Bajaj (AAA, Lombard Odier): È un errore puntare sull'iper-diversificazione - Citywire

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Bajaj (AAA, Lombard Odier): È un errore puntare sull'iper-diversificazione

Bajaj (AAA, Lombard Odier): È un errore puntare sull'iper-diversificazione

"Ho sempre amato studiare le società e i trend. Il credito è il cuore di tutto questo".

Dhiraj Bajaj, gestore AAA di Lombard Odier, ha raggiunto tale eccellenza nei rating Citywire grazie al suo fondo LO Funds - Asia Value Bond SH (EUR) MA, "una strategia di investimento bottom-up a gestione fortemente attiva e un'asset allocation flessibile all'interno dell'universo del credito asiatico hard-currency, per sfruttare le migliori opportunità in base a Paese, settore, maturità dell'investimento, giudizi e singole analisi".

"Il nostro metodo si basa sulla ricerca del valore, in modo da poter raggiungere, nel medio termine, un ritorno totale maggiore rispetto all’indice. Il portafoglio è sempre costituito da posizioni ad alta convinzione ed evito una iperdiversificazione che tende a diluire la creazione di alti rendimenti da singoli investimenti".

"Dedichiamo una valanga di tempo a incontrare direttamente le società in cui investiamo e questo ci aiuta nella costruzione di un portafoglio suddiviso in 11 sotto-insiemi suddivisi in tre livelli costituiti da link corporate, finanziari e governativi" spiega Bajaj.

"Abbiamo scelto di avere un portafoglio misto di posizioni investment grade e high yield, lasciando il rischio durata sui treasury americani senza copertura per la maggior parte del tempo. Questo dà un profilo più equilibrato al fondo, in grado di ridurre l'esposizione alla volatilità sia del credito sia dei tassi di interesse".

"Da quando la Fed ha avviato la normalizzazione dei tassi - prosegue il gestore AAA - siamo passati a investire in obbligazioni a scadenza più lunga, guidati dalle già ripide curve dei rendimenti del credito e dalla prospettiva di appiattimento di quelle dei ritorni da Treasury".

"Abbiamo poi aumentato in modo significativo l'allocazione verso la Cina e abbiamo tratto profitto dai rally di settori come le materie prime e i titoli finanziari".

"Tendiamo ad avere in portafoglio un ventaglio di 70-90 posizioni, con un 20% rappresentato dalle prime 10 esposizioni" puntualizza il fund manager di Lombard Odier. "Diamo un 2-4% del portafoglio a ogni posizione ad alta convinzione, un 1-2% a quelle medie e meno dell'1% a quelle su cui puntiamo meno".

"Oggi il nostro maggior investimento è nella compagnia statale cinese ChinChem, che ha emesso obbligazioni - da noi valutate estremamente economiche - per acquisire Syngenta, per 44 miliardi di dollari. Guardiamo con favore anche alle società cinesi private ad alta capitalizzazione, come Sunac o Evergrande, o alla stabilità garantita, ad esempio, dal produttore di energia indonesiano Paiton Energy".

"Quando troviamo un investimento interessante" puntualizza il AAA Dhiraj Bajaj "vogliamo che raggiunga l'1, il 2, il 3% del nostro portafoglio anzicchè un misero o,2%".

"La iper-diversificazione alla lunga fa sì che i rendimenti si schiaccino sul benchmark, anzicchè puntare all'eccellenza".

 

  

 

 

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