DOMANDA

Un anno di Pir. Il bilancio dei Piani Individuali di  Risparmio è stato molto positivo, con circa 70 strumenti disponibili e una raccolta di oltre 10 miliardi euro.

Dal vostro punto di vista, che accoglienza avete avuto dalla clientela? Come li state inserendo nel portafoglio dei clienti? È uno strumento adatto a tutte le tipologie a suo parere?

A distanza di un anno, che percezione hai dei Pir?
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                                                L'INTERVENTO

di Paolo Agnolin (in foto), consulente finanziario di Treviso

Ho riscontrato una buona accoglienza da parte della mia clientela, con un maggior interesse soprattutto da clienti di età superiore ai 35 anni.

In particolare, gli impreditori si mostrano più predisposti a questo strumento, forse anche per la loro avversione alla forte pressione fiscale.

Sicuramente l’aspetto psicologico del risparmio sulle imposte fa molto presa sul cliente che di primo impatto ha scarsa comprensione del PIR. Poi sta al consulente approcciare in modo professionale i bisogni del cliente e spiegare lo strumento.

Attualmente li sto inserendo in portafoglio con clienti dotati di un patrimonio consistente, che permettono un’adeguata diversificazione. Se il profilo di rischio lo consente, valuto l’inserimento del PIR in una quota tra il 5% e il 10% del portafoglio complessivo.

Per clienti che hanno una scarsa propensione ad entrare sull’equity e un orizzonte temporale di breve termine, probabilmente il PIR non è lo strumento migliore.

A distanza di un anno, valuto positivamente l’introduzione di questo strumento che però a mio avviso ha due peculiarità: una eccessiva concentrazione sul mercato italiano e un track record non ancora di spessore.

Sarebbe opportuna una maggiore diversificazione geografica anche verso altri mercati ad esempio quello europeo che potrebbero garantire rendimenti migliori ai PIR, per ora esposti sul rischio-paese Italia.

Positivo senz’altro il vincolo a cinque anni per poter usufruire del beneficio fiscale, che costituisce un incentivo ad allargare l’orizzonte temporale dei clienti che spesso come nella vita vogliamo tutto e subito, ma per avere i frutti serve piantare un seme che poi diventa albero e solo lì potremmo vedere i frutti.