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Riflettori su... Azionario di frontiera

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Il 14 giugno 2016 l’MSCI ha annunciato la “promozione” del Pakistan da mercato di frontiera a mercato emergente. La riclassificazione comincerà da giugno 2017.

Allo stesso tempo, l’istituto responsabile degli indici azionari sta prendendo in considerazione anche la riclassificazione dell'Argentina da mercato di frontiera a emergente, e per la Nigeria da mercato di frontiera a uno status autonomo, decisioni che dovranno essere confermate sempre a giugno.

Cosa significa questo per il benchmark MSCI Frontier Markets, per i gestori che operano nel settore Equity – Frontier Markets e, più in generale, per gli investitori nei mercati di frontiera?

Il Pakistan rappresenta attualmente il 9,05% del paniere di Paesi compresi nell’indice, l'Argentina ben il 17,8% e la Nigeria il 7,5%. Insieme, questi Paesi rappresentano attualmente il 34,35% dell'indice. Al momento non ci sono indicazioni su nuovi Paesi che potrebbero essere inclusi nell'elenco dei mercati di frontiera per sostituire quelli che ne usciranno.

Ciò rende più rischiosa l’asset class, con minori possibilità di investimento per i gestori che hanno requisiti rigorosi per la selezione dei titoli nei mercati di frontiera. L’indice perde alcuni dei Paesi più grandi e più liquidi, dinamica che rende più difficile investire in questo segmento anche per chi è disposto a farsi carico di un maggior rischio.

La rimozione di questi paesi diminuirà la capitalizzazione di mercato dell'indice, ponendo rischi significativi per la liquidità. La preoccupazione principale sarà per gli investitori in prodotti passivi che replicano l'indice MSCI Frontier Markets, le cui performance potrebbero risentirne.

Meglio iniziare a guardare ai fund manager attivi, che probabilmente manterranno l’allocazione nel Pakistan, così come in passato hanno tenuto quella sul Qatar e sugli Emirati Arabi Uniti.

In questa rassegna evidenziamo i gestori con le maggiori quote di mercato nel settore Equity – Frontier Markets, analizzandone la performance annuale e il peso di Pakistan, Nigeria e Argentina nel portafoglio complessivo.

I gestori Dominic Bokor-Ingram (in foto) e Stefan Böttcher di Charlemagne Capital, responsabili del fondo Charlemagne Magna New Frontiers G EUR. Alla fine del primo trimestre 2017 il 17% del portafoglio era investito in Argentina e il 15% in Pakistan. Aziende di entrambi i Paesi figurano nelle prime dieci allocazioni del fondo. Nonostante gli Emirati siano stati rimossi dall’indice nel 2014, Bokor-Ingram e Böttcher hanno un’allocazione di circa il 5% nel Paese.

Il gestore Rami Sidani (in foto) di Schroders, responsabile del fondo Schroder ISF Frontier Markets Equity A Acc verso cui affluisce il 17,6% del denaro impiegato dagli investitori italiani nel settore Equity – Frontier Markets. A fine marzo aveva allocazioni del 19,9% in Argentina, 12% in Pakistan e 1,9% in Nigeria. Sidani ha anche tenuto la sua esposizione verso gli Emirati, il secondo maggior impiego a livello geografico con il 14%.

I gestori Mark Mobius (in foto) e Carlos Hardenberg di Franklin Templeton Investments, responsabili del fondo Templeton Frontier Markets A (acc) USD, hanno la maggiore quota di mercato nel settore Equity – Frontier Markets in Italia, pari al 22,5%. A fine marzo avevano un'allocazione del 10,6% in Argentina, 8,8% in Pakistan e circa il 4% in Nigeria. Oltre a ciò, mantengono ancora gli Emirati Arabi Uniti intorno al 2%.

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