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Successioni, come comportarsi con il conto corrente bancario

Successioni, come comportarsi con il conto corrente bancario

A cura dell'avvocato Massimo Perini 

 Anche il rapporto di conte corrente bancario, come tutti i rapporti facenti capo al de cuius (sono esclusi quelli personalissimi, per loro natura intrasmissibili, come ad esempio il rapporto di lavoro subordinato o l’obbligo di mantenimento del coniuge nella separazione, ecc.)  rientrano nella sua successione ereditaria. E’ evidente che il consulente deve avere la preparazione tecnica per informare i propri clienti circa le conseguenze pratiche ed operative, in sede successoria, riconducibili all’esistenza di rapporti di conto corrente presso uno o più istituti.

 Il conto corrente bancario

 Il contratto bancario di conto corrente è un contratto “atipico”, cioè un contratto non espressamente disciplinato all’interno del nostro codice civile (a differenza del meno conosciuto e diffuso contratto di conto corrente ordinario non bancario che è un contratto tipico, ma che presenta caratteristiche e funzionalità diverse).

Può essere definito come quel contratto tra banca e cliente (correntista) attraverso il quale vengono regolate in conto corrente i crediti derivanti da rapporti di deposito, aperture di credito ed altre operazioni bancarie.

La cointestazione 

Spesso si assiste alla cointestazione di rapporti di conto corrente. Ciò accade spesso tra coniugi, genitori e figli o tra fratelli. La decisione di mantenere cointestate posizioni bancarie il più delle volte è dettata da motivi di comodità.

In realtà è bene far osservare al cliente che la cointestazione può avere dei risvolti pratici inaspettati.

Anzitutto occorre tener presente che in caso di cointestazione del conto, le somme depositate si presumono di proprietà per pari quota in capo a ciascun cointestatario. E se invece la provvista era solo di uno dei due cointestatari, cosa succede in caso di successione ereditaria?

Per esempio Tizio, separato e con due figli, cointesta un conto corrente con la convivente Mevia. I danari depositati in conto sono per il 70% di Mevia, mentre Tizio è proprietario del 30% e dell’accredito della sua pensione in conto. Tizio improvvisamente viene a mancare. Si presume che le somme depositate in conto appartengano per il 50% a ciascun correntista, salvo prova contraria.

Gli eredi di Tizio, moglie e figli, pretenderanno il 50% delle somme depositate, mentre graverà sulla convivente Mevia superare la presunzione delle pari quote fornendo prova contraria. Auguri a Mevia.

 Il saldo attivo

Il rapporto di conto corrente può avere saldi attivi o passivi. Che trattamento hanno in successione le due diverse posizioni? Vediamo.

Sempronio viene a mancare. Lascia in successione degli immobili ed un conto corrente bancario con saldo attivo per € 25.000,00.

In tal caso, dal punto di vista meramente civilistico, gli eredi subentranti nel rapporto con la banca vanteranno un credito per pari importo.

Dal punto di vista meramente fiscale-successorio, il saldo attivo di conto corrente rappresenta un credito fruttifero, che va indicato in dichiarazione di successione comprensivo degli interessi maturati sino al giorno dell’apertura della successione.

Va ricordato al cliente che le somme depositate in conto corrente non godono dell’esenzione da imposta di successione, come invece avviene, per esempio, con l’investimento in titoli di Stato.

 Il saldo passivo 

Diversa la situazione concreta in presenza di saldi passivi.

Sempre il povero Sempronio, in questo caso, viene a mancare e lascia, tra l’altro, un saldo di conto corrente bancario passivo per € 25.000,00.

Dal punto di vista civilistico, è evidente che si tratta di un debito del defunto, che cadrà in successione. Gli eredi, in tal caso, ne risponderanno pro-quota.

Dal punto di vista meramente fiscale, gli eredi potranno beneficiare della relativa deduzione. Sarà necessaria la produzione del certificato rilasciato dall’istituto di credito da cui deve risultare l’integrale svolgimento del conto dal dodicesimo mese anteriore all’apertura della successione o, se precedente, dall’ultimo saldo attivo.

 

 

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