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Tax&Legal Celebrity, Alberto Sordi. Un'eredità e 37 parenti

Tax&Legal Celebrity, Alberto Sordi. Un'eredità e 37 parenti

di Leo De Rosa, fondatore e managing partner dello studio legale e tributario Russo De Rosa Associati

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Roma, città eterna, anno 1977: un indimenticabile Alberto Sordi diretto dal magistrale Mario Monicelli in “Un borghese piccolo piccolo”.

Roma, città eterna, anni 2000: una storica villa romana su una piccola collinetta in piazzale Numa Pompilio, a pochi passi dalle Terme di Caracalla, due fratelli, un'ingente eredità, dei fidati maggiordomi, alcuni parenti alla lontana, un testamento, e...  guarda caso... giudici e avvocati. Ciak, si gira.

Solo che questa volta non è la sceneggiatura di un film dell’Albertone nazionale, questa è la vera storia della sua eredità.

Alberto Sordi si spense, senza moglie e senza figli, a Roma nel non lontano 24 febbraio del 2003, all’età di ottantatré anni, lasciando a noi, che in un certo senso siamo un po’ tutti suoi eredi, il prezioso ricordo dei suoi film e alla sorella Aurelia tutto il suo (diversamente prezioso!) patrimonio.

Quello che però riceviamo oggi dalla cronaca è l’amara vicenda giudiziaria che si è aperta quando a lasciare questo mondo è stata Aurelia Sordi, l’amata sorella, che, anch’essa senza marito e senza figli, di quella cospicua eredità aveva disposto con un testamento: Aurelia lasciava i beni del fratello alla Fondazione museo Alberto Sordi, incaricata di "perpetuare la memoria".

Parliamo di due conti correnti per venti milioni di euro circa, la villa di via Druso, fra l’Appia Antica e le Terme di Caracalla, valore stimato altri venti milioni, e le azioni del Campus biomedico di Trigoria, al quale Sordi donò i terreni per costruirlo.

E qui entrano in scena un po’ di nuovi attori... 37 per la precisione, cugini di quinto e sesto grado dei fratelli Sordi, parenti "in linea collaterale", figli di sorelle e di fratelli dei genitori di Alberto, i cui animi, all’apertura del testamento si sono, per così dire, scaldati. E con quale motivazione? È presto detto: Aurelia aveva novantaquattro anni quando scrisse quel testamento e secondo loro, non era più capace di intendere e volere.

Parte la causa penale, con il rinvio a giudizio di dieci persone per circonvenzione d’incapace: un notaio, due avvocati e tutto il personale di servizio di Alberto e di Aurelia Sordi.

Secondo l’accusa Aurelia era stata convinta dai dieci a fare donazioni per due milioni e trecentomila euro e poi a firmare una procura generale a favore di Arturo Artadi, autista e factotum peruviano di Villa Sordi. In altre parole Aurelia era da considerarsi «vulnerabile e assoggettabile»: beh, premurosi i trentasette cugini, che per non farsi mancare nulla si sono costituiti parte civile, dando così il via ad un vero cinema… giudiziario!

E pensare che il mitico Alberto, come tanti cinefili ricorderanno, era solito ripetere: "Parenti non ne conosco e non ne ho"; beffardo il destino che metterà alla mercè di ben 37 di questi "parenti" tutto il suo patrimonio.

Che dire, anche (da lassù) i ricchi piangono: quando il denaro fa troppa gola, a rimetterci è il legittimo desiderio, di chi sta per andarsene, di lasciare un sereno ricordo di sé e della propria vita. "Tutto quello che vogliamo è morire in pace": forse è il caso di ribadirlo.

E allora, aiutiamoli "a morire in pace": quando mancano eredi legittimari (coniuge e figli) c’è la massima libertà possibile per pianificare la propria dipartita, mettere le cose nell’ordine desiderato, in tempo utile soprattutto, prima, cioè, che un eccessivo avanzare dell’età possa aprire varchi in cui famelici "disinteressati parenti"  possano insinuarsi con le contestazioni, decidendo il finale del film più importante di tutti: la nostra vita.

 

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L'autore dell'intervento, Leo De Rosa (in foto qui di seguito), fondatore e managing partner dello studio legale e tributario Russo De Rosa Associati, è specializzato in protezione, trasmissione e cessione del patrimonio imprenditoriale e familiare spaziando dalle riorganizzazioni societarie, alle operazioni di private equity, alla implementazione di strumenti di dialogo generazionale.

La rubrica "Tax & Legal: Celebrity" è dedicata a situazioni che per dimensioni, caratteristiche e significatività rappresentano momenti topici e di svolta del ciclo di vita aziendale e familiare: controversie ereditarie, riassetti imprenditoriali, conflitti matrimoniali e così via.

L’idea è prendere spunto da casi “celebri” estraendone, ove possibile, una “morale”, ovvero indicazioni su come sotto il profilo legale e fiscale sarebbe stato opportuno e/o consigliabile gestire la vicenda raccontata.

Ecco il precedente articolo, dedicato al testamento di Giacomo Puccini.

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