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Popolare di Vicenza e Veneto Banca, stop alla risoluzione stragiudiziale delle controversie

Popolare di Vicenza e Veneto Banca, stop alla risoluzione stragiudiziale delle controversie

Lo scorso 19 luglio Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono state revocate dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria, con provvedimento assunto dalla Banca Centrale Europea, su proposta della Banca d’Italia.

Il provvedimento comporta che i due istituti non possono più ritenersi quali intermediari, con tutte le conseguenze giuridiche che ne derivano.

Una delle più importanti è che, non possedendo più lo status di intermediari finanziari, le due ex popolari non sono più tenute ad aderire al sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie amministrate dal sistema dell’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf).

Occorre però fare una distinzione tra i ricorsi pendenti, ovvero presentati all’Acf prima del 19 luglio scorso, e quelli che saranno presentati in futuro.

La questione va risolta alla luce del principio di diritto secondo cui la sussistenza della potestà decisoria dell’Arbitro deve essere valutata sulla base della situazione esistente alla data della domanda.

In altri termini, l’insussistenza della qualità di intermediario sarà fattore decisivo per escludere la competenza dell’Acf per i ricorsi futuri ma non anche per quelli pendenti.

Su dette basi, il Collegio arbitrale ha, quindi, comunicato il suo conclusivo orientamento di:

  • proseguire i giudizi  attualmente pendenti avviati dagli investitori  con ricorsi pervenuti all’Acf entro il 18 luglio scorso sino all’adozione della relativa decisione finale
  • dichiarare inammissibili i ricorsi pervenuti all’Acf dal 19 luglio scorso a oggi e quelli che dovessero pervenire in  futuro
     

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