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Previdenza: tutto quello che c'è da sapere sull’anticipo finanziario a garanzia pensionistica

Previdenza: tutto quello che c'è da sapere sull’anticipo finanziario a garanzia pensionistica

di Lorenzo Cicero,  avvocato dal 2008 in Mefop (società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione) è responsabile della consulenza e della formazione in materia legale  

La legge di bilancio per il 2017, nel solco tracciato dalle leggi di stabilità precedenti, ha previsto da un lato eccezionali uscite anticipate dalla previdenza obbligatoria legate a particolari condizioni di disagio, dall’altro una generalizzata possibilità di prepensionamento per il tramite del ricorso ad un prestito “ponte”.

In merito alla variante degli anticipi pensionistici consistente nel c.d. APE volontario, la procedura ha visto alcuni rallentamenti e la procedura per la gestione delle richieste è stata dettagliata dall’Inps solo il 13 febbraio scorso con la circolare n.28/2018.

La misura sperimentale dell’APE è stata prevista dal 1.05.2017 fino al 31.12.2018 (la l. di bilancio per il 2018 ha prorogato di un anno la fruibilità di tale misura) ed è definita come un «anticipo finanziario a garanzia pensionistica».

L’Inps, con la citata circolare n.28/2018, ne ha illustrato le modalità operative chiarendo una serie di aspetti come ad esempio la compatibilità del ricorso al prestito con lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa.

Come funziona l'APE volontario

·        Il prestito è erogato a condizioni di mercato agevolate da istituti di credito aderenti all’accordo quadro menzionato; è corrisposto per dodici mensilità ed è assistito da una polizza obbligatoria che copre il rischio di premorienza.

·        Possono servirsi di tale strumento di anticipo pensionistico finanziato soggetti non titolari di trattamenti pensionistici diretti, con almeno sessantatré anni di età, iscritti ad una delle gestioni Inps (restano esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali) e a cui manchino non più di tre anni e sette mesi al pensionamento di vecchiaia.

·        E’ richiesto anche il possesso del requisito contributivo minimo di vent’anni.

·        L’importo della futura pensione, attesa al raggiungimento degli ordinari requisiti anagrafici di vecchiaia, non dovrà essere inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo Inps al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta. Il prestito ottenuto è infatti restituito, a partire dal primo pagamento della futura pensione, in un periodo di vent’anni mediante una trattenuta che viene effettuata dall’Inps al momento in cui paga ciascun rateo pensionistico.

 I costi legati all’attivazione del prestito con garanzia pensionistica sono legati agli interessi applicati (previsti in fase iniziale nella misura del 2,838% in corso di erogazione e del 2,938% durante l’ammortamento), alla misura del premio e ad una commissione corrisposta per il fondo di garanzia (pari all’1,6%). L’Inps ha anche predisposto sul proprio sito istituzionale un simulatore che consente di effettuare ipotesi di calcolo dell’Ape volontario ottenibile.

Le domande di APE volontario sono state presentate a partire dal 13 aprile scorso; sulla base di dati Inps alla data del 19 aprile 2018 risultavano pervenute circa 2.700 richieste, con durata media di erogazione di 23 mesi e con importo medio richiesto di circa 950 euro.

Non solo APE volontario

Una variante dell’anticipo finanziario appena descritto è una seconda misura sperimentale l’APE Aziendale, nel rispetto al quale l’aggravio della rata della restituzione del prestito sarebbe compensato, in tutto o in parte, dall’impegno del datore di lavoro, sulla base di un accordo individuale, a versare all’Inps una cifra pari almeno all’equivalente della contribuzione volontaria (il 32,87 per cento della retribuzione imponibile delle ultime cinquantadue settimane) calcolata per tutta la durata dell’anticipo. In questo modo il montante contributivo del lavoratore sarà incrementato e di conseguenza anche l’importo del futuro assegno pensionistico. Sono esclusi dalla richiesta dell’APE aziendale i lavoratori del pubblico impiego.

 La medesima manovra di bilancio per il 2017 ha infine introdotto una terza misura sperimentale corrispondente alla cd. APE Sociale che differisce dal prestito precedentemente descritto in quanto consistente in un sussidio statale erogato direttamente dall’Inps a soggetti espressamente individuati dalla legge e considerati meritevoli di tutela.

Vedremo le iniziative legislative che il prossimo Governo metterà in campo sulle misure in commento che, nell’ambito del quadro normativo attuale, di certo rappresentano correttivi utili alle rigidità della Legge Fornero.

 

 

 

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