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Riflettori su... Azionario emergente

Riflettori su... Azionario emergente

I mercati emergenti trovano generalmente poco spazio nei portafogli dei risparmiatori, di modo che qualsiasi reazione eccessiva del mercato può rappresentare un’opportunità di investimento. È stato così per i mercati azionari emergenti globali, settore che nel 2016 ha alternato alti e bassi.

Dopo la crisi finanziaria globale, l’azionario dei mercati sviluppati è diventata l’asset class di riferimento ed è tra i principali beneficiari del rally di mercato post-crisi, propiziato dalla forte iniezione di liquidità da parte delle banche centrali. Tuttavia, il 2016 ha registrato un cambio di rotta, con l’azionario emergente che ha sovraperformato quello dei paesi sviluppati.

I mercati emergenti, misurati dall'indice MSCI Emerging Markets TR, hanno riportato rendimenti dell’11,6% in USD nel corso del 2016, mentre i mercati sviluppati, misurati dall'indice MSCI World TR, sono saliti dell'8,1%.

Due dei paesi emergenti con le migliori performance sono stati ​​Brasile e Russia. L’indice MSCI Brazil TR ha riportato un rendimento annuale in USD del 66,7%, mentre quello dell’indice MSCI Russia TR ha registrato rendimenti del 61,6%. Le economie di Brasile e Russia sono ancora in contrazione, ma si ravvedono segnali di miglioramento che potrebbero influenzare in modo significativo il tasso di crescita.

Nel frattempo la crescita della Cina, che ha dato qualche grattacapo agli investitori, ha mostrato segni di stabilità e rimane a livelli solidi rispetto alla maggior parte delle altre grandi economie, nonostante nel 2016 l’indice MSCI China TR abbia reso solo l'1,1%.

Va poi tenuto in considerazione che i mercati azionari globali hanno subito e continuano a subire una vistosa rotazione dalle strategie di investimento growth a quelle value, che hanno sovraperformato nel 2016.

La stessa dinamica ha interessato i mercati emergenti: nell’analisi che segue, segnaliamo i primi tre gestori con il miglior rendimento corretto per il rischio a un anno (misurato a fine dicembre 2016) e, non a caso, tutti e tre sono accomunati da una vocazione per gli investimenti di tipo value.

Il gestore Matt Linsey di Gam, responsabile del fondo GAM Star North of South EM Equity. Il suo stile di investimento tende a privilegiare i titoli value, grazie al quale l’anno scorso ha raccolto i migliori frutti dei mercati emergenti. Circa un quinto del suo portafoglio è investito nel settore tecnologico, con Samsung Electronics come principale partecipazione. A livello geografico Linsey preferisce Corea del Sud (22%) e Cina (17%).

Il gestore Giovanni Da Ros di Fideuram Sgr, responsabile dei fondi Fonditalia Equity Global Emerging Markets e Interfund Equity Global Emerging Markets. Per quest'ultimo lo stile di investimento predilige le società large cap con un focus sui profili di tipo value. A fine gennaio 2017 il suo portafoglio è investito in Paesi emergenti asiatici, azioni di titoli finanziari e nel settore tecnologico.

Il gestore James Donald di Lazard Am, responsabile del fondo Lazard Emerging Markets Equity, che ha garantito ritorni positivi sia a un anno sia a cinque anni. A fine dicembre il fondo si distingueva per un sovrappeso nel settore finanziario e delle telecomunicazioni, e per un sottopeso nei materiali e nei beni di consumo discrezionali relativamente all'indice MSCI Emerging Markets.

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Gestori

Giovanni Da Ros
Giovanni Da Ros
71/157 di Mercati Emergenti globale (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 10,78%
James Donald
James Donald
106/157 di Mercati Emergenti globale (Performance su un periodo di 3 anni) Ritorno medio: 4,84%