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Previdenza complementare, come l’Italia si sta allineando alle regole europee

Previdenza complementare, come l’Italia si sta allineando alle regole europee

L'autore, avvocato, è dal 2008 in Mefop (società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione) ed è responsabile della consulenza e della formazione in materia legale

In attesa del recepimento della direttiva 2016/2341/UE (c.d. Iorp II), da effettuarsi entro il 13 gennaio 2019, si fanno i primi passi di adeguamento alla normativa comunitaria. Il D.Lgs 252/2005, che può definirsi il testo unico della previdenza complementare, ha già di recente subito modifiche per prepararsi all’arrivo della direttiva Iorp II.

In particolare un primo intervento è stato fatto sui requisiti temporali per accedere alla pensione. La modifica (l’art.11, comma 2, del D.Lgs 252/2005) ha stabilito una riduzione del periodo di partecipazione minimo al sistema di previdenza complementare necessario per aver accesso alla prestazione pensionistica erogata dal fondo. Tale periodo è quindi ridotto da 5 a 3 anni a condizione che si tratti di aderenti che stabiliscono la propria residenza in altro Stato membro.

Un’ulteriore modifica riguarda l’art.14 del medesimo decreto relativo alla permanenza nella forma pensionistica complementare e alla cessazione dei requisiti di partecipazione e portabilità.

Il legislatore ha provveduto ad aggiungere al menzionato articolo la lettera c-bis), indicando, tra le altre facoltà già ammesse, la possibilità di scegliere se mantenere la posizione in quiescenza in caso di perdita dei requisiti di partecipazione al fondo di attuale iscrizione.

Inoltre è compito del fondo pensione di informare, sulla base delle istruzioni che saranno fornite da Covip, le possibilità che si prospettano all’aderente che abbia perso i requisiti di partecipazione e la cui posizione dovesse risultare di importo inferiore ad una mensilità dell’assegno sociale (attualmente pari a 453 euro). Tali facoltà sono: trasferimento presso altra forma pensionistica, riscatto della posizione oppure mantenimento della posizione presso il fondo.

Altro intervento di modifica (art.19, comma 2, del d.lgs 252/2005) riguarda i compiti della Commissione di vigilanza, che vengono meglio specificati nell’ottica di fornire indicazione alle forme previdenziali circa gli adempimenti da porre in essere per assicurare informazioni esaustive e massima trasparenza agli iscritti e ai beneficiari delle prestazioni di previdenza complementare.

Lo scrivente, insieme alla struttura di Mefop, è stato impegnato nella consultazione aperta dal MEF, dal 26 luglio al 10 agosto scorso, in merito al decreto di recepimento della direttiva IORP II destinata a disciplinare a livello comunitario gli enti pensionistici aziendali e professionali; si resta in attesa dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri entro fine anno. Qui il link che rinvia alla consultazione: 

Pertanto si prospettano ulteriori sviluppi della normativa di settore.

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