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Riflettori su... Obbligazionario mercati emergenti. In valuta locale

Riflettori su... Obbligazionario mercati emergenti. In valuta locale

Le società di asset management hanno buone probabilità di lanciare fondi in settori in cui vi è una domanda da parte degli investitori. Ma è veramente così?

Nei primi nove mesi del 2017 i settori con il maggior numero di nuovi fondi, in Italia, sono stati i “bond globali” (26 fondi), i “Mixed Assets - Eur bilanciato” (23 nuovi fondi) e i “Mixed Assets - Conservative Eur” con 19 lanci di fondi. 

Invece gli afflussi di denaro vanno da tutt’altra parte.

Sempre in Italia, i primi tre settori in termini di raccolta, da inizio dell'anno a fine settembre, sono stati i bond globali, i bond mercati emergenti in valuta locale (local currency) e i bond mercati emergenti in valuta forte (hard currency).

Le due statistiche hanno in comune il comparto degli obbligazionari globali, ma tra gli investitori è il debito emergente che va per la maggiore. Eppure vi sono stati solo tre nuovi fondi obbligazionari emergenti in valuta forte, e nessuno in valuta locale. Basta questo per capire che c'è una chiara disconnessione tra i settori di cui le società di gestione propongono nuovi prodotti e quelli che invece interessano gli investitori.

Il comparto obbligazionario emergenti ha vissuto fasi alterne: nell’estate del 2015 il crollo del mercato cinese con successiva svalutazione dello yuan e caduta delle materie prime, mentre nel 2016 le commodity sono state tra i migliori asset per performance e la ricerca di rendimento ha spinto di nuovo gli investitori sui bond emergenti. Inoltre, le emissioni local currency beneficiano dell’appeal di un possibile rafforzamento delle valute nazionali.

Ecco i tre gestori nel settore Bonds - Emerging Markets Global Currency con i migliori risultati in termini di rendimento/rischio.

Il gestore Thierry Larose (in foto, sopra) di Degroof Petercam, responsabile del fondo DPAM L Bonds Emerging Markets Sust B EUR Cap

Larose è il gestore migliore del settore su orizzonte triennale in termini di rendimento/rischio. Dei tre fund manager elencati è anche quello che ha assunto meno rischio per ottenere il proprio rendimento. A fine settembre le sue posizioni sui Paesi del Sud America in generale e sull’Argentina in valuta locale hanno avuto risultati positivi, mentre hanno pesato sia il non posizionamento su Russia e Malesia sia l’esposizione alla rupia indiana.

Il gestore Paul Nash di Amundi, alla guida del fondo Pioneer SF Emerging Markets Bond 2019 E Dis H EUR

Nash è il secondo miglior gestore di questa classifica di settore. Da luglio 2014 gestisce il fondo Pioneer SF Emerging Markets Bond 2019 E DisH. L’approccio di Nash è quello di investire per ottenere un reddito e un apprezzamento del capitale su un arco temporale di cinque anni con una duration non superiore a 12 mesi.

Il gestore Martin Marinov di Raiffeisen CM, responsabile del fondo Raiffeisen-Emerging Markets-LocalBonds R VTA.

Marinov gestisce il fondo Raiffeisen Emerging Markets-Local Bonds R da novembre 2013, avendo sostituito il precedente fund manager Stefan Grünwald. Marinov mira a generare un reddito regolare e investe almeno il 51% degli attivi dei fondi in obbligazioni emergenti denominate in monete locali.

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