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Unipol, utile in lieve crescita e raccolta in calo di un miliardo

Unipol, utile in lieve crescita e raccolta in calo di un miliardo

Unipol ha chiuso il primo trimestre con un utile netto in crescita del 3,8% a 163 milioni di euro, rispetto ai 157 milioni registrati nello stesso periodo del 2017.

Il risultato è comprensivo della plusvalenza di 309 milioni di euro derivante dalla cessione della partecipazione in Popolare Vita (di cui 306 milioni incidono sul Settore Vita mentre 3 milioni su quello Danni). Al netto di questa componente straordinaria, l’utile netto consolidato normalizzato è pari a 163 milioni di euro, in crescita del 3,8% rispetto ai 157 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

La raccolta diretta assicurativa, invece, si è attestata a 3.292 milioni (3.210 milioni nel 2017, +2,5%), mentre la raccolta diretta Danni ammonta a 1.945 milioni (1.983 milioni al 31 marzo 2017, -1,9%).

Il combined ratio del lavoro diretto del gruppo si attesta al 94,1% (95,1% al netto della riassicurazione), in miglioramento rispetto al 95% realizzato al 31 marzo 2017 (96,5% al netto della riassicurazione), con un loss ratio pari al 67,6%, contro il 68,6% del primo trimestre 2017, e un expense ratio del lavoro diretto pari al 26,4% dei premi contabilizzati, in linea con il risultato al 31 marzo 2017. Il risultato ante imposte del settore Danni è pari a 150 milioni, in calo di due milioni rispetto allo scorso anno.

Nel comparto Vita, escludendo Popolare Vita e la sua controllata Lawrence Life il Gruppo Unipol ha registrato una significativa crescita della raccolta diretta, che al 31 marzo 2018 ammonta a 1.241 milioni (+26,8% a/a). Il risultato ante imposte del settore Vita è pari a 456 milioni (93 milioni in 2017) comprensivo della plusvalenza derivante dalla cessione di Popolare Vita, che incide sul settore per 306 milioni.

Dal punto di vista operativo la raccolta diretta di Unipol Banca si è attestata a 11,1 miliardi, contro i 12 miliard dello scorso anno. Gli impieghi verso clientela, al netto delle svalutazioni, ammontano a circa 7 miliardi, contro i 7,9 miliardi di fine 2017, a fronte del trasferimento dal comparto bancario del portafoglio di sofferenze da Unipol Banca a UnipolReC e a minori crediti verso veicoli a seguito del rimborso di notes di cartolarizzazione. Lo stock di credito deteriorato netto, post scissione, risulta pari a 494 milioni, con coverage sulle sofferenze pari al 77% e sugli "unlikely to pay" pari al 45%.

Infine, il patrimonio netto consolidato ammonta, al 31 marzo 2018, a 7.592 milioni di euro (7.453 milioni al 31 dicembre 2017), il Solvency ratio consolidato si attesta al 181% e la redditività degli investimenti finanziari è al 4,1%.

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