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Wealth manager, i dati del ritardo tecnologico della consulenza per grandi portafogli

Wealth manager, i dati del ritardo tecnologico della consulenza per grandi portafogli

Secondo un rapporto della società di consulenza Alpha FMC, le aziende leader nel settore del wealth management stanno affrontando difficoltà finanziarie e culturali nell’approcciare l’era digitale.

L'indagine su 15 società di gestione del risparmio, che gestiscono un patrimonio complessivo di 400 miliardi di sterline, ha rilevato che il 40% degli intervistati ha identificato il digitale come una delle principali priorità.

Tuttavia, il 46% si sta organizzando internamente mentre il 60% ha dichiarato di destinare meno del 10% di tutta la spesa alle iniziative digitali, con il 28% che mancano investimenti nel digitale all’interno della propria società.

Tra gli intervistati c'erano Ceo, Coo, direttori marketing e direttori dell’innovazione di asset manager e provider del settore.

Tra gli intervistati, il 71% ha affermato che l’aver adottato tecnologie precedenti era la principale barriera di cambiamento, mentre il 42% ha messo in evidenza la mancanza di visione da parte del management e il 31% ha identificato la necessità di un cambiamento nella cultura aziendale.

Inoltre, il 42% degli intervistati ha dichiarato che anche la mancanza di competenze tra i dipendenti ha avuto un impatto, con il 58% che ha pianificato lo sviluppo delle proprie capacità digitali all'interno dei propri team attuali anziché in outsourcing.

Osservando che i robo-advisers stanno avendo un impatto dirompente sul settore, Kenn Taylor di Alpha FMC, ha dichiarato: "I wealth manager si stanno accorgendo dell'importanza della digitalizzazione nelle loro attività per rimanere competitivi.

Le richieste dei clienti stanno cambiando e molti si aspettano un servizio digitalizzato.

I wealth manager corrono il rischio di farsi trovare impreparati con un pubblico più giovane”.

Il sondaggio ha rilevato che il 62% dei wealth manager non ha investito nel fintech e non ha intenzione di farlo, mentre solo il 20% sceglierebbe di acquisire un'altra società di fintech o investire direttamente in una.

Il rapporto ha rilevato che la maggior parte degli investimenti in digitale era rivolta a strumenti per i clienti, e nessuno degli intervistati identificava i programmi di intelligenza artificiale (AI) come una priorità assoluta e solo il 7% considerava la robotica come un’opportunità.

Taylor ha dichiarato: “I wealth manager che riescono meglio a digitalizzare le loro attività saranno quelli in grado di trovare un modo efficiente, innovativo ed economico per lavorare con i fintech. Ciò potrebbe avvenire attraverso l'acquisizione o anche lo sviluppo di capacità interne, ma sempre più la tendenza è verso la collaborazione.

La misura in cui essi possono collaborare con i fintech dipenderà da quanto avanzati sono nel loro percorso digitale”.

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