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SdR18, i Pir oggi secondo Mef e Agenzia dell’Entrate

SdR18, i Pir oggi secondo Mef e Agenzia dell’Entrate

Patrizia Claps, Agenzia delle entratechiarimenti in tema di Pir e Ilario Scafati, Mef, si confrontano sui offerti rispettivamente nella circolare 3/E del Febbraio 2018 e le linee guida Mef del 4 Ottobre 2017.

Ricordiamo che i Pir sono essenzialmente dei “contenitori fiscli” (O.I.C.R, gestione patrimoniale, deposito titoli, contratto di assicurazione) all’interno dei quali è possibile far confluire strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, quote O.I.C.R) o somme di denaro che al verificarsi di determinate condizioni di investimento risulteranno esenti da tassazione dei redditi finanziari generati dagli investimenti e dall’imposta di successione.

Il riconoscimento delle agevolazioni fiscali è subordinato ai vincoli di composizione del portafoglio del piano, al periodo minimo di possesso di 5 anni di detenzione degli strumenti finanziari, al limite quantitativo all’investimento annuale in 30.000 euro con un tetto massimo complessivo di 150.000 euro.

Minori e Pir

Tra le questioni dibattute è stata affrontata la questione della possibilità di intestare un Pir ad un minore. Per quanto la legge non ponga limiti di età l’Agenzia delle entrate ha ritenuto di chiarire la posizione del minore che ha una sua specificità tanto è vero che in altre giurisdizioni, come ad esempio quella inglese, è stato previsto un prodotto ad hoc con particolari regole di funzionamento.

In Italia l’Agenzia dopo avere ribadito che i redditi eventualmente conseguiti da quest’ultimi sono soggetti all’usufrutto legale dei genitori, ha chiarito che il regime di non imponibilità proprio dei Pir si applica solo nel caso in cui il genitore usufruttuario non sia contemporaneamente titolare di un altro Pir e fornisca una dichiarazione in tal senso all’intermediario.

Variazione residenza fiscale

Per beneficiare delle agevolazioni fiscali del PIR il titolare deve restare residente nello stato italiano per tutto il periodo dell’investimento.

Se il titolare si trasferisce all’estero il regime di non imponibilità si consolida per gli anni in cui la residenza era in Italia e viene meno per quelli in cui la residenza è trasferita all’estero.

In caso di rientro se il titolare conferisce i titoli in un nuovo Pir questi sono conferiti al valore originario ma l’holding period ,in pratica, si azzera e ricomincia  a decorrere dal momento del rientro.

Vincoli di composizione del portafoglio

Ricordiamo che i Pir possono contenere investimenti qualificati nella misura del 70% ossia strumenti finanziari emessi da imprese italiane o imprese estere con stabile organizzazione in Italia (di cui il 30% emessi da società diverse da quelle inserite nel FTSE MIB o in altri indici equivalenti)  e il 30% in investimenti liberi  ossia altri strumenti finanziari  compresi depositi e conti correnti . L’investimento inoltre può avvenire sia direttamente che indirettamente tramite OICR, Pir  compliant .

A riguardo l’Agenzia delle entrate ha chiarito che il vincolo del 10% vale separatamente per i conti correnti e depositi.

Ai fini dell’individuazione dei cd “investimenti qualificati” viene puntualizzato che occorre fare riferimento alla nozione di “strumento finanziario” contenuta nell’art. 1 del Tuf.

Vi rientrano gli strumenti finanziari derivati?

Solo se non snaturano l’oggetto dell’investimento del piano, ossia solo se hanno la finalità esclusiva di coprire perdite derivanti da investimenti qualificati e, aggiunge l’Agenzia delle Entrate, se sono ricompresi nella quota libera del 30% del patrimonio di quotazioni di OICR, Pir complaint detenute dall’investitore.

Attenzione però al caso in cui gli eventuali rendimenti dovessero superare le perdite derivanti da investimenti qualificati poiché in questo caso andranno tassati.

Vi rientrano gli investimenti in Spac (Special Purpose Acquisition companies)?

La Spac è società costituita per fare un investimento collettivo e poi sparire. Sono strumenti di investimento che, dopo aver identificato una azienda da acquisire, servono a raccogliere capitale con lo scopo di arrivare alla quotazione nel mercato.

Ai sottoscrittori vengono offerte units, un mix costituito da un’azione della spac cui si aggiunge un warrant gratuitamente assegnato ai sottoscrittori.

Il regolamento gestione collettiva del risparmio non considera derivati i warrant e i diritti di opzione connessi ad operazioni sul capitale delle società emittenti. Il loro valore aumenta la posizione del titolo cui si riferiscono.

A parere delle autorità dovrebbero rientrarvi in quanto il warrant attribuisce il diritto (e non l’obbligo) ad acquistare o vendere titoli ad un prezzo prefissato.

Vi rientrano i titoli emessi in Spv?

Le Special Purpose Vehicle (Spv o Società Veicolo) sono società, o altro soggetto giuridico diverso dalla banca, costituite per veicolare attività finanziarie cedute da terzi, in particolare con lo scopo di effettuare una o più cartolarizzazioni.

La legge parla di strumenti finanziari emessi da imprese e non pare fare riferimento ad altre operazioni di tipo finanziario. Qui siamo di fronte a un titolo che rappresenta un credito e le autorità dubitano che si possa includere un credito in un Pir.

Holding period

Se non si rispetta il vincolo di detenzione di 5 anni viene recuperata la tassazione secondo le regole ordinarie dei redditi medio tempore percepiti insieme agli interessi e tassazione dell’eventuale reddito derivante dalla cessione.  

Nella circolare l’Agenzia delle Entrate non fa riferimento alla possibilità di compensare il versamento delle imposte recuperate con altre imposte ma non pare nulla lo possa escludere.

Limite quantitativo all’investimento  

Il platfond annuale è di 30.000 euro, quello complessivo di 150.000 euro per piano. Il compito dei versamenti si considera al netto degli oneri.

In caso di disinvestimento (prima o dopo i 5 anni ) come incide sul platfond complessivo e annuo?  Si riduce il platfond nella misura pari al costo medio ponderato dei titoli disinvestiti.

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