescita al ribasso per la politica

Chiandetti (Fidelity Int.): Risparmio gestito, crescita al ribasso per la politica

“Penso che dovremo rivedere al ribasso le stime 2018-2019, in quanto la volatilità del mercato domestico potrebbe rallentare la crescita della raccolta, ma in alcuni casi, le valutazioni raggiunte scontano in misura importante questo evento”. È quanto ha dichiarato in un’intervista a Milano Finanza Alberto Chiandetti, gestore di Fidelity International, e più precisamente del fondo Fidelity Italia, uno dei fondi specializzata in titoli azionari made in Italy.

Tra le società quotate a Piazza Affari che meritano una speciale menzione c’è Poste Italiane, spiega il gestore: “L’azienda sta attraversando un processo di sviluppo per migliorare la redditività grazie all’utilizzo più efficiente della rete commerciale degli uffici postali e gode di prospettive a mio avviso interessanti”.

Sono state, invece, le banche italiane ad aver sofferto di più la crisi istituzionale di qualche settimana fa: “Le tensioni sul debito pubblico hanno penalizzato le banche in primis, in calo mediamente di circa il 12-13% a tre mesi, in quanto il costo del funding bancario è direttamente proporzionale allo spread”. Ma non solo: “Hanno inoltre sofferto e utilities e i titoli del settore consumi, legati alla domanda italiana. Per contro hanno patito meno i titoli di aziende, che pur italiane, hanno un business globale e in particolare quelle di media capitalizzazione. Ci sono state solamente alcune eccezioni tra società a minore capitalizzazione che hanno risentito della minore liquidità dei loro titoli. Ora nel comparto delle banche mantengo un approccio fortemente selettivo. E’ essenziale considerare che la redditività delle banche beneficerebbe di una normalizzazione dei tassi di sconto da parte della Bce, che purtroppo non è imminente, vista anche l’incertezza generata dalla situazione italiana”, spiega il manager al quotidiano finanziario.

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