Benkendorf (Cio di Vontobel Am): portafogli concentrati, crescita su fondamentali, India e poca Cina - Citywire

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Benkendorf (Cio di Vontobel Am): portafogli concentrati, crescita su fondamentali, India e poca Cina

Benkendorf (Cio di Vontobel Am): portafogli concentrati, crescita su fondamentali, India e poca Cina

"Sono ottimista, non in maniera cieca, ma resto un ottimista. Lo sono anche nei confronti del credito italiano: se i mercati pensassero davvero che i titoli sovrani fossero di qualità peggiore di quelli tedeschi lo spread esploderebbe e invece non succede. Peraltro, in questa fase, i rendimenti italiani sono più razionali di quelli tedeschi".

Il responsabile degli investimenti di Vontobel Am, Matthew Benkendorf (gestore con rating A, in foto), lo ha spiegato chiaramente in occasione del suo passaggio in Italia di questa settimana, "uno dei migliori mercati per la nostra casa di gestione, con investitori pazienti, perfetti per il nostro stile di investimento basato sulla crescita basata sui fondamentali, la quality growth".

"Se un investimento ha valore, puoi star certo che emergerà. La qualità in un portafoglio sono gli asset che non cambiano, che restano stabili per lungo tempo: per questo i nostri portafogli sono molto concentrati, tra le 40 e le 70 posizioni per fondo. Quando compro ragiono come un imprenditore, non come uno speculatore". Buy and let them grow, compra e lasciali crescere.

"I rischi di cui oggi si parla sono già stati scontati dal mercato e non è possibile che l'Europa faccia un passo indietro sull'unione monetaria. Una volta rotte le uova è impossibile ricomporle" ha continuato il gestore del New Jersey ora basato in Florida. "Discorso diverso vale per l'unione fiscale, ma arriverà anche quella, con un ruolo centrale giocato dalla Germania" (da lui oggi sottopesata).

"Le aziende americane oggi appaiono meno spaventate delle europee perchè hanno come principale mercato i consumatori domestici, con un'esposizione minore rispetto ai Paesi emergenti, ma anche negli Stati Uniti bisogna fare dei distinguo".

"Abbiamo ad esempio cominciato a sottostimare il settore dei semiconduttori o quello puramente tecnologico" ha spiegato Benkendorf. "I giganti del settore, come Google o Facebook, ormai sviluppano le innovazioni più importanti nel settore dei beni discrezionali, non essenziali. E la regolamentazione crescente, aumentando i costi in termini di compliance, sta favorendo i colossi rispetto ai concorrenti più piccoli"

"Successe lo stesso quando alle multinazionali del tabacco fu impedito di fare pubblicità. Ne trassero vantaggio proprio i nomi storici, ormai estremamente conosciuti da tutti" è intervenuto Matteo Villani, responsabile italiano di Vontobel Am.

Sui mercati emergenti Benkendorf evidenzia un sovrappeso sull'India ("offre i vantaggi di un Paese anglofono") e un marcato sottopeso sulla Cina.

"Il comunismo cinese non mi sembra positivo sul lungo periodo, ma può esserlo nel breve, poichè dà stabilità, chiarezza e continuità" ha rimarcato il gestore rating 'A' Citywire. "Molti hanno l'impressione che in Cina si possa fare tutto. In realtà questo è vero soltanto a patto di non entrare in conflitto con le strategie del Governo e per un investitore questo è un problema".

"In fondo, analizzando l'andamento finanziario degli ultimi anni, potremmo concludere che gli Emergenti stanno diventando mercati sviluppati e gli Sviluppati stanno somigliando ad emergenti".

 

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