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Riflettori su... Obbligazioni convertibili globali. Afflussi in aumento, ma scarse performance

In Italia operano nel comparto 67 fund manager (di 36 case), responsabili di 51 strategie. Ecco chi sono i tre migliori gestori specialisti del comparto secondo il team di analisti Citywire

Nel corso dell’ultimo anno, il comparto delle obbligazioni convertibili ha avuto una ripresa costante in quanto gli investitori hanno cercato riparo dai rialzi dei tassi.

L’interesse sulle convertibili deriva sia dalle caratteristiche che lo rendono interessante come l’azionario, ma anche dalla possibilità di trarre vantaggio da uno scenario di tassi di interesse in aumento, laddove invece gli investimenti obbligazionari tradizionali soffrono.

I titoli convertibili sono obbligazioni societarie, ma con la caratteristica aggiuntiva di essere convertiti in un numero fisso di azioni ordinarie: alla luce di questo diritto insito nei prezzi, hanno pertanto la capacità di beneficiare delle fasi di rialzo dell’equity sottostante.

I flussi verso questo settore sono quindi aumentati nel corso del primo trimestre di quest'anno, rispetto all'anno precedente. Nel primo trimestre 2017, il settore globale obbligazioni - convertibili aveva infatti registrato deflussi per 52 milioni di dollari, mentre nei primi tre mesi del 2018 il settore ha avuto un aumento degli afflussi pari a 2,39 miliardi di dollari.

Tuttavia, le performance dei fund manager del settore sono state scarse negli ultimi tre anni.

Su questo orizzonte temporale, calcolato fino alla fine di marzo, solamente il 26% dei gestori nel settore è stato in grado di sovraperformare il proprio benchmark di riferimento.

I risultati appaiono leggermente migliori su un orizzonte limitato a un anno: in questo caso, il 42% dei gestori è riuscito a sovraperformare il proprio benchmark.

Con meno della metà dei gestori che monitoriamo nel settore bonds-convertibles global in grado di sovraperformare il mercato, nelle pagine seguenti segnaliamo i manager che hanno realizzato, nel settore, i migliori rendimenti triennali adeguati per il rischio, con un occhio di attenzione anche al loro rendimento a breve termine di un anno.

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Nel corso dell’ultimo anno, il comparto delle obbligazioni convertibili ha avuto una ripresa costante in quanto gli investitori hanno cercato riparo dai rialzi dei tassi.

L’interesse sulle convertibili deriva sia dalle caratteristiche che lo rendono interessante come l’azionario, ma anche dalla possibilità di trarre vantaggio da uno scenario di tassi di interesse in aumento, laddove invece gli investimenti obbligazionari tradizionali soffrono.

I titoli convertibili sono obbligazioni societarie, ma con la caratteristica aggiuntiva di essere convertiti in un numero fisso di azioni ordinarie: alla luce di questo diritto insito nei prezzi, hanno pertanto la capacità di beneficiare delle fasi di rialzo dell’equity sottostante.

I flussi verso questo settore sono quindi aumentati nel corso del primo trimestre di quest'anno, rispetto all'anno precedente. Nel primo trimestre 2017, il settore globale obbligazioni - convertibili aveva infatti registrato deflussi per 52 milioni di dollari, mentre nei primi tre mesi del 2018 il settore ha avuto un aumento degli afflussi pari a 2,39 miliardi di dollari.

Tuttavia, le performance dei fund manager del settore sono state scarse negli ultimi tre anni.

Su questo orizzonte temporale, calcolato fino alla fine di marzo, solamente il 26% dei gestori nel settore è stato in grado di sovraperformare il proprio benchmark di riferimento.

I risultati appaiono leggermente migliori su un orizzonte limitato a un anno: in questo caso, il 42% dei gestori è riuscito a sovraperformare il proprio benchmark.

Con meno della metà dei gestori che monitoriamo nel settore bonds-convertibles global in grado di sovraperformare il mercato, nelle pagine seguenti segnaliamo i manager che hanno realizzato, nel settore, i migliori rendimenti triennali adeguati per il rischio, con un occhio di attenzione anche al loro rendimento a breve termine di un anno.

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3° - Il team composto da David Keetley e Stephen McCormick di Polar Capital, responsabile del fondo Polar Capital Global Convertible.

Risk Adjusted a 3 anni: 0,85%

Risk Adjusted a 1 anno: 2,81%

Deviazione standard a 3 anni: 5,21%

Esperienza nel settore:  4 anni e 7 mesi

Quote di mercato: 1,65%

Il portafoglio è investito per il 43,5% in Europa e il 38,35 negli Usa, e infine per il 18,2% circa in Asia.

Dal punto di vista settoriale le principali esposizioni sono su healthcare e IT.

Sui 12 mesi il fondo si colloca al terzo posto per rendimento totale (7,3% contro la media settoriale di 1,4%).

 

 

 

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2° - Il gestore Daniel Björk di Swisscanto Invest Züercher Kantonalbank, responsabile del fondo Swc (Lu) Bf Coco.

Risk Adjusted a 3 anni: 0,86%

Risk Adjusted a 1 anno: 2,47%

Deviazione standard a 3 anni: 5,33%

Esperienza nel settore:  5 anni e 6 mesi

Quote di mercato: 1,62%

In termini di rendimento assoluto il fondo è primo (su 53 peer) su un orizzonte di tre anni.

L’obiettivo del fondo è ottenere ritorni adeguati nel lungo termine e per far questo investe in modo particolare in contingent convertible capital bond.

 

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1° - Il gestore Stephanie Zwick di Fisch Asset Management, responsabile del fondo Fisch CB Global Opportunistic.

Risk Adjusted a 3 anni: 1,09%

Risk Adjusted a 1 anno: 3,57%

Deviazione standard a 3 anni: 2,97%

Esperienza nel settore:  4 anni e 4 mesi

Quote di mercato: 0,45%

Già a fine marzo era il miglior fondo in termini di performance pesata per il rischio su un orizzonte temporale di tre anni e nel primo decile sui dodici mesi.

A fine aprile la duration effettiva del fondo era di 2,18 anni, con un sovrappeso sui titoli ciclici e un alleggerimento sui tecnologici.

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