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Tax&Legal Celebrity, Margherita Hack. Tutto scritto nel firmamento... e nel testamento

Tax&Legal Celebrity, Margherita Hack. Tutto scritto nel firmamento... e nel testamento

di Leo De Rosa, fondatore e managing partner dello studio legale e tributario Russo De Rosa Associati

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Tutto scritto nel firmamento... e nel testamento. O almeno questo è quello che credeva la protagonista della nostra storia.

Lei di firmamento se ne intendeva (eccome!), ma a giudicare da come sono andate le cose, evidentemente, di testamento no. 

Margherita Hack (in foto), astrofisica italiana, una delle menti più brillanti della comunità scientifica contemporanea. La sua carriera professionale è segnata da un crescendo di successi e riconoscimenti e la sua vita privata dedicata a due grandi amori: il marito, Aldo De Rosa, sposato nel 1944, e dal quale non ha avuto figli, e gli animali.

Margherita Hack, infatti, amava profondamente e incondizionatamente gli animali e, da un certo punto di vista, sono anche loro protagonisti di questa amara vicenda.

La nostra scienziata lascia questo mondo il 29 giugno 2013, a Trieste, affidando le sorti del proprio patrimonio (alcune proprietà immobiliari e depositi di denari per un valore di circa mezzo milione di euro) ad un testamento, scritto di suo pugno (e, possiamo supporre, senza che nessuno l’abbia consigliata) con il quale destina al marito tutti i suoi beni ma, udite udite, “dopo la nostra morte i depositiandranno lasciati alle seguenti persone e/o famiglie o enti:…”. Segue l’elenco di quelli che Margherita desiderava fossero i beneficiari finali del suo patrimonio, in particolare alcune associazioni animaliste che avrebbero dovuto ricevere degli emolumenti, dal marito Aldo, in sua morte.

Non è forse questo un fedecommesso? E cioè una disposizione testamentaria per la quale chi è istituito erede ha l’obbligo di conservare l’eredità e di trasmetterla, ad un momento stabilito, ad altri. Una disposizione nulla per il nostro diritto delle successioni. 

Sì, è un fedecommesso: un fedecommesso nullo.

Va bene, non fasciamoci la testa prima di rompercela. Aldo, compagno di una vita rispetterà comunque le volontà di Margherita; che importa se la disposizione è nulla o no?! È tutto suo ormai, e farà ciò che ritiene in coscienza di fare. Sicuramente, nel suo testamento si ricorderà dei cani e gatti che la sua consorte tanto amava.

E invece no.

Aldo De Rosa, questo finale, lo cambia. Scrive il suo testamento ed erede universale è Tatjana, la badante albanese. Gli altri a bocca asciutta.

Poteva farlo? Certo che poteva. Le “espressioni di desiderio” (perché solo così possiamo definirle) della Hack non erano in alcun modo vincolanti. Tatjana era una di famiglia e non a caso era stata indicata anche lei come una dei “beneficiari finali” del patrimonio dalla stessa Hack: ma non doveva essere la sola.

Delusione da parte delle associazioni animaliste, e contenziosi giudiziari subito attivati. Ma per dimostrare poi cosa? Che Aldo De Rosa, affetto dal morbo di Alzheimer, non era in grado di intendere e volere?! Temiamo che questo non sarà sufficiente ad ottenere le elargizioni che si aspettavano.

La nostra professoressa, ricordiamolo, era una scienziata, ed era convinta che dopo la morte non vi fosse che il nulla. Per chi muore forse, non certo per chi resta! Chi resta qualcosa se lo aspetta.

Margherita, a chi glielo chiedeva, rispondeva che avrebbe voluto viaggiare nel futuro, “perché, in fondo, quel che è stato lo conosciamo già a sufficienza”. Ha scritto quel testamento forse provando ad immaginarselo quel futuro, ingenuamente pensando che un semplice desiderio sarebbe stato di certo esaudito. Ma questo accade nelle fiabe, non nella vita reale.

Dovremmo cominciare tutti a “viaggiare” nel nostro futuro: ma non possiamo farlo da soli. Nella galassia del diritto occorre farsi guidare, perché commettere errori è semplice, ma rimediarvi, (come questa storia ci insegna) alcune volte è impossibile.

Non lasciamo le cose al caso, riportiamo il nostro sguardo dal cielo alla terra: la buona fede e le buone intenzioni non bastano. 

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