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Tax & Legal - La fiscalità del “Dopo di noi"

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La Legge sul “Dopo di Noi” rafforza la tutela offerta dagli atti con vincoli di destinazione a protezione dei disabili adulti

In questa prospettiva, la legge n. 112 del 22.06.2016 cd “Dopo di noi” prevede disposizioni fiscali di particolare favore a trust, vincoli di destinazione ex art. 2645-ter codice civile e fondi speciali da contratti di affidamento fiduciario. Più precisamente, l’art. 6 della citata Legge riconosce rilevanti agevolazioni in materia di imposte di donazione e successione, di registro, ipotecaria e catastale.

Come funzionano le agevolazioni

Le agevolazioni sono, tuttavia, subordinate al rispetto di determinati requisiti formali e sostanziali. Innanzitutto è necessario che il vincolo risulti da atto pubblico notarile, il quale evidenzi, in maniera chiara e univoca: la finalità esclusiva di cura e assistenza a favore di persone con disabilità grave; i soggetti coinvolti e i rispettivi ruoli; i bisogni del disabile; le concrete attività assistenziali e il progetto di vita da perseguire; la durata del vincolo coincidente con la morte del disabile; la destinazione del patrimonio residuo alla morte del beneficiario disabile.

Al ricorrere dei detti presupposti, l’atto notarile beneficia del seguente regime fiscale.

a)    Esenzione dall’imposta sulle successioni e donazione, indipendentemente dal legame familiare esistente tra disponente e beneficiario disabile (quindi anche al di fuori della normale ipotesi genitore/figlio). Alla morte del beneficiario disabile, se il patrimonio residuo è attribuito agli stessi disponenti (c.d. “retrocessione” dei beni) o si devolve a favore di ulteriori soggetti con disabilità grave, vi sono le medesime esenzioni fiscali. Se invece il patrimonio residuo è attribuito a soggetti diversi, valgono le regole ordinarie e quindi rileva il rapporto di coniugio o parentela tra disponente, fiduciante e destinatario finale.

b)    Imposte di registro, ipotecaria e catastale, in misura fissa (euro 200). L’agevolazione sicuramente spetta al momento della costituzione del vincolo, quando i beni vengono trasferiti dal disponente al gestore (in esenzione di imposta di successione e donazione), con esclusione quindi dell’applicazione dell’imposta proporzionale. Maggiori dubbi, invece, se riguardi anche i successivi ed eventuali acquisti (onerosi e non) fatti dal gestore in pendenza del vincolo di destinazione. A fronte di un dato letterale non particolarmente limpido, la prudenza in tal caso è d’obbligo, nonostante in tal senso deponga la relazione tecnica predisposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le sopra indicate esenzioni/agevolazioni fiscali sono immediatamente operative e non necessitano, a differenza di altri benefici indicati nella Legge sul “Dopo di noi”, di apposite disposizioni attuative. In tal senso, si è pronunciato il Sottosegretario Luigi Bobba in sede di interrogazione parlamentare (n. 5-10627 – Camera dei Deputati), sentito il Dipartimento delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate.

L’incertezza fiscale dei negozi di destinazione fuori dal perimetro applicativo “Dopo di noi”

E’ il caso, per esempio, dei vincoli di destinazione istituiti a favore di soggetti anziani, persone con handicap non gravi o in condizione di disagio sociale.

Come è noto, infatti, secondo l’attuale interpretazione dell’Agenzia delle Entrate (n. 48/E del 6/08/2007 e n. 3/E del 22/01/2008), il presupposto applicativo dell’imposta sulle successioni e donazioni è la mera costituzione di vincoli di destinazione di tipo traslativo (riservando l’imposta fissa per i soli vincoli privi di tale effetto). Le soluzioni interpretative a cui giunge l’Agenzia delle Entrate non sono poi però del tutto coerenti nelle diverse ipotesi.

Certamente, è auspicabile un definitivo superamento della prassi degli uffici fiscali di legare l’imposizione proporzionale a ogni mutamento nella titolarità del bene immobile, incluso quello iniziale che ha carattere di mera dotazione patrimoniale.

In tal senso, le previsioni  contenute nella Legge 112/2016 consolidano l’impostazione giurisprudenziale (Corte Cass. Sent. n. 21614/2016) secondo cui solo il trasferimento “finale” e “definitivo” farebbe scattare l’imposta proporzionale, mentre il mero atto dispositivo di attuazione del negozio di destinazione non determinerebbe un trasferimento di ricchezza rilevatore della capacità contributiva oggetto del tributo proporzionale.

 

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