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Banca Generali crescerà nel private banking con la svizzera Valeur. Tutti i dettagli del piano

Banca Generali crescerà nel private banking con la svizzera Valeur. Tutti i dettagli del piano

Banca Generali ha presentato un’offerta vincolante per acquisire del 90,1% di Valeur Fiduciaria, boutique finanziaria attiva nel private banking con sede a Lugano (Svizzera), con l'obiettivo di crescere nella consulenza private. Valeur, dal canto suo, ha accettato l'offerta.

Quest'ultima è stata costituita nel 2009 da gestori indipendenti con esperienza nel settore del private banking in Svizzera e gestisce masse pari a 1,32 miliardi di franchi svizzeri. 

E' quanto emerso dalle linee guida strategiche e dagli obiettivi finanziari messi nero su bianco da Banca Generali per il triennio 2019-2021.

La società vuole conquistare nuove quote di mercato. Le previsioni indicano per il prossimo triennio 2019-2021 un flusso cumulato di raccolta netta superiore ai 14,5 miliardi di euro, di cui 12,6-14,4 miliardi riferiti all’attuale perimetro e 2,1-3,4 miliardi alla raccolta netta delle nuove attività in Svizzera.

Le masse gestite e amministrate per conto della clientela a fine 2021 vengono stimate in un range di 76-80 miliardi. Il dato include il contributo della Svizzera pari a 3,1-4,4 miliardi. La masse riferite ai contratti di consulenza evoluta sono attese a 5,5-6 miliardi.

La banca guidata da Gian Maria Mossa (in foto) si attende, inoltre, di generare una redditività della attività core non inferiore ai 63 punti base, grazie anche al lancio della piattaforma Bg Saxo e ai rinnovati servizi di consulenza dedicati alle imprese, non da ultimo la maggiore erogazione di crediti.

La proiezione del tasso annuo medio composto per i costi
operativi core (al netto del costo del personale di vendita) è del 3-5%. Per quanto attiene, infine, la remunerazione degli azionisti, Banca Generali conferma la sua politica di dividendi (pay-out al 70%-80% degli utili) e stabilisce un livello minimo per il dividendo annuale che non risulti inferiore a quanto distribuito nel 2018 a valere sui risultati dell’esercizio 2017 e pari a 1,25 euro per azione.

La strategia si fonda sulla forte convinzione che il mercato del personal financial services in Italia sia un mercato di ampie dimensioni, ancora non adeguatamente servito.

Da sinistra Marco Bernardi, vice d.g reti commerciali, l'a.d Gian Maria Mossa e Andrea Ragaini, vice d.g con resposabilità sul wealth management

Il piano strategico punta a promuovere nuove modalità di attività e favorire il confronto e la diffusione delle best-practice tra i propri circa 2.000 professionisti, tra wealth manager, private banker, financial planner e relationship manager, rafforzando ulteriormente l’impegno nella formazione.

La società vuole ampliare l’offerta di soluzioni per la  diversificazione e protezione del capitale finanziario e non-finanziario (direttamente o tramite partnership), attivando nuovi servizi dedicati per il settore corporate di piccole e medie dimensioni, tra cui la copertura dal rischio cambio tramite la partnership con Saxo.

Inoltre verrà ulteriormente sviluppata l’attività di credito controgarantito per la clientela. Altro punto cardine del piano è l'espansione internazionale, con l'allargamento delle soluzioni a disposizione dei propri consulenti, attraverso partnership con operatori internazionali.

 

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