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Regno Unito, elezioni anticipate: l'opinione di 5 gestori interpellati da Citywire

Una selezioni di opinioni di gestori ed economisti sulla decisione della premier britannica di indire elezioni anticipate per il prossimo 8 giugno.

Regno Unito, si torna a votare

Theresa May, premier del Regno Unito, ha annunciato la sua intenzione di indire elezioni anticipate per l'8 giugno di quest'anno.

In un discorso a Downing Street la leader del partito Conservatore ha giustificato la propria mossa a sorpresa spiegando che il Paese ha bisogno di "stabilità" e "coesione" in vista dei negoziati con Bruxelles su Brexit.

“Nelle ultime settimane il partito Laburista ha minacciato di votare contro l’accordo finale che verrà siglato con l’Unione Europea, i Liberali-Democratici hanno dichiarato di voler paralizzare il governo e diversi membri non eletti della Camera dei lord hanno promesso di intralciare ogni nostro passo”, ha dichiarato la May davanti ai giornalisti presenti.

Oggi il Parlamento deciderà se accogliere la richiesta di May, ma l'esito del voto sembra piuttosto scontato. Sia Jeremy Corbyn, il leader del partito Laburista, che Tim Farron, il numero uno dei Lib-Dem, il terzo partito del Paese, hanno accolto positivamente la decisione di May.

Ma perché si faranno elezioni anticipate? Abbiamo raccolto le opinioni di alcuni gestori ed economisti di importanti società d'investimento.

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Steven Andrew, gestore del fondo M&G Income Allocation fund

L’annuncio a sorpresa di Theresa May circa le elezioni anticipate in Gran Bretagna il prossimo 8 giugno è la conferma che la politica inglese rimane fonte di grande incertezza per gli investitori, che quest’anno stanno già cercando di digerire un menù ricco di rischi a livello politico, dalle elezioni francesi di questa settimana ai timori di un potenziale conflitto con la Corea del Nord.

L’annuncio ci ricorda che, in politica, nulla può essere dato per certo. Tenendo questo bene a mente (insieme alle esperienze vissute nel 2016), qualsiasi previsione certa circa il risultato finale del voto di giugno va evitata. E’ improbabile che il percorso da qui all’8 giugno scorra liscio e poiché questo annuncio porterà volatilità sui mercati finanziari, è importante che gli investitori siano pronti a sfruttare le potenziali opportunità che un comportamento dei prezzi di questo tipo potrebbe portare.

Come sempre, rimaniamo concentrati sugli elementi che conosciamo, piuttosto che su quelli su cui non abbiamo visibilità. Una valutazione del panorama d’investimento nel contesto attuale suggerisce che i prezzi dei titoli azionari rimangono interessanti, soprattutto alla luce di un’economia UK solida e di una ripresa sostenuta a livello globale. Per queste ragioni, potremmo aumentare la nostra esposizione al mercato azionario inglese nel caso in cui dovessero crearsi opportunità a sconto a causa di una volatilità di natura politica.

La sterlina ha reagito all’annuncio di elezioni anticipate sperimentando un rally rispetto ai principali cambi. Nei prossimi giorni saranno molte le spiegazioni sul tipo di risultato che suggerisce una risposta di questo tipo, ovvero quale risultato elettorale sia stato prezzato dai mercati. Anche se questo alimenterà un certo dibattito, razionalizzare i movimenti di prezzo in questo modo è solitamente inutile da un punto di vista d’investimento. I dati relativi alla crescita nel Regno Unito e all’inflazione, la situazione dei tassi d’interesse, insieme al corso molto più debole vissuto dalla sterlina da un anno a questa parte, sono tutti elementi che suggeriscono che la valuta è attualmente piuttosto a sconto e che potrebbe rinforzarsi da qui in avanti. Fortunatamente, cercare di prevedere quale sarà il risultato delle elezioni generali non è un ingrediente necessario per arrivare a fare questa osservazione.

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Mike Amey, head of sterling portfolio management, Pimco

La decisione di Theresa May di indire elezioni anticipate non è senza rischio, ma visto il vantaggio di oltre 20 punti percentuale sul primo partito di opposizione i Conservatori dovrebbero riuscire a rafforzare la propria maggioranza in Parlamento.

Ciò dovrebbe aumentare lo spazio di manovra per il Governo durante i negoziati sulla Brexit e ridurre l'influenza delle fazioni di estrema destra all'interno del partito.

Se questo piano dovesse avere successo il rischio di una Brexit deleteria dovrebbe abbassarsi visto che in tal caso il Governo dovrebbe essere in grado di pianificare un'uscita dall'Unione meno conflittuale. A livello di mercati, nonostante la reazione immediata piuttosto timida, il premio per il rischio sugli asset britannici dovrebbe diminuire, la pressione sui Gilt aumentare mentre la sterlina avrà la possibilità di rafforzarsi.

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Dean Turner, economista, UBS Wealth Management

L'annuncio di Theresa May ha preso i mercati alla sprovvista, i quali però non sono particolarmente preoccupati per le elezioni anticipate. La reazione pacata della sterlina, dei Gilt e dell'azionario UK dimostra che i mercati ritengono possibile un chiarimento da parte del Governo britannico riguardo la propria posizione sull'avvio dei negoziati.

Se si terranno le elezioni generali come sembra, crediamo che i Conservatori potranno aumentare di numero la propria maggioranza in Parlamento e indicare decisivamente la direzione della policy di Governo, specialmente su Brexit.

Recentemente la premier ha abbassato i toni su Brexit e ci aspettiamo che sfrutti queste elezioni per proseguire in questa direzione.

Anche se sul breve termine crediamo ancora che l'economia Britannica posso accusare il colpo, sul lungo termine pensiamo che lo scenario macroeconomico sia molto positive.

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David Page, senior economist, AXA Investment Managers

I sondaggi suggeriscono un netto vantaggio del partito dei Conservatori a spese dell’opposizione laburista. Questo risultato rafforzerebbe le chances del governo conservatore di implementare la sua strategia per la Brexit. Quindi i Conservatori mirano anche a trarre vantaggio da un momento apparentemente forte, mentre il futuro minaccia difficili e impopolari compromessi che potrebbero giocare a favore dell’opposizione. Un voto per i Tories a larga maggioranza, inoltre, rafforzerebbe la posizione della May nel suo partito riducendo il peso dell’opposizione interna (i “back-benchers”) su altri temi domestici.

Tuttavia, le elezioni non sono prive di rischio per i Conservatori. La premier sta scommettendo su un voto per scegliere chi è in grado di negoziare la Brexit migliore. Ma il rischio che le elezioni si trasformino in un secondo referendum sulla Brexit è reale.

La reazione dei mercati finanziari è stata mista. La sterlina è salita sia verso il dollaro che verso l’euro, dopo un iniziale crollo, arrivando a toccare i massimi contro il dollaro da dicembre. I Gilts (titoli di stato britannici) che avevano guadagnato prima dell’annuncio, sono invece stati oggetto di pesanti vendite. Anche il mercato azionario UK ha sofferto e in particolare il FTSE 100, l’indice delle blue chips di Londra.

Tuttavia, i mercati sembrano riconciliati con il percorso di Brexit scelto dal Regno Unito e la possibilità di aumentare la certezza di questa prospettiva sembra attraente. Per questo riteniamo che eventuali segnali di difficoltà da parte dei Conservatori a estendere la loro maggioranza potrebbero avere un impatto negativo sui mercati nelle prossime settimane.

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David Zahn, responsabile del reddito fisso europeo, Franklin Templeton

L'annuncio di Theresa May potrebbe rivelarsi una mossa scaltra visto che potrebbe rafforzare la sua posizione al tavolo delle trattative sulla Brexit.

Se, come ci si aspetta, dovesse vincere May, la leader del partito Conservatore avrà un mandato forte per guidare il lato UK dei negoziati. Attualmente non ha una maggioranza tale da realizzare i cambiamenti che vuole. E con i sondaggi che indicano un vantaggio di 17 punti sul partito Laburista, è un'ottima occasione per indire elezioni straordinarie.

Con un governo forte, May avrà la possibilità di far approvare più velocemente le leggi necessarie per arrivare all'accordo finale con l'Ue. Anche gli europei vedranno positivamente la sua elezione perché darà il segnale che la Brexit è qualcosa di concreto.

Dal punto di vista fiscale, non abbiamo ancora visto il nuovo programma ma crediamo che alcuni vincoli imposti dal Governo precedente verranno rimossi.

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