Professione Investitore – Rischi di liquidità e conflitto d’interesse? Se li conosci li eviti - Citywire

Citywire - Per Investitori Professionali

Registrati per ottenere accesso illimitato al dabase di gestori di Citywire. La registrazione è gratuita e richiede solo un minuto.

Professione Investitore – Rischi di liquidità e conflitto d’interesse? Se li conosci li eviti

Professione Investitore – Rischi di liquidità e conflitto d’interesse? Se li conosci li eviti

Non esiste un unico modo corretto per definire il concetto di rischio: è decisamente meglio capire le sue diverse declinazioni piuttosto che cercarne una definizione univoca.

L’investitore deve considerarne molte tipologie: quello di credito, di controparte, di bail-in, di mercato, di liquidità, di conflitto di interesse, ecc...

Ci sono due tipologie di rischio spesso poco considerate se non addirittura sconosciute dall’investitore: 

  • il rischio di liquidità
  • il rischio di conflitto di interesse.

Il rischio di liquidità

L’attività più liquida in assoluto è la moneta. Tutte le altre attività, siano esse depositi bancari, beni immobili o strumenti finanziari, hanno ciascuna un grado di liquidabilità differente.

Un’attività è tanto più liquida quanto minori sono i costi di transazione, la perdita di capitale che si può subire nel momento in cui la si converte ed i tempi necessari per la conversione stessa.

I requisiti che incidono sulla liquidità di uno strumento finanziario sono molteplici:

  • la negoziabilità che è influenzata dalla trasferibilità e quindi dalla sua circolazione su un mercato in seguito all’emissione. Uno strumento è più liquido tanto maggiore è il volume delle contrattazioni;
  • la credibilità dell’emittente, fattore che incide in maniera direttamente proporzionale sulla liquidabilità.

La liquidità di uno strumento ed il suo rendimento sono inversamente proporzionali: quanto più è liquido, tanto minore è il rischio e di conseguenza il rendimento.

Tale tipologia di rischio riguarda le obbligazioni emesse da tutte le banche locali (crediti cooperativi, casse di risparmio, banche popolari) di piccole e medie dimensioni non quotate su un mercato regolamentato.

In via teorica è la stessa banca che vende i titoli a garantire il riacquisto dello strumento qualora si volesse rivenderlo.

Purtroppo quello che accade è che le banche in difficoltà smettono di ricomprare i propri titoli;  il risultato è quello di lasciare il risparmiatore col cerino in mano nonostante la puzza di bruciato.

Ci ricordiamo tutti, a tal proposito, degli obbligazionisti delle quattro banche risolte a fine 2015.

Lo stesso fenomeno interessa anche gli azionisti degli istituti non quotati. La negoziazione su un mercato regolamentato permette la formazione di un prezzo di equilibrio tra domanda e offerta, più veritiero rispetto ai valori scelti dagli amministratori delle banche che sono spesso disallineati dai dati fondamentali della banca.

E’ facile comprare le azioni di casse di risparmio o crediti cooperativi; spesso, sono gli sportellisti stessi delle piccole banche a chiamare direttamente a casa magnificando i “privilegi di essere soci” (citazione da https://www.inbanca.bcc.it/it-it/soci/il-privilegio-di-essere-socio/il-privilegio-di-essere-socio.aspx?idC=62169&LN=it-IT). A volte, però, si dimentica di dire che se un giorno tali azioni si volessero rivendere sarebbe molto difficile, quasi impossibile. Il rischio è di trovarsi un valore azzerato: oltre ai quattro casi già noti, si veda quanto accaduto ai possessori di azioni Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, o anche Cr Cesena.

Il rischio di liquidità interessa anche altre forme di investimento molto diffuse in questo periodo tra i risparmiatori e condiderate beni di rifugio: i lingotti, le monete d’oro, i diamanti o gli stessi immobili.

Per l’oro vi è un fixing giornaliero, ma gli spread denaro lettera sono molto penalizzanti; probabilmente, se  si conoscesse tale situazione, si starebbe alla larga da queste forme di investimento.

Per i diamanti, oltre a non avere una quotazione giornaliera, vi sono talmente tante variabili da considerare per determinare il prezzo e lo spread denaro lettera per la liquidità (forma, peso, colore, purezza, taglio, fluorescenza, ecc) che se non si è degli addetti ai lavori si rischia di perdere anche il 70% di quanto pagato.

Per gli immobili, secondo gli ultimi dati Nomisma, oggi i tempi di vendita variano dai 7/8 mesi ai 24 mesi.

Relativamente ai fondi comuni sono capitati casi di sospensione delle quotazioni di comparti di sicav o fondi comuni che “concentravano” gli investimenti quasi esclusivamente su una tipologia di strumenti finanziari che per diverse cause erano improvvisamente diventati illiquidi. Questo ne ha impedito la liquidabilità fino a quando non si è ripristinato un mercato sugli strumenti che erano detenuti dal fondo. E’ questo il caso di fondi che avevano in pancia ABS ( asset backed securities) o MBS (mortgage backed securities) nel 2008/09.

Il rischio di conflitto di interesse

Il rischio di conflitto di interesse si manifesta nel momento in cui la banca risulta essere contemporaneamente emittente, responsabile del collocamento del prodotto e agente per il calcolo degli interessi o del valore del titolo. Tale coincidenza di ruoli determina una situazione in conflitto con quella degli investitori: i titoli sono collocati direttamente dall’emittente che effettua anche il relativo calcolo degli interessi o del valore.

Qualora si tratti di titoli non quotati, quindi non liquidi, la banca agisce spesso come contropartita diretta nell’eventuale riacquisto; siamo di fronte ad un’altra situazione di conflitto di interesse essendo l’emittente stessa a determinare acquisto e prezzo.

In sostanza: mettere in portafoglio un prodotto a rischio di bail-in (azioni o obbligazioni) è di per se pericoloso. Se poi, tali prodotti, vengono acquistati direttamente dallo stesso soggetto che li emette, il rischio non puo’ far altro che aumentare: chi vende le proprie azioni ha interesse a collocare i propri prodotti.

E’ questo il caso di tutti gli azionisti o obbligazionisti delle banche locali  (crediti cooperativi, casse di risparmio, banche popolari) che per familiarità e per la loro prossimità geografica comprano questi titoli sopportando rischi non remunerati, spesso inconsapevolmente.

Conclusione

Il concetto, a questo punto, sembra chiaro: la banca che  vende una propria azione o obbligazione non è sinonimio di sicurezza assoluta e non vi esclude da ogni pericolo. “Familiarità”, “home bias”, confidenza con il personale della propria filiale vanno comunque affiancate ad una massiccia dose di infomazione, consapevolezza e capacità di analisi dei potenziali rischi.

Ho aperto questo articolo sottolieando quanto sia impensabile identificare il rischio come un fattore unico e definito: questo è il motivo per cui la strategia migliore è sempre quella di analizzare, pensare e modellare ogni rischio in base alla situazione che ci troviamo davanti e agli obiettivi che ci siamo prefissati.

Le strade perfette, senza buche o dossi, non esistono; ci sono quelle che conosciamo meglio, quelle che crediamo meno pericolose perchè percorse ogni giorno per tornare a casa, spesso dandoci l’illusione di una sicurezza assoluta. L’esenzione totale dai rischi, però, non esiste: gli incidenti avvengono anche davanti al portone della propria abitazione; abbiamo però a disposizione tutti gli strumenti per individuarli, capirli, evitarli o, per lo meno, attutirne le conseguenze.



Massimo Milani è private banker in Banca Fideuram dal 2000. Consulente certificato Efpa, “Master in Financial Advising” presso l’Università di Siena, Financial Upgrade Education presso Imperial College London. Si occupa di pianificazione finanziaria, previdenziale ed assicurativa, wealth management, efficienza dei portafogli di investimento.

Le analisi qui pubblicate sono rivolte esclusivamente a investitori istituzionali e operatori qualificati, così come definiti nell'art. 31 del Regolamento Consob n° 11.522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Il commento qui pubblicato non implica responsabilità alcuna per i soggetti coinvolti e per Citywire Financial Publishers Ltd., che non svolge alcuna attività di trading e pubblica tali indicazioni a scopo puramente informativo.

In tal senso, si prega di fare riferimento alle condizioni e ai termini di utilizzo del sito web.

 

 

 

 

Scrivi un commento

Effettua il login o registrati per commentare. La registrazione è gratuita e richiede solo pochi minuti.
Eventi
  • Citywire Venice 2017

    Citywire Venice 2017

  • Citywire Italia 2016

    Citywire Italia 2016

  • Citywire Italia 2016

    Citywire Italia 2016

  • Citywire Consulenza Evoluta 2016

    Citywire Consulenza Evoluta 2016

  • Citywire Consulenza Evoluta 2016

    Citywire Consulenza Evoluta 2016

  • Citywire Milano 2016

    Citywire Milano 2016

  • Citywire Milano 2016

    Citywire Milano 2016

  • Post-Brexit: come la pensano i wealth manager scozzesi

    Post-Brexit: come la pensano i wealth manager scozzesi

  • Venezia in cartolina: le (altre) foto di Citywire Italia 2017

    Venezia in cartolina: le (altre) foto di Citywire Italia 2017

  • Il palco ai Fund Selector: best practices nella selezione di fondi e gestori

    Il palco ai Fund Selector: best practices nella selezione di fondi e gestori

  • Financial Times incorona Banca Generali “Best Private Bank” in Italia

    Financial Times incorona Banca Generali “Best Private Bank” in Italia

  • Fee Only 2016, tra tecnologie emergenti e futurizzazione

    Fee Only 2016, tra tecnologie emergenti e futurizzazione

  • Fee Only 2016, i cambi epocali che guidano i mercati

    Fee Only 2016, i cambi epocali che guidano i mercati

  • Potter e Jensen, la Fed sbarca all’ITForum di Rimini

    Potter e Jensen, la Fed sbarca all’ITForum di Rimini

  • Consultique & Friends dopo Milano e Treviso si sposta al sud

    Consultique & Friends dopo Milano e Treviso si sposta al sud

  • Citywire al sesto forum nazionale Ascosim

    Citywire al sesto forum nazionale Ascosim

  • Salone del Risparmio, i 7 percorsi tematici del 2016

    Salone del Risparmio, i 7 percorsi tematici del 2016

  • BlackRock, nuove piattaforme e scenari di investimento all’Investment Forum 2016

    BlackRock, nuove piattaforme e scenari di investimento all’Investment Forum 2016