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Tax&Legal Celebrity, Alfred Nobel e il suo testamento esplosivo

Tax&Legal Celebrity, Alfred Nobel e il suo testamento esplosivo

di Leo De Rosa, fondatore e managing partner dello studio legale e tributario Russo De Rosa Associati

 

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Siamo lontani da casa, in una delle più belle città europee. Siamo seduti sul terrazzo del nostro albergo e la nostra giornata comincia con la lettura di un giornale. Passiamo in rassegna le pagine di cronaca, politica ed economia, con i pensieri che, però, già volgono al resto della mattinata e a quel po’ di cose da fare: d’altra parte, anche se ufficialmente siamo in vacanza, abbiamo programmato degli incontri d’affari, sarebbe stata un’occasione sprecata!

E così una giornata come altre è appena cominciata… ma l’ultima pagina di quel giornale non l’abbiamo ancora sfogliata. Un attimo! “Ma è il mio nome quello!”, “e quella foto… ma sono io!”. Più che di incredulità dovremmo parlare di vero e proprio sgomento: sì perché quello che abbiamo appena letto è il nostro necrologio.

Non è finzione letteraria, e non stiamo raccontando la storia de “Il fu Mattia Pascal” nata dalla geniale penna di Luigi Pirandello.

Stiamo raccontando la storia, vera, di Alfred Nobel, quello del Premio Nobel!

Chi era Alfred Nobel? Era un ricco (molto ricco) imprenditore svedese, nato a Stoccolma nel 1833 e conosciuto in tutto il mondo per l’invenzione della dinamite, per la produzione e il commercio di armi ma soprattutto per aver istituito il premio che porta il suo nome e che ogni anno attribuisce un riconoscimento mondiale a quanti si siano distinti nelle scienze, nell’arte letteraria e nell’ impegno sociale.

Tutti sanno cos’è il Premio Nobel, ma non sono così conosciute le sue origini.

Curioso vero che sia stato proprio un imprenditore che ha costruito la propria fortuna sulle armi da guerra e gli esplosivi a desiderare che venisse istituito questo premio?

Era il 1888 quando Alfred perse il fratello Ludwig, morto mentre soggiornava in Costa Azzurra. Un giornale francese, ritenendo per errore che a morire fosse stato Alfred, pubblicò un articolo dal titolo “Le marchand de la mort est mort” (“Il mercante della morte è morto”).

Eccolo qui quel necrologio che ha scosso la coscienza del nostro protagonista: “il mercante della morte”. “Dunque è così che sarò ricordato?” “Questo ho costruito nella mia vita? Una fabbrica di morte? E questa sarà la mia eredità?!”

E così, quella che era cominciata come una giornata come tutte le altre, di colpo non lo è più. In un attimo si trasforma in un viaggio nel futuro, quel futuro che oltrepassa i confini della propria vita. Turbamento, amarezza, delusione, ma poi, subito la consapevolezza, il ritorno alla realtà dopo quel viaggio immaginario nel futuro: “sono ancora vivo, però”, e questo vuol dire “che sono ancora in tempo!”

Ve lo ricordate Ebenezer Scrooge nel “Canto di Natale” di Dickens? Beh, allo stesso modo, Alfred ha visto quel “dopo di sé”. E non gli è piaciuto, non gli è piaciuto affatto. Decise così di scriverlo lui il proprio futuro ricordo, e di non lasciare che fossero gli altri a farlo. Come lo fece? Con l’unico modo possibile: carta, penna e calamaio.

Il 27 novembre 1895, di fronte a quattro sconosciuti testimoni di un club, a Sanremo, annullando ogni precedente disposizione, scrisse il proprio testamento.

Non aveva moglie e figli, quindi, dopo aver minuziosamente elencato tutti i propri beni (un patrimonio valutato in circa 220 milioni di euro odierni), ne destinò una piccola parte ad alcuni parenti, amici e ai domestici.

Ma tutto il resto venne affidato a due esecutori testamentari affinché lo impiegassero in sicuri investimenti attraverso la costituzione di un fondo, con l’impegno di destinarne annualmente gli interessi, “sotto forma di premi, a coloro che durante l’anno precedente avessero dato il più grande contribuito al benessere dell’umanità”.

Così nascono, alla sua morte avvenuta il 10 dicembre 1896, i Premi Nobel per la fisica, la chimica, la medicina, la letteratura e la pace. Bello, vero? A tutti sarà sfuggito un sorriso leggendo questa storia.

Ebbene, nessuno di noi dovrebbe aspettare di leggere il proprio necrologio per capire che finché siamo vivi, sono moltissimi i mezzi che abbiamo a disposizione per decidere che eredità lasciare al mondo. Alfred, con quel testamento si è guadagnato l’immortalità.

Non abbiamo tutti un patrimonio di centinaia di milioni di euro, ma ognuno di noi ha costruito qualcosa, qualcosa che alla fine del viaggio, comunque vada, non potrà portare con sé. Non conquisteremo forse l’immortalità, ma la serenità di aver fatto, comunque, “le cose per bene”, quella sì.

 

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