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Anche la compagnia assicuratrice risponde se il suo agente vende un prodotto"fantasma"

Anche la compagnia assicuratrice risponde se il suo agente vende un prodotto"fantasma"

 In ambito finanziario è previsto che in caso di fatto illecito del consulente abilitato la società mandante risponda dei danni che questi abbia causato  al cliente con la sua condotta ( art. 31 del testo unico della finanza). Il medesimo principio è stato stabilito anche per le società di consulenza finanziaria. Anche le scf quindi  rispondono in via oggettiva del comportamento scorretto del consulente autonomo al quale siano legati da un rapporto di collaborazione.

    Ma tali principi sono validi anche per gli agenti assicurativi tanto più che essi distribuiscono anche  dei prodotti con forte componente finanziaria

La Corte di Cassazione si è espressa ancora una volta di recente ( Cass. civ.20787/2018)  stabilendo la piena responsabilità oggettiva  della compagnia assicurativa in caso di fatto illecito dell’agente.

    Il caso sul quale la Suprema Corte è stata chiamata a pronunciarsi riguarda il caso di una famiglia che aveva versato dei premi ad un agente assicurativo, rappresentante legale di una società in nome collettivo e ad un suo collaboratore che non accendevano la polizza i quali  venivano citati in giudizio insieme alla   compagnia assicurativa.

    Quest’ultima, condannata in tutte e due i gradi di giudizio di merito, proponeva ricorso in Cassazione affermando che il fatto che gli attori avessero versato  delle somme in contanti comportava violazione delle regole  che impongono l’utilizzo degli assegni o del bonifico esponendosi quindi  a dei rischi per i quali non poteva essere riconosciuta una responsabilità della compagnia assicurativa in quanto preponente.

    La Suprema Corte rigetta il ricorso della compagnia affermando che, sulla scia di  precedenti  sentenze, in tema di responsabilità di una società per i danni arrecati a terzi dagli agenti nello svolgimento delle incombenze loro affidate, l’accertamento di un rapporto di “necessaria occasionalità” tra fatto illecito dell’agente e l’esercizio della sua attività comporta l’affermazione  di una responsabilità anche a carico  della società.

    Gli Ermellini sottolineano che il principio della “necessaria occasionalità” tipico dell’intermediazione finanziaria  può essere applicato  anche nell’ambito delle prestazioni assicurative in quanto il rapporto trilaterale fra cliente, agente e compagnia di assicurazione ha una struttura analoga.

La Corte di Cassazione facendo riferimento ad una sua precedente pronuncia del 2015 stabilisce che nel giudizio sulla responsabilità di una compagnia di assicurazioni per il fatto illecito di un suo agente che abbia venduto un prodotto assicurativo “fantasma” impossessandosi del denaro versato dal risparmiatore per l’acquisto, il giudice, una volta accertata la responsabilità dell’agente,  deve verificare l’esistenza del nesso di “occasionalità necessaria” tra l’attività del medesimo agente e la commissione dell’illecito ravvisabile ove sia stata agevolata o resa possibile dalle incombenze affidate all’agente mentre non è necessario che il danneggiato provi il dolo o la colpa della società assicuratrice  ovvero di aver verificato la reale esistenza e la riconducibilità della stessa del prodotto venduto.

    Il caso oggetto della sentenza del 2015   al quale fa esplicito riferimento la pronuncia della Cassazione dello scorso agosto atteneva proprio ad un inesistente prodotto finanziario da parte di un agente   di una nota compagnia assicurativa. In quel caso, l’agente che già conosceva i clienti e pur avendo concluso il rapporto di lavoro con la compagnia assicuratrice aveva commesso il fatto illecito utilizzando della modulistica che riportava il logo della medesima società assicuratrice.

Il fatto che quest’ultima collocasse dei prodotti finanziari ( e tuttora svolge tale attività insieme alla distribuzione di quelli assicurativi) ha portato a far sì che i giudici riconoscessero il vincolo di “occasionalità necessaria” tra la condotta illecita dell’agente e le incombenze che lo stesso agente aveva svolto per conto di quella compagnia.

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