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Tax & Legal - Perché può convenire versare il premio di produttività al fondo pensione?

Tax & Legal - Perché può convenire versare il premio di produttività al fondo pensione?

L'avvocato Lorenzo Cicero, autore dell'articolo, fa parte dell'Area Normativa e Istituzionale Mefop Spa

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In linea con la tendenza a favorire l’ampliamento dei flussi contributivi verso forme di previdenza complementare spiccano le agevolazioni fiscali del premio di produttività convertito in contribuzione al fondo pensione.

Legge di Stabilità del 2016, Il regime di detassazione dei premi di produttività

Esso si sostanzia nell’applicazione di un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali, con aliquota pari al 10%, entro il limite di importo complessivo del relativo imponibile di 3.000 euro lordi. Tale limite di reddito agevolabile è incrementato fino a 4000 euro per le imprese che prevedono precise forme di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro e il cui premio sia istituito da accordi sottoscritti prima del 24 aprile 2017.

Per i premi previsti in accordi stipulati successivamente a questa data viene meno l’ampliamento del plafond agevolabile che quindi è - per tutte le aziende- pari a 3000 euro; in tal caso, per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro, è previsto invece un regime di parziale decontribuzione su una quota del premio di produttività non superiore a 800 euro.















Relativamente a questa quota.

-          per il datore di lavoro  è prevista una riduzione del 20%  dell’aliquota contributiva per il regime relativo all'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti;

-          per il lavoratore sulla predetta quota non è dovuta alcuna contribuzione.

Gli eventuali importi dei premi di produttività erogati in eccedenza rispetto ai predetti limiti concorreranno a formare il reddito complessivo del lavoratore percipiente e saranno assoggettati a tassazione con l’applicazione delle aliquote ordinarie.

Il regime fiscale agevolato dei premi di produzione fin qui descritto riguarda esclusivamente i lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano percepito, nell’anno precedente a quello di corresponsione dei premi di produttività, un reddito di lavoro dipendente di importo non superiore a 80.000 euro.

Inoltre, ai fini dell’agevolazione, per “premi di produttività” devono intendersi:

-emolumenti retributivi dei lavoratori dipendenti privati di ammontare variabile e la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili in base ai criteri stabiliti da un apposito decreto ministeriale;

-somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.

La nuova disciplina interessa esclusivamente le somme e i valori corrisposti in esecuzione di contratti collettivi territoriali o aziendali.

Le piccole e medie imprese non sindacalizzate, aderenti al Sistema di rappresentanza di Confindustria, potranno accedere all’agevolazione sottoscrivendo uno specifico accordo territoriale.















Se non aderenti a Confindustria potranno, comunque, accedere conferendo  specifico mandato alle associazioni aderenti al Sistema di rappresentanza Confindustria.

La Legge di Bilancio per il 2017, novità in tema di previdenza complementare

I premi di produttività (sempre nei limiti degli importi indicati in precedenza) se versati direttamente dall’azienda al fondo pensione godono di un’esenzione fiscale totale.

Dunque, qualora il lavoratore dovesse optare, in alternativa alla liquidazione in busta paga, per la conversione del premio di produttività (in tutto o in parte, fermi restando i plafond sopra indicati) in contribuzione a forme di previdenza complementare, in tal caso gli importi relativi:

ü  non sono soggetti ad alcuna imposta (neanche a quella sostitutiva del 10%);

ü  non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente, neanche nel caso in cui sforino il plafond di deducibilità di 5164,57 euro;

ü  non vengono tassati neanche in fase di prestazione.

L’esenzione fiscale riservata a tale tipologia di contribuzione per la previdenza complementare, quindi, non sussiste solo in fase di versamento al fondo ma si estende anche al momento della liquidazione del montante previdenziale accumulato, essendo normativamente prevista l’esclusione di tali importi dal calcolo della base imponibile delle prestazioni di previdenza complementare.

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