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Tax & Legal - Arbitro per le controversie finanziarie, il primo bilancio

Tax & Legal - Arbitro per le controversie finanziarie, il primo bilancio

L’Arbitro per le controversie finanziarie, operativo dallo scorso gennaio, ha finora registrato la presentazioni di 1122 ricorsi e già 30 decisioni.

Dei numerosi ricorsi (58mila euro di importo medio richiesto), che hanno coinvolto principalmente banche rispetto sgr, sim, assicurazioni e imprese di investimento, 76 sono stati dichiarati inammissibili  (65 per incompetenza e 11 per indeterminatezza della domanda) e 23 irricevibili (21 per assenza di reclamo e 2 per mancato rispetto del termine di 60 giorni dal reclamo). 

Citywire ha chiesto al presidente dell’organo arbitrale, Gianpaolo Eduardo Barbuzzi (in foto), come l’organo arbitrale stia rispondendo alle aspettative degli investitori e quali siano le maggiori tendenze che caratterizzano questo neo-organismo.

 

1) Sulla base dei ricorsi presentati è possibile individuare un investitore medio per età, genere e territorio?

La platea degli investitori che hanno presentato ricorso all’Acf - ancorchè piuttosto ampia e diversificata - non ha fatto emergere finora differenziazioni degne di note per età e genere, se non che prevalgono ovviamente fasce di età “mature”, cioè di risparmiatori che hanno avuto modo nel corso degli anni di accantonare liquidità che hanno, ad un certo punto, deciso di convertire in investimenti finanziari.

Sotto il profilo territoriale, invece, si può rilevare una decisa prevalenza quantitativa di ricorsi presentati da investitori residenti in regioni del nord Italia, il che non sorprende se si tiene conto non solo della distribuzione geografica della ricchezza pro-capite su base nazionale, ma anche di alcune vicende bancarie che hanno visto particolarmente coinvolti risparmiatori di specifiche zone del nostro territorio.

 

2) Sono gli investitori più qualificati a rivolgersi al Collegio arbitrale?

Non direi; anzi, a fronte di investitori “sofisticati” e con significative disponibilità finanziarie, quelli che prevalgono in larga parte tra gli investitori che si sono finora rivolti all’Acf sono i piccoli risparmiatori che hanno avuto problemi con il proprio intermediario.

Questo, d’altronde, è in linea con una delle finalità principali dei sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie (Adr), che è quella di assicurare una sede di giustizia, alternativa alla via giudiziaria, soprattutto ai cosiddetti “casi minori”.

A questo proposito devo, nello stesso tempo, evidenziare che il valore medio unitario delle controversie relative ai ricorsi finora pervenuti è di poco inferiore ai 60.000 euro, dunque di rilievo economico comunque non trascurabile.

 

3) Quali sono le tematiche più ricorrenti riscontrate nel primo semestre di attività dell’organo arbitrale?

Riguardano il corretto adempimento da parte degli intermediari degli obblighi informativi relativi alle fasi precedente e successiva alla conclusione del contratto d’investimento, soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione dei rischi insiti nell’operazione d’investimento proposta e la sua adeguatezza rispetto alle aspettative del cliente ed al suo profilo di rischio.

I servizi di consulenza finanziaria e di esecuzione ordini sono quelli su cui si è concentrata una parte cospicua del monte-ricorsi nei primi mesi di attività dell’Acf (in tutto 1.122 ricorsi pervenuti nel semestre 9 gennaio/8 luglio 2017).

 

4) Sono state poste all’attenzione del Collegio arbitrale questioni di competenza?
Sì, ed hanno riguardato soprattutto questioni relative agli ambiti delle competenze Acf, rispetto ad altri organismi arbitrali; mi riferisco, in particolare, all’Arbitro Bancario Finanziario operante presso Banca d’Italia. Vi sono stati dei casi in cui il ricorrente non aveva effettivamente ben chiaro il discrimine di competenze tra i due Organismi.

A questo proposito, prima di inoltrare ricorso, suggerisco agli interessati di consultare il sito Acf (www.acf.consob.it), dove è presente un’apposita sezione informativa contenente notizie utili a questo proposito, o a contattarci via mail (info.acf@consob.it) oppure al numero telefonico 06 8477850.

Questo per evitare di inoltrare ricorsi su controversie che non rientrano nel perimetro delle competenze dell’Arbitro Consob e che, in quanto tali, sarebbero dichiarati irricevibili. Circa un centinaio dei ricorsi finora pervenuti sono stati dichiarati improcedibili per problemi di competenza ma anche per questioni di natura formale, come ad esempio la mancanza del previo reclamo all’intermediario, che rappresenta una condizione di ricevibilità del ricorso all’Acf.

 

5) Nelle decisioni di questo primo semestre avete individuato dei principi di diritto che avete richiamato in casi successivi?

Finora abbiamo assunto oltre 30 decisioni, relative ad altrettanti ricorsi; tra queste decisioni, ve ne sono alcune in cui il Collegio, dopo ampia ed approfondita disamina, è pervenuto all’elaborazione di principi applicativi del quadro normativo di riferimento di cui abbiamo tenuto conto in casi successivi analoghi e che certamente rappresenteranno punti di riferimento importanti anche per la trattazione di futuri ricorsi vertenti su questioni analoghe. Insomma, si sta progressivamente formando una giurisprudenza dell’Acf.

 

6) Sono stati rilevati dei profili di criticità o la struttura dell’Organo ha funzionato secondo le aspettative in questi primi mesi di attività?
Il Collegio arbitrale sta operando con grande armonia e unità d’intenti; al suo interno sono presenti professionalità di grande esperienza ed autorevolezza, il cui apporto si sta rivelando estremamente prezioso. Devo aggiungere che l’afflusso dei ricorsi è in forte crescita, soprattutto in questi ultimi mesi (273 nel solo mese di giugno), e se questo trend dovesse trovare conferma o ulteriormente incrementarsi nel prossimo futuro, non nascondo che ciò potrebbe crearci problemi di non agevole soluzione in termini di sostenibilità del carico di lavoro, considerato soprattutto il ristretto arco temporale entro cui l’Acf è chiamato ad assumere la decisione (180 giorni circa dalla presentazione di ciascun ricorso). Stiamo, comunque, tenendo sotto controllo il fenomeno, anche al fine di individuare e porre in essere, il più tempestivamente possibile, contromisure idonee.  

 

 

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